Due movimenti nati dalla stessa Europa, dalla stessa epoca, dalla stessa logica
L'articolo esamina le analogie strutturali tra il nazionalismo etnico tedesco e il sionismo politico, identificando elementi ricorrenti come il concetto di popolo immutabile, la terra come destino, la mitologia delle origini e il trattamento dei popoli preesistenti come ostacoli. Pur riconoscendo le importanti differenze tra i due movimenti, l'analisi sostiene che il giornalismo serio deve applicare coerentemente i principi universali sulla protezione dei diritti umani adottati dopo il 1945, indipendentemente da chi sia l'attore politico coinvolto.
Come il mondo ha smesso di chiedere un altro mondo possibile
Era il luglio del 2001. In piazza c'era un movimento che chiedeva di ridisegnare le regole del pianeta. Quello che successe a Genova non fu solo una repressione, fu il principio della fine di una stagione politica. E il mondo da allora non è mai tornato indietro.
Vent'anni di carriera politica, zero leggi approvate: come Silvia Sardone ha trasformato i musulmani d'Italia in un fondo pensione elettorale.
Silvia Sardone, eurodeputata della Lega con settantamila voti, ha costruito vent'anni di carriera agitando bandiere — chiusura delle moschee, divieto del velo, rimpatri — che sa perfettamente essere incostituzionali. Non è un fallimento: è il modello di business. Un'analisi del parassitismo politico che vive di paura coltivata, di poveri aizzati contro poveri, e di problemi che non devono mai trovare soluzione.
Con un'affluenza del 20,79%, le legislative algerine raccontano una frattura profonda tra potere e cittadini. Le parole di Tebboune sulla fine dei brogli suonano vuote davanti alle urne deserte.
Le elezioni legislative algerine si chiudono con un'affluenza record negativa: solo il 20,79% dei cittadini ha votato. Le dichiarazioni aperturiste del presidente Tebboune non bastano a coprire una frattura profonda tra istituzioni e società civile, ancora segnata dall'eredità del Hirak.
Influenzare le politiche UE dall'interno: ecco come funziona l'advocacy umanitaria
Caritas Italia fa pressione sulle istituzioni UE per cambiare le politiche migratorie. Ecco le sfide di chi difende i diritti dei migranti.
L'Italia spende 96 milioni di euro per deportare il 10% dei migranti trattenuti, mentre gli stranieri residenti versano 4,6 miliardi netti in più di quanto ricevono dallo Stato.
Nel 2024 l'Italia ha speso 96 milioni di euro nei CPR e nei centri in Albania, ottenendo il rimpatrio di appena il 10,4% dei migranti trattenuti. Nel frattempo, i dati mostrano che gli stranieri residenti versano alle casse pubbliche 4,6 miliardi di euro in più di quanto ricevono in servizi. Un'analisi numerica smonta la retorica della remigrazione e propone alternative concrete con gli stessi fondi.
Tre inchieste di Inkyfada restituiscono il quadro di un paese in cui la detenzione è diventata strumento politico e la salute dei prigionieri un optional
Tre inchieste di Inkyfada ricostruiscono un sistema coerente: la società civile tunisina sotto pressione giudiziaria, detenuti senza cure nelle carceri, prigionieri politici che ricorrono allo sciopero della fame come ultimo atto di resistenza. Un'analisi che Arabita News mette in fila per capire cosa sta diventando la Tunisia.
Il generale europarlamentare ha comandato missioni nelle guerre arabe per il petrolio
Vannacci ha guidato missioni nelle guerre in Afghanistan e Iraq. Ora difende i potenti. Una carriera che il mondo arabo conosce bene.
A Tripoli il secondo vertice tripartito: terrorismo, contrabbando e migranti al centro
Tunisia, Libia e Algeria si riuniscono a Tripoli per rafforzare la cooperazione su terrorismo, traffici e migrazioni.
Arabia Saudita, Pakistan, Turchia ed Egitto verso un'alleanza militare senza Washington
Arabia Saudita, Pakistan, Turchia ed Egitto pronti a un patto militare sunnita. Gli Usa non sono più ritenuti affidabili.
Come funziona la repubblica che gli italiani hanno scelto nel 1946
L'Italia è una repubblica parlamentare fondata sulla separazione dei poteri tra Parlamento, Governo e magistratura. La Costituzione del 1948 ne è la legge fondamentale, e istituzioni come la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato garantiscono che le regole siano rispettate. Capire questo sistema è il primo passo per orientarsi nella vita pubblica italiana.
Interessi di potere oltre la sicurezza?
