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Egitto: gli alimenti non liberano le donne
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Egitto: gli alimenti non liberano le donne

Mada Masr (Egitto) · 23 maggio 2026
La riforma egiziana degli alimenti lascia intatta la logica patriarcale, denunciano le giuriste femministe intervistate da Mada Masr.

C'è un dibattito tecnico-femminista in corso in Egitto che quasi nessun media italiano ha raccontato. Riguarda la riforma delle leggi sullo statuto personale — quelle che regolano matrimonio, divorzio e, soprattutto, gli alimenti. A raccontarlo in profondità è Ahmed Bakr su Mada Masr, testata egiziana indipendente più volte nel mirino del regime di al-Sisi.

Il punto centrale è brutale nella sua semplicità: la riforma proposta aggiusta qualche numero, ma lascia intatta la logica di fondo. Le giuriste femministe intervistate da Bakr la smontano con un'immagine efficace — «le donne come contenitori, gli uomini come banche». Tradotto: la legge continua a pensare alla donna come a qualcuno che riceve e all'uomo come a qualcuno che paga, senza mai mettere in discussione chi decide cosa vale il lavoro domestico, la cura dei figli, la rinuncia alla carriera.

In concreto, le critiche si concentrano su tre punti. Primo: il calcolo degli alimenti resta ancorato al reddito dichiarato del marito, facilissimo da nascondere o sottostimare. Secondo: la donna che lavora vede ridursi il suo diritto agli alimenti, come se il suo stipendio fosse una colpa. Terzo — e forse il più radicale — la riforma non tocca il principio della qiwama, cioè la tutela maschile sul nucleo familiare, che è il vero motore giuridico della disparità.

Quello che rende questo pezzo prezioso non è solo il contenuto, ma la prospettiva. Non siamo di fronte alle solite voci che chiedono all'Islam di «modernizzarsi» secondo schemi occidentali. Le giuriste citate da Bakr conoscono i testi classici del fiqh, li citano, li contestano dall'interno. È un femminismo che parla la lingua del diritto islamico per riformularlo — non per abolirlo.

Mada Masr ha pubblicato questo pezzo nonostante le pressioni continue che subisce: redazione perquisita, giornalisti arrestati, sito bloccato in Egitto e accessibile solo via VPN. Leggere questo articolo è già un atto di attenzione verso un giornalismo che resiste.

Per chi vuole capire come si discute davvero di diritti delle donne nel mondo arabo — senza esotismi né semplificazioni — l'inchiesta di Bakr su Mada Masr è un punto di partenza onesto e scomodo.

Traduzione Arabita · Fonte: Mada Masr (Egitto)
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