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Egitto: quando l'inflazione divora una vita di sacrifici
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Egitto: quando l'inflazione divora una vita di sacrifici

Al-Araby Al-Jadeed · Leggi l'originale ↗ · 18 giugno 2026
L'inflazione in Egitto non è solo un dato economico: è una crisi che erode i risparmi di milioni di famiglie, costringendole a intaccare riserve costruite con anni di sacrifici solo per sostenere le spese quotidiane. Un commento editoriale di Arabita sulla fragilità strutturale del paese più popoloso del mondo arabo, a partire dall'analisi di Al-Araby Al-Jadeed.

C'è una violenza silenziosa che non fa rumore, non lascia macerie visibili, eppure svuota le case dall'interno. In Egitto si chiama inflazione, e da anni sta compiendo un'opera di erosione sistematica che colpisce dove fa più male: i risparmi di chi ha stretto la cinghia per anni, mese dopo mese, per mettere da parte qualcosa.

Secondo Al-Araby Al-Jadeed, milioni di famiglie egiziane stanno attingendo alle riserve accumulate negli anni solo per pagare le bollette di oggi. Non per un'emergenza straordinaria. Per la spesa ordinaria, per il pane, per i medicinali. Questo racconta la dimensione reale di una crisi che i dati macroeconomici faticano a restituire nella sua brutalità quotidiana.

L'Egitto è il paese più popoloso del mondo arabo: oltre 105 milioni di abitanti, una classe media che fino a pochi anni fa si percepiva come ancora di stabilità sociale, e che oggi si ritrova a fare i conti con un potere d'acquisto letteralmente dimezzato. La sterlina egiziana ha perso valore in modo drammatico, i prezzi dei beni di prima necessità sono schizzati, e i salari — quando ci sono — sono rimasti fermi o quasi. Il risultato è una forbice che si allarga ogni mese di più.

Ciò che colpisce, leggendo l'analisi del media panarabo, è il punto di vista che emerge: non quello delle istituzioni finanziarie internazionali che parlano di «riforme necessarie» e «aggiustamenti strutturali», ma quello di chi quelle riforme le subisce. Il FMI ha erogato prestiti, il governo ha varato misure, eppure il peso di tutto questo è finito sulle spalle di chi non ha strumenti per proteggersi — né speculazione finanziaria, né proprietà immobiliari, né valuta estera sotto il materasso.

Questa è la prospettiva che manca quasi sempre nel racconto occidentale dell'economia egiziana: si parla di crescita del PIL, di riforme del settore energetico, di apertura agli investimenti stranieri. Raramente si parla di quella donna al Cairo che ha aperto il libretto di risparmio del figlio per comprare il corredo scolastico. O di quell'artigiano di Alessandria che ha venduto l'oro della moglie per pagare l'affitto.

L'inflazione non è solo un indicatore statistico. In Egitto, oggi, è la misura concreta di quante vite vengono messe in pausa — o peggio, spezzate — da scelte macroeconomiche decise altrove. Vale la pena saperlo, anche da Torino o da Milano.

Traduzione Arabita · Fonte: Al-Araby Al-Jadeed · Articolo originale ↗
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