Il decreto di espulsione: quando viene emesso, come si impugna e quanto tempo hai
Guida ai diritti, ai termini e alle procedure per chi riceve un decreto di espulsione in Italia.
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Ricevere un decreto di espulsione è uno dei momenti più spaventosi che uno straniero possa vivere in Italia. Ma non è necessariamente la fine — e la prima cosa da fare non è fare le valigie.
Cos'è e chi lo emette
Il decreto di espulsione è un provvedimento formale che obbliga uno straniero a lasciare il territorio italiano. Produce l'obbligo per lo straniero espulso di lasciare il territorio italiano, il divieto di rientrare in Italia per un periodo non inferiore a tre anni e non superiore a cinque, e l'inserimento nel sistema di informazione Schengen — che comporta il divieto di ingresso in tutta l'area Schengen.
Esistono due tipi principali. L'espulsione prefettizia viene emessa dal Prefetto della provincia quando uno straniero è in posizione irregolare — permesso scaduto da troppo tempo, ingresso irregolare, mancata richiesta di permesso nei tempi previsti. È il tipo più comune. L'espulsione ministeriale viene invece emessa dal Ministero dell'Interno per motivi di sicurezza nazionale o ordine pubblico — è più rara e ha procedure diverse.
I motivi più comuni
Il soggiorno irregolare si verifica quando lo straniero si è trattenuto nel territorio senza aver richiesto il permesso di soggiorno nel termine di legge, o quando il permesso è scaduto e non è stato rinnovato. Anche l'ingresso irregolare — senza passare dai controlli di frontiera — è motivo di espulsione se non viene subito richiesta protezione internazionale.
Quanto tempo hai per fare ricorso
Questo è il punto più critico — e dove molte persone perdono i propri diritti per non sapere i termini.
Lo straniero può ricorrere al Giudice di Pace entro 15 giorni dalla notifica del decreto di espulsione per motivi amministrativi come il soggiorno irregolare. Quindici giorni — non trenta, non sessanta. Dal momento in cui ti viene notificato il decreto, hai due settimane per muoverti.
Il Giudice di Pace decide entro venti giorni dal deposito del ricorso, e la sua decisione non è appellabile — in caso di rigetto, l'unico rimedio è il ricorso per Cassazione.
Per l'espulsione ministeriale i termini sono diversi: è ammessa impugnazione entro sessanta giorni davanti al TAR del Lazio, sede di Roma.
Un errore frequente da evitare
Molti stranieri ricevono prima l'ordine di allontanamento del Questore e pensano che il termine per il ricorso decorra da quel momento. È sbagliato. Il termine decorre dalla notifica del decreto del Prefetto, non dall'ordine del Questore. Chi aspetta la notifica del Questore per iniziare a contare i giorni spesso si ritrova già fuori tempo.
Se hai presentato domanda di protezione internazionale
Questo è uno strumento importante. La manifestata volontà di chiedere asilo — anche espressa oralmente durante l'udienza di convalida davanti al Giudice di Pace — è idonea a sospendere l'efficacia del decreto espulsivo. La Corte di Cassazione ha confermato nel 2026 che il giudice dell'opposizione all'espulsione deve sospendere il procedimento fino alla decisione della Commissione Territoriale sulla domanda di protezione.
Se sei in una situazione di espulsione e hai motivi per chiedere protezione internazionale, fallo immediatamente — non aspettare.
Cosa può far annullare il decreto
Il ricorso ha buone possibilità quando il decreto ha vizi formali — per esempio una traduzione scorretta del documento in lingua straniera. Ma anche la situazione personale conta. Per opporsi efficacemente non è sufficiente invocare in modo generico i propri diritti, ma occorre fornire elementi concreti — documentazione attestante l'integrazione lavorativa, la convivenza con familiari, il radicamento sociale.
Un contratto di lavoro, un figlio a scuola, anni di contributi versati, un marito o una moglie italiana — tutto questo è documentazione che il giudice deve valutare. Il decreto che allontana un padre di tre figli nati in Italia è giuridicamente molto più vulnerabile di uno che riguarda una persona senza legami.
Il divieto di reingresso
Una volta eseguita l'espulsione, lo straniero non può rientrare in Italia per un periodo da tre a cinque anni. Il divieto vale in tutta l'area Schengen — non solo in Italia. Rientrare prima della scadenza è reato penale.
Il divieto può essere revocato o ridotto in casi particolari — ragioni di salute, presenza di familiari, motivi umanitari. Serve un avvocato e una domanda formale alla Prefettura competente.
Cosa fare subito se ricevi un decreto
Chiama immediatamente un avvocato o un'organizzazione di tutela. ASGI e Avvocato di Strada offrono assistenza gratuita o a basso costo in molte città italiane. Il ricorrente è ammesso al gratuito patrocinio a spese dello stato Giustizia — non devi pagare se non hai i mezzi.
Non ignorare il decreto sperando che passi. Non sparire senza fare ricorso. I termini sono brevi ma esistono — e usarli è l'unica cosa che può cambiare il risultato.