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Dal Nilo al Mar Rosso: l'Etiopia stringe il cerchio, l'Egitto si sente in trappola
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Dal Nilo al Mar Rosso: l'Etiopia stringe il cerchio, l'Egitto si sente in trappola

BBC Arabic (rassegna) · Leggi l'originale ↗ · 6 giugno 2026
Il confronto tra Egitto ed Etiopia si sposta dal Nilo al Mar Rosso. Mentre Addis Abeba cerca uno sbocco marittimo, Il Cairo teme un accerchiamento strategico su due fronti. Un'analisi del dossier più esplosivo del Corno d'Africa, letto attraverso la lente della stampa araba.

C'è una regola non scritta nella geopolitica africana: quando un conflitto sembra congelato, in realtà si sta spostando. È esattamente quello che sta accadendo tra Egitto ed Etiopia, due potenze regionali che per anni si sono fronteggiate sul dossier della diga del Rinascimento sul Nilo Blu — e che ora aprono un secondo fronte, stavolta verso il Mar Rosso.

Secondo BBC Arabic (rassegna), il confronto tra i due paesi si è spostato verso il Corno d'Africa e la competizione per l'accesso alle acque marittime. L'Etiopia, paese di oltre 120 milioni di abitanti e senza sbocco al mare dalla secessione eritrea del 1993, cerca con crescente urgenza un porto, una finestra sul mondo, un accesso che trasformerebbe il suo peso economico in proiezione di potenza. L'Egitto, invece, legge ogni mossa etiopica come un potenziale accerchiamento: chi controlla le acque del Nilo a monte e si avvicina alle rotte del Mar Rosso, stringe una morsa che Il Cairo non può ignorare.

Qui sta il punto che spesso sfugge all'analisi europea: non si tratta di una semplice disputa bilaterale. Si tratta di un sistema di pressioni interconnesse — acqua dolce, energia idroelettrica, sicurezza marittima, alleanze con attori del Golfo — che si alimentano a vicenda. Per l'Egitto, perdere terreno sul Nilo e vedere l'Etiopia rafforzarsi sulle coste del Mar Rosso significherebbe ritrovarsi strategicamente vulnerabile su due assi contemporaneamente. Una prospettiva che Abdel Fattah al-Sisi non può permettersi, né sul piano interno né su quello regionale.

L'angolo che la stampa araba offre su questa vicenda è prezioso proprio perché non la riduce a una questione di sviluppo o cooperazione ambientale — la narrativa che spesso prevale in Occidente. La lente è quella della sicurezza esistenziale: per l'Egitto, l'acqua non è una risorsa tra le altre, è la condizione di sopravvivenza di uno stato che ospita oltre 100 milioni di persone in una striscia desertica. Ogni metro cubo conta. Ogni alleanza conta.

Per il lettore italiano, questa storia ha una rilevanza concreta: il Corno d'Africa è il crocevia delle rotte energetiche e commerciali che passano per Suez. Quello che si decide tra Addis Abeba e Il Cairo nei prossimi anni ridisegnerà gli equilibri di una regione che l'Europa può permettersi di ignorare sempre meno. L'acqua, come sempre, arriva prima della crisi. Ma la crisi, stavolta, potrebbe presentarsi in uniforme navale.

Traduzione Arabita · Fonte: BBC Arabic (rassegna) · Articolo originale ↗
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