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Il diritto al ritorno non è un dettaglio da negoziare
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Il diritto al ritorno non è un dettaglio da negoziare

Mondoweiss · 8 giugno 2026
Ahmad Ibsais, giurista palestinese-americano, scrive su Mondoweiss che nessun piano di pace è credibile se ignora il diritto al ritorno sancito dalla risoluzione ONU 194. Una prospettiva giuridica e diasporica che il dibattito italiano tende a non ospitare.

Ogni volta che si torna a parlare di pace in Medio Oriente, il copione è lo stesso: si discute di confini, di fasi, di garanzie di sicurezza. Il diritto al ritorno dei palestinesi, invece, viene sistematicamente spostato in fondo all'agenda — quando non sparisce del tutto.

Ahmad Ibsais, giurista palestinese-americano di prima generazione e autore della newsletter State of Siege, su Mondoweiss rimette al centro esattamente questa questione. Il suo argomento è semplice e chirurgico: qualunque piano di pace che non affronti il 1948 non sta risolvendo il conflitto, lo sta solo rinviando.

Ibsais scrive da una prospettiva che raramente si sente nel dibattito europeo — e quasi mai in quello italiano. Non è la voce di un diplomatico né di un commentatore neutrale. È un figlio della diaspora palestinese che conosce il diritto internazionale e sa usarlo. E il diritto internazionale, ricorda, è inequivocabile: la risoluzione ONU 194 del 1948 riconosce il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nelle loro case o a ricevere un risarcimento. Non è una richiesta massimalista. È un principio codificato.

Il problema, spiega Ibsais, è che il dibattito occidentale — incluso quello che si tiene nelle cancellerie europee — ha progressivamente accettato l'idea che il diritto al ritorno sia troppo complicato, troppo destabilizzante, troppo incompatibile con la realtà demografica di Israele. In altre parole: un diritto che esiste, ma che conviene ignorare.

Questo schema vale doppiamente in Italia, dove la conversazione sul conflitto tende a essere o filoatlantica o timidamente equilibrista, raramente radicata nel diritto internazionale come orizzonte vincolante.

Ciò che rende il testo di Ibsais prezioso non è solo il contenuto — è la prospettiva. Una voce giovane, formato giuridico, cresciuta tra due mondi, che non accetta la logica del "realismo" come alibi per normalizzare un'ingiustizia strutturale che dura da oltre settant'anni.

Il diritto al ritorno non è un ostacolo alla pace. È la pace — o almeno, la condizione senza la quale qualunque accordo resta un edificio costruito sulla sabbia.

Traduzione Arabita · Fonte: Mondoweiss
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