Chi può votare in Italia: cittadini, nuovi italiani, europei e stranieri
Chi diventa italiano viene iscritto nelle liste elettorali senza fare domanda. I cittadini dell'Unione europea votano per il Comune e per il Parlamento europeo. Gli stranieri extra UE non votano, ma qualche spazio di partecipazione c'è.
من يستطيع التصويت في إيطاليا: المواطنون والإيطاليون الجدد والأوروبيون والأجانب
من يصبح إيطالياً يُدرج في قوائم الناخبين دون تقديم طلب. مواطنو الاتحاد الأوروبي يصوتون للبلدية وللبرلمان الأوروبي. الأجانب من خارج الاتحاد الأوروبي لا يصوتون، لكن هناك مساحات محدودة للمشاركة.
A casa di Hassan, a Torino, la prossima primavera si voterà in tre modi diversi. Hassan, arrivato dal Marocco vent'anni fa, è diventato italiano nel 2025 e voterà per la prima volta per il sindaco. Sua figlia Amina, nata a Torino, era ancora minorenne e vive con lui, così è diventata italiana insieme al padre; quest'anno ha compiuto diciotto anni e voterà anche lei. Sua moglie Samira, che ha ancora solo il passaporto marocchino, resterà a casa. E la vicina, Ioana, rumena, potrà votare per il sindaco ma non per il Parlamento.
In Italia il diritto di voto dipende dalla cittadinanza, e in parte dall'essere cittadini europei. Ecco come funziona.
I cittadini italiani
La Costituzione, all'articolo 48, dice che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno compiuto diciotto anni. Il voto è personale, eguale, libero e segreto. Dal 2021 anche il Senato si elegge dai diciotto anni; prima servivano venticinque anni.
L'iscrizione nelle liste elettorali è automatica: la fa il Comune di residenza, o l'AIRE per chi vive all'estero. Il Comune consegna a casa la tessera elettorale, il documento che si porta al seggio insieme a un documento d'identità. Se la tessera si rovina, si perde o finiscono gli spazi per i timbri, si chiede un duplicato o una nuova tessera all'ufficio elettorale del Comune; per lo smarrimento basta una dichiarazione, senza denuncia.
I nuovi italiani
Chi diventa italiano, dopo il giuramento o la dichiarazione, viene iscritto nelle liste dal Comune senza dover fare domanda, durante le revisioni periodiche. Il consiglio pratico: se manca poco a un'elezione e la tessera non è arrivata, vai all'ufficio elettorale del Comune e chiedi.
Sono tanti. Secondo l'ISTAT, nel 2025 sono diventate italiane circa 196.000 persone, dopo le 217.000 del 2024. I marocchini sono stati il secondo gruppo, con circa 23.000 nuovi cittadini. Come si diventa italiani lo spieghiamo nella guida alla cittadinanza e, per i figli nati in Italia, qui.
I cittadini dell'Unione europea
Un cittadino di un altro paese dell'Unione europea che vive in Italia, come Ioana, ha due diritti di voto. Il primo è per le elezioni comunali: può votare ed essere eletto consigliere comunale, ma non può diventare sindaco né vicesindaco. Per votare deve iscriversi a una lista elettorale aggiunta, con una domanda al sindaco del Comune di residenza. La domanda si può fare in qualsiasi momento, al più tardi entro il quinto giorno dopo l'affissione del manifesto che convoca le elezioni.
Il secondo è per le elezioni europee: può scegliere di votare in Italia per i candidati italiani, presentando la domanda entro il novantesimo giorno prima del voto. Chi era già iscritto per le europee precedenti resta iscritto.
I cittadini europei non votano invece alle elezioni politiche né ai referendum nazionali.
Gli stranieri extra UE
Chi viene da un paese fuori dall'Unione europea, come Samira, in Italia non vota: né per il Comune, né per la Regione, né per il Parlamento, né ai referendum. Nel 1992 il Consiglio d'Europa ha preparato una convenzione che prevede anche il voto locale degli stranieri residenti. L'Italia l'ha ratificata nel 1994, ma solo nelle parti sulla libertà di espressione e di associazione e sugli organi consultivi, escludendo proprio il capitolo sul voto. Negli anni sono state presentate diverse proposte per dare il voto comunale agli stranieri dopo un certo numero di anni di residenza, ma nessuna è stata approvata.
Qualche spazio di partecipazione c'è. Alcuni Comuni hanno consulte degli stranieri o un consigliere aggiunto: a Livorno, per esempio, lo eleggono gli stranieri extra UE residenti da almeno tre anni, e in consiglio comunale può parlare ma non votare. Sul posto di lavoro, nelle elezioni delle RSU, le rappresentanze sindacali in azienda, il regolamento non chiede la cittadinanza. E a scuola, nelle elezioni dei rappresentanti dei genitori nei consigli di classe e d'istituto, le regole non fanno distinzioni di nazionalità: Samira può candidarsi.
In Europa la situazione è molto varia. Diversi paesi danno il voto locale agli stranieri extra UE dopo alcuni anni di residenza, tra cui Svezia, Danimarca, Finlandia, Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi. Italia, Francia, Germania e Austria no. L'Estonia, che lo prevedeva, nel 2025 lo ha tolto ai cittadini di paesi terzi.
E il voto nel paese d'origine
Chi non vota in Italia può spesso votare per il proprio paese. I tunisini all'estero votano nei seggi aperti nei consolati, come è successo per le presidenziali del 2024. Gli egiziani votano nelle ambasciate e nei consolati, con la carta d'identità nazionale o un passaporto che riporta il numero nazionale. Il Marocco non apre seggi all'estero: per le legislative del 23 settembre 2026 i marocchini residenti fuori dal paese potevano votare solo per procura, delegando una persona iscritta nelle liste in Marocco.
Le prossime scadenze
L'ultimo voto nazionale è stato il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo 2026, in cui ha vinto il No. La legislatura scade il 13 ottobre 2027, quindi le elezioni politiche si terranno entro quella data, ma il giorno non è ancora fissato. Nella primavera del 2027 sono previste anche le elezioni comunali in molte grandi città, tra cui Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna.
Hassan ha controllato la tessera elettorale arrivata a casa. Amina aspetta la sua. Samira, intanto, si è candidata come rappresentante dei genitori nella classe del figlio più piccolo. «Per il sindaco aspetto la cittadinanza», dice. «Per la scuola, comincio adesso».
Cosa fare, passo per passo
1. Se sei cittadino italiano, controlla di avere la tessera elettorale e che abbia spazi liberi; se manca, chiedila all'ufficio elettorale del Comune.
2. Se sei appena diventato italiano, aspetta la tessera a casa e, se si avvicina un voto, chiedi all'ufficio elettorale.
3. Se sei cittadino UE, chiedi al Comune l'iscrizione nella lista aggiunta per le comunali; per le europee rispetta la scadenza dei 90 giorni.
4. Se sei extra UE, informati se il tuo Comune ha una consulta degli stranieri o un consigliere aggiunto.
5. Partecipa alle elezioni scolastiche e sindacali: lì la cittadinanza non serve.
6. Per votare nel tuo paese d'origine, controlla il sito del consolato o dell'ambasciata prima di ogni elezione.
Dove andare: ufficio elettorale del Comune per tessera e liste, consolati del proprio paese per il voto all'estero, scuola e sindacato per le elezioni interne. Costi: votare e avere la tessera elettorale è gratuito. Tempi: per i cittadini UE, iscrizione alle liste aggiunte entro il quinto giorno dopo la convocazione delle comunali e entro 90 giorni prima delle europee.