Netanyahu ostacola i negoziati nucleari tra USA e Iran non solo per ragioni di sicurezza, ma per un calcolo politico interno ben preciso. Un'analisi che ribalta la narrativa dominante e invita a leggere il conflitto attraverso gli interessi reali degli attori regionali.
La legge fondamentale della Repubblica italiana garantisce diritti a chiunque viva nel paese — cittadino o no.
La Costituzione italiana del 1948 è nata dalla Resistenza antifascista e stabilisce diritti fondamentali — alla salute, all'istruzione, al lavoro, alla dignità — che si applicano a chiunque viva in Italia, indipendentemente dalla nazionalità. È la legge più alta del paese: nessun parlamento può contraddirla.
Centinaia di persone schedate dai servizi segreti ogni anno: basta partecipare a una manifestazione.
La cittadinanza italiana può essere negata per attivismo politico, su segnalazione dei servizi segreti, senza processo né accuse formali.
Guida alle elezioni comunali del 24-25 maggio per chi vive in Italia, con o senza diritto al voto.
Il 24 e 25 maggio 2026, circa 6,3 milioni di italiani votano per rinnovare le amministrazioni di quasi 750 comuni, tra cui Venezia e Reggio Calabria. Chi vive in Italia da straniero — anche senza diritto al voto — ha tutto l'interesse a capire cosa cambia: perché è il comune che decide i servizi sociali, le politiche abitative e il rapporto con le comunità straniere. Spieghiamo come funziona il sistema, chi può votare, le differenze tra centrodestra e campo largo sull'immigrazione, e come farsi sentire anche senza urna.
Tre istituzioni, un equilibrio fragile — e perché capirlo cambia il modo in cui vivi in questo paese
L'Italia non ha un capo unico: il potere è diviso tra Presidente della Repubblica, Governo e Parlamento, tre istituzioni che si controllano a vicenda per evitare che si ripeta la concentrazione di potere dell'era fascista. Capire come funziona questo sistema non è cultura generale — è uno strumento pratico, perché le decisioni di questi organi riguardano direttamente permessi di soggiorno, contratti di lavoro e scuole. Arabita spiega ogni pezzo del meccanismo per chi vuole orientarsi nell'Italia di oggi.
Tra Salvini che attacca e Meloni che temporeggia, il dibattito sull'immigrazione torna a usare il permesso di soggiorno come leva disciplinare. Ma la realtà giuridica e umana è più complessa di uno slogan.
La Lega propone di revocare il permesso di soggiorno a chi delinque, mentre Meloni resta prudente. Un'analisi del dibattito italiano sull'immigrazione, tra strumentalizzazione politica, limiti giuridici europei e impatto reale sulle comunità straniere residenti.
Un uomo con una storia psichiatrica dimenticata dalle istituzioni, due egiziani che lo fermano a mani nude, un lavoratore maliano ucciso nel silenzio: tutto quello che i comunicati politici non hanno detto.
Il 16 maggio a Modena una Citroen C3 ha investito una decina di persone in via Emilia Centro: otto feriti, quattro gravi. L'autore, Salim El Koudri, nato a Bergamo e con una storia psichiatrica non seguita dal 2022, è stato fermato da due cittadini egiziani. Mentre la politica parla di integrazione fallita, nessuno ha chiesto perché i servizi di salute mentale lo avessero perso di vista.
Capire perché Israele non riesce — o non vuole — uscire dal ciclo dei conflitti significa guardare alle contraddizioni interne di un progetto politico che scricchiola
Un'analisi di Middle East Eye sostiene che la politica israeliana di guerra continua non sia solo una scelta strategica, ma il riflesso di una crisi profonda del sionismo come progetto politico. Le contraddizioni interne della società israeliana — religiose, etniche, culturali — renderebbero il conflitto permanente uno strumento di coesione identitaria più che una necessità militare. Una chiave di lettura utile per comprendere le dinamiche del Medio Oriente al di là della cronaca quotidiana.
Decenni di calcoli errati su Teheran stanno mostrando il loro conto salato. Un'analisi di quello che non ha funzionato nella grande strategia occidentale
Israele e gli Stati Uniti hanno puntato per decenni su una strategia di cambio di regime in Iran attraverso sanzioni, isolamento e pressione militare, ma i risultati sono stati opposti alle attese. Il regime iraniano ha mostrato una resilienza inaspettata, mentre le pressioni esterne hanno spesso rafforzato la narrativa del governo di Teheran e indebolito le forze riformiste interne. Un'analisi delle ragioni strutturali di questo fallimento strategico, con ricadute dirette sugli equilibri di tutto il Medio Oriente e del Mediterraneo.