Dieci anni di residenza legale senza buchi nell'anagrafe, un reddito minimo per tre anni, il B1 di italiano, 250 euro e una domanda online: poi si aspetta, fino a tre anni, e si giura.
Cittadinanza per residenza 2026: 10 anni senza buchi in anagrafe, reddito minimo, B1, 250 euro, domanda online, fino a 36 mesi, giuramento. E i figli.
Dal 2018 è obbligatorio per legge: ecco esami, costi e come prepararsi.
Serve il certificato B1 per richiedere la cittadinanza italiana: costa 100€, si svolge in 4 prove e vale a tempo illimitato.
Dal bonus 1.000 € ai 18 anni per la cittadinanza: tutto quello che devi sapere.
Sanità, scuola, assegno unico e cittadinanza: ecco tutti i diritti dei figli stranieri in Italia che molte famiglie non conoscono.
Il Corano chiede di onorare gli impegni presi, e chi vive in Italia ne ha firmati parecchi: il visto, il permesso, il contratto di lavoro.
Il Corano chiede di rispettare gli impegni presi (5:1). Visto, permesso e contratto sono impegni: per un musulmano in Italia valgono anche davanti a Dio.
Domenica 19 luglio a Bologna: fermato dalla polizia, muore sul posto. Non aveva la cittadinanza.
Abderrahim Fakir, 43 anni, morto il 19 luglio a Bologna dopo un fermo di polizia. Viveva in Italia da 36 anni, non aveva la cittadinanza.
Tra figli di rifugiati siriani e discendenti dell'Italia preunitaria, i tribunali ridisegnano i confini di chi è davvero italiano
Due sentenze recenti — una su minori siriani figli di un naturalizzato, l'altra su un discendente di avo preunitario — mostrano come i tribunali italiani stiano resistendo alle restrizioni legislative del 2025 sulla cittadinanza. Un'analisi dei paradossi di un sistema che guarda lontano nel tempo ma fatica a guardare vicino nello spazio.
La Legge di Memoria Democratica apre le porte del passaporto spagnolo a milioni di discendenti di esiliati. Una storia che riguarda anche chi oggi vive in Italia o nel mondo arabo.
Sono circa 2,4 milioni le persone che hanno presentato domanda di cittadinanza spagnola grazie alla Legge di Memoria Democratica, entrata in vigore nell'ottobre 2022 e nota come «legge dei nipoti». Il provvedimento consente ai discendenti degli esiliati della guerra civile e del franchismo di ottenere il passaporto spagnolo anche senza aver mai vissuto in Spagna. La maggior parte delle richieste arriva dall'America Latina, ma il fenomeno tocca anche chi vive in Italia e alcune famiglie di origine araba con radici nel continente latinoamericano.
Una sentenza dell'aprile 2026 dà ragione a chi era stato escluso dalla naturalizzazione per un motivo che non regge
Il TAR Lazio ha emesso il 10 aprile 2026 una sentenza che smonta una prassi della Prefettura di Roma: l'aver avuto una residenza convenzionale non può essere usato come motivo per bloccare o negare la cittadinanza italiana. La residenza convenzionale, spesso chiamata impropriamente 'fittizia', è uno strumento legale a tutela delle persone senza domicilio fisso stabile e non costituisce un elemento negativo nella procedura di naturalizzazione. La decisione apre la strada a possibili ricorsi per migliaia di persone precedentemente escluse.
La Costituzione parla chiaro: pari dignità per tutti. Ma cosa significa nella pratica per chi vive in Italia?
La Costituzione italiana garantisce pari dignità e diritti a tutte le persone presenti sul territorio, non solo ai cittadini. Un principio fondamentale che riguarda da vicino le comunità arabe in Italia, spesso ignare dei diritti concreti di cui godono indipendentemente dallo status di cittadinanza. Conoscere la differenza tra diritti della persona e diritti del cittadino è il primo passo per navigare il sistema italiano con maggiore consapevolezza.
Una sentenza utile per chi ha riacquistato la cittadinanza italiana e vuole regolarizzare la posizione dei propri figli
Il Tribunale de L'Aquila ha chiarito come interpretare il requisito della "convivenza" per l'acquisto della cittadinanza italiana da parte del figlio minore di un genitore che ha riacquistato lo status di cittadino. La sentenza applica la normativa vigente prima delle modifiche introdotte nel 2025, risultando un riferimento importante per tutti i casi sorti in precedenza e ancora in corso di definizione. Un'analisi concreta e utile per le famiglie straniere in Italia che si trovano in questa situazione.