Il Centro Studi stima +0,6% per il prossimo anno: pesano caro energia e tassi alti
Confindustria stima per l'Italia una crescita di +0,6% nel prossimo anno: senza pace in Medio Oriente si azzera. Cosa rischiano lavoratori immigrati e famiglie.
Da mesi l'offerta di credito supera la domanda: le tensioni internazionali frenano chi chiede
I prestiti in Italia crescono da mesi e il Sud guida la ripresa. Ma l'offerta supera la domanda: le crisi internazionali frenano chi chiede.
CFI e Fondazione Dell'Amore uniscono le forze per finanziare le imprese cooperative in difficoltà.
CFI e Fondazione Dell'Amore firmano un accordo quadro dopo 4,5 milioni già investiti nelle cooperative sociali italiane.
30 miliardi di investimenti e crescita al 4,2%, ma i fondi sono ancora un rebus
Il Parlamento tunisino approva il Piano 2026-2030: 30 mld di investimenti e crescita al 4,2%, ma i finanziamenti restano incerti.
80 progetti in cantiere: Il Cairo e Sharm el-Sheikh calamitano i grandi gruppi internazionali.
L'Egitto guida lo sviluppo alberghiero in Africa con 80 progetti in cantiere, concentrati tra Il Cairo e Sharm el-Sheikh.
Dal 6 all'8 novembre il GEF punta a creare nuovi motori economici nel continente
Al Cairo dal 6 all'8 novembre il GEF riunisce aspiranti imprenditori per fare dell'Africa un nuovo polo economico.
Investimenti esteri +30%: al TIF 2026 la Tunisia mostra segnali concreti di rilancio.
PIL tunisino al 2,6% e investimenti esteri +30%: al TIF 2026 la premier Zenzri annuncia la ripresa.
La Camera di Commercio lancia un piano di sviluppo sostenibile per il territorio vicentino.
Area Berica 2030 è il piano della Camera di Commercio di Vicenza per uno sviluppo sostenibile del territorio entro il 2030.
Un DDL fermo dal 2017 e una doppia tassazione: ecco perché l'Italia è rimasta indietro.
L'Italia non ha mai approvato norme per la finanza islamica. Colpa della doppia tassazione, di un DDL fermo dal 2017 e di pregiudizi culturali mai superati.
Con ViaTunisia già operativo e un progetto Algeria-Tunisia-Italia in cantiere, il fondo del mare diventa il nuovo terreno di competizione strategica tra Europa e Africa del Nord
ViaTunisia è già operativo, mentre Algeria e Tunisia studiano un nuovo cavo verso l'Italia. Il Mediterraneo digitale prende forma, ma la vera domanda è chi ne trarrà vantaggio concreto.
La Camera di Commercio di Bolzano lancia un percorso dedicato alle imprese femminili.
La CCIAA di Bolzano lancia un programma di mentoring per donne imprenditrici: supporto concreto per avviare o far crescere un'impresa.
Il 92,9% delle aziende marocchine è a conduzione familiare e crea 6 posti su 10.
Le imprese familiari in Marocco coprono il 92,9% del tessuto produttivo e quasi il 65% dell'occupazione.
Nelle province pilota crollano le richieste. La Cgil denuncia: è una barriera ai diritti.
Le domande di invalidità calano del 13% nelle province pilota. La Cgil denuncia: la riforma disabilità ostacola i diritti.
La Banca africana dello sviluppo promuove Rabat: esportazioni e logistica fanno la differenza.
Il Marocco è il principale polo industriale africano secondo la Banca africana dello sviluppo: esportazioni e logistica i fattori chiave.
Da Londra a Kuala Lumpur, come i mercati occidentali hanno abbracciato la finanza islamica — e perché l'Italia è rimasta indietro.
Il Regno Unito ospita l'85% delle attività bancarie islamiche europee, il Lussemburgo ha quotato i primi sukuk nel 2002, la Francia ha aperto le porte con una semplice circolare fiscale nel 2007. Il mercato globale della finanza islamica vale oggi 4.900 miliardi di dollari e punta a superare i 7.500 miliardi entro il 2028. Mentre mezzo mondo ha già scelto, l'Italia è ancora ferma al palo.
Quasi quattromila miliardi di dollari, crescita al 9% annuo, tassi di insolvenza vicini allo zero: la finanza islamica esiste, funziona, e ha principi che molti italiani potrebbero riconoscere come propri.
La finanza islamica muove quasi quattromila miliardi di dollari nel mondo, cresce al 9% l'anno e ha tassi di insolvenza quasi nulli — eppure in Italia quasi nessuno la conosce. Si basa su tre divieti fondamentali: la riba (l'interesse), il gharar (la speculazione opaca) e il maysir (il gioco d'azzardo finanziario). Il risultato è un sistema che impone trasparenza, sottostante reale e condivisione del rischio — principi che, a ben guardare, non sono poi così lontani da certi valori già presenti nel dibattito economico italiano.
Nel 2025 gli immigrati hanno mandato a casa più soldi di quanto l'Italia spenda in cooperazione.
8,6 miliardi inviati in patria nel 2025: gli immigrati in Italia trasferiscono più dei fondi italiani per la cooperazione.
TotalEnergies al centro di due accordi strategici che ridisegnano la mappa degli idrocarburi nella regione. Ma dietro i contratti, restano domande aperte su trasparenza, governance e diritti
TotalEnergies protagonista di due accordi energetici nel Mediterraneo: uno con l'Egitto per l'esplorazione di gas, uno con QatarEnergy e ConocoPhillips per un blocco offshore in Siria. Arabita analizza cosa c'è davvero in gioco, tra opportunità economiche e responsabilità politiche.
Burocrazia asfissiante e pochi investimenti: le imprese italiane arrancano, e chi lavora nel manifatturiero — inclusi migliaia di lavoratori di origine araba — sente il peso
Il settore manifatturiero italiano è in difficoltà: burocrazia pesante e scarsi investimenti in innovazione frenano la competitività delle imprese, con ricadute concrete sui lavoratori, inclusi i tanti di origine araba impiegati nelle fabbriche del Nord Italia. La crisi non è solo industriale, ma anche sociale, e colpisce in particolare chi ha contratti più precari.
Un nuovo rapporto OIM e Fondazione Leone Moressa fotografa il peso reale dei migranti nei campi italiani. Dati che riguardano da vicino molte comunità arabe in Italia.
Nel 2024, circa un lavoratore su cinque nel settore agricolo italiano è straniero. È quanto emerge da un briefing pubblicato da OIM Italia e Fondazione Leone Moressa. Il rapporto evidenzia il ruolo strutturale dei migranti nell'agricoltura italiana, ma anche le fragilità persistenti: contratti precari, accesso difficile ai servizi e dipendenza dal decreto flussi. Le comunità arabe — tra cui marocchini, tunisini ed egiziani — sono tra le più rappresentate nel settore.
Tra guerra in Medio Oriente e caro energia, torna il dibattito sulla tenuta economica dell'Italia. Cosa cambia davvero per chi vive e lavora qui?
Il dibattito sulla crescita economica italiana torna al centro del confronto pubblico in un momento segnato dalla guerra in Medio Oriente e dal caro energia. I dati economici non sono interpretazioni soggettive, ma numeri che impattano direttamente sulla vita quotidiana di chi vive e lavora in Italia, in particolare delle comunità arabe: dai prezzi al consumo alle rimesse, dal costo dell'energia all'import-export con il mondo arabo. Capire cosa succede all'economia italiana significa capire cosa cambia concretamente per milioni di persone.