Gaza, l'ospedale che sopravvive a metà
Quando senti la parola cessate il fuoco, cosa ti immagini? Una pausa. Un respiro. Qualcosa che si ferma.
Ma se stai leggendo da Gaza — o stai cercando di capire cosa sta succedendo davvero — l'immagine è molto diversa. E lo sa bene Tareq S. Hajjaj, giornalista palestinese che lavora e vive a Gaza e scrive per Mondoweiss, uno dei pochi media che pubblica voci direttamente dal terreno senza filtri istituzionali.
Nel suo reportage uscito sulla piattaforma questa settimana, Hajjaj mette a fuoco qualcosa che nei bollettini dell'Onu e nelle dichiarazioni dell'Ue fatica ad emergere: Israele sta conducendo una campagna sistematica contro il sistema sanitario di Gaza, non con i bombardamenti — almeno non solo — ma con qualcosa di più sottile e difficile da fotografare. Carburante razionato con precisione. Forniture mediche bloccate o rilasciate col contagocce. Ospedali che funzionano appena, tenuti in piedi abbastanza da non collassare del tutto, ma non abbastanza da lavorare.
È quello che le fonti sanitarie citate da Hajjaj chiamano una calibrazione deliberata: si calcola esattamente quanto lasciar passare per mantenere la struttura in vita — e in crisi permanente. Non è negligenza. È una scelta.
Questo tipo di violenza — burocratica, logistica, misurabile in litri di gasolio e in colli bloccati ai valichi — è quasi invisibile nel racconto occidentale della guerra. La narrazione dominante in Italia e in Europa ruota attorno alla tregua come svolta, ai negoziati come segnale positivo, alla ricostruzione come orizzonte possibile. Sono frame che hanno una loro logica politica, ma che lasciano fuori campo chi sta vivendo la situazione.
Hajjaj non è un analista che scrive da Londra o da Bruxelles. Scrive da Gaza. E questa differenza non è un dettaglio biografico — è il punto centrale del suo lavoro. La sua voce, come quella di altri giornalisti palestinesi, raramente arriva tradotta in italiano. Mondoweiss è uno dei rari spazi che la ospita con regolarità.
Leggerlo non significa abbracciarne ogni interpretazione. Significa allargare la mappa di quello che consideriamo informazione sulla guerra a Gaza. Significa chiedersi perché certe voci arrivano facilmente e certe altre no.
L'articolo originale è disponibile su Mondoweiss. Vale la pena aprirlo.