CAF e patronato: chi fa cosa, quando si paga e quando no
Sono due sportelli diversi, spesso nello stesso ufficio: uno segue tasse e ISEE, l'altro pensioni, sussidi e pratiche di soggiorno.
الـ CAF والباترونات: من يفعل ماذا، ومتى تدفع ومتى لا تدفع
هما شبّاك مختلفان، غالباً في نفس المكتب: أحدهما يتابع الضرائب والـ ISEE، والآخر المعاشات والإعانات وممارسات تصريح الإقامة
Ti è arrivata una lettera dell'INPS. Tre pagine, sigle ovunque, una scadenza scritta in piccolo in fondo. Al bar un amico ti dice: «Vai al CAF». Un collega, la sera: «No, ti serve il patronato». Possono avere ragione tutti e due: dipende da cosa c'è scritto in quella lettera. E spesso non pagherai niente.
Due sportelli, due mestieri
Il CAF, cioè Centro di assistenza fiscale, cura i tuoi rapporti con il fisco e i documenti che misurano quanto guadagni: la dichiarazione dei redditi, l'ISEE, le imposte sulla casa. Il patronato si occupa di ciò che lo Stato ti deve o ti può dare: pensioni, indennità di disoccupazione, invalidità, infortuni sul lavoro, assegni per la famiglia. E, per chi è arrivato da fuori, anche di una parte delle pratiche di immigrazione: permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare, cittadinanza.
La regola pratica è questa. Se la parola chiave è «tasse» o «reddito», pensa al CAF. Se è «pensione», «disoccupazione», «invalidità» o «permesso», pensa al patronato. Molte sedi hanno tutti e due gli sportelli sotto lo stesso tetto, spesso negli uffici dei sindacati (CGIL, CISL, UIL) o delle associazioni come le ACLI, e ti smistano loro. Sapere la differenza serve a evitare di fare un'ora di fila davanti allo sportello sbagliato.
C'è un dettaglio sui patronati che cambia il modo di usarli. Sono enti privati, ma li controlla il Ministero del Lavoro e vengono finanziati con un fondo pubblico in base al lavoro che svolgono. Per questo la legge che li regola, la 152 del 2001, con il suo regolamento, prevede che le prestazioni pagate da quel fondo siano gratuite, e lo siano anche se non sei iscritto al sindacato che ha promosso il patronato. Iscritto o no, il servizio è lo stesso.
Cosa fa il CAF
Il lavoro più richiesto è l'ISEE. È l'indicatore che misura la situazione economica di una famiglia, calcolato su redditi, case e conti in banca di tutte le persone che vivono insieme. Serve per chiedere molte cose: assegno unico per i figli, assegno di inclusione, bonus, riduzioni su mensa scolastica e tasse universitarie. Per ottenerlo si compila la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica, cioè il modulo con i dati della famiglia. Puoi farla online sul portale dell'INPS con SPID, CIE o CNS (le prime due sono spiegate in questa guida), in Comune oppure al CAF. Al CAF è gratuita: lo dicono sia il Ministero del Lavoro sia l'INPS, e funziona grazie a una convenzione tra i CAF e l'INPS. L'attestazione vale fino al 31 dicembre dello stesso anno, quindi a gennaio si ricomincia. Se hai conti o proprietà nel paese d'origine la cosa si complica, e su questo trovi una guida a parte.
Poi c'è la dichiarazione dei redditi. Per dipendenti e pensionati si fa con il modello 730. Ogni primavera l'Agenzia delle Entrate mette online una versione già precompilata: se i dati sono giusti puoi accettarla e inviarla da solo, sempre con SPID, CIE o CNS. Se preferisci farti aiutare, o hai spese da far valere (spese mediche, scolastiche, figli a carico), vai al CAF: controlla i documenti, compila e invia al posto tuo. Qui in genere si paga. Non esiste una tariffa unica: il prezzo cambia da sede a sede, e molte sedi collegate ai sindacati fanno sconti o servizio gratuito agli iscritti. Chiedi il costo prima di sederti.
Le altre pratiche del CAF si dividono in due gruppi. A pagamento: il calcolo dell'IMU (l'imposta sulla casa di proprietà), le visure catastali, le pratiche di successione, la gestione del contratto di una colf o di una badante con buste paga e contributi. Gratuiti, perché li paga l'INPS: i modelli RED, con cui i pensionati comunicano all'INPS i propri redditi.
Cosa fa il patronato
Il patronato ti accompagna nei rapporti con INPS, INAIL (l'ente che assicura contro gli infortuni sul lavoro) e altri enti previdenziali. Domanda di pensione, controllo dei contributi versati, NASpI (l'indennità di disoccupazione), invalidità civile, infortunio, assegno unico e bonus per i figli. Se hai lavorato in più paesi, ti aiuta a capire se e come far valere i contributi: il caso di chi pensa di tornare a casa è spiegato qui.
Sul fronte immigrazione i patronati offrono informazione, consulenza e aiuto con la documentazione: rilascio, rinnovo e conversione del permesso, permesso UE di lungo periodo, ricongiungimento familiare, orientamento sulla cittadinanza. Molte sedi seguono queste pratiche gratis, altre chiedono un piccolo contributo: chiedilo prima. In ogni caso, i costi della pratica restano a tuo carico e non vanno a chi ti aiuta: la marca da bollo da 16 euro, il permesso elettronico (30,46 euro), la spedizione postale e il contributo che cambia in base al tipo di permesso. Come funziona il rinnovo, passo per passo, lo trovi in questa guida.
Un patronato non è uno studio legale e non decide nulla. Prepara e presenta le pratiche, ti spiega cosa serve, ti dice se sei nei termini. Non può garantirti l'esito, e non ti difende davanti a un giudice. Se la Questura ti nega il permesso o ricevi un decreto di espulsione, ti serve un avvocato; e se non puoi permettertelo esiste il patrocinio a spese dello Stato, spiegato qui.
Quanto costa davvero
Il conto è semplice. Gratis: l'ISEE al CAF, i modelli RED e le pratiche del patronato finanziate dal fondo pubblico (pensioni, invalidità, disoccupazione, infortuni). A pagamento: il 730 e gli altri servizi del CAF, come IMU, successioni e contratti per il lavoro domestico. Le tariffe le decide ogni sede. Per le pratiche di soggiorno dipende dal patronato, come abbiamo visto.
Due abitudini ti proteggono. La prima: chiedere il prezzo prima, sempre, anche quando pensi che sia gratis. La seconda: se ti chiedono soldi per una pratica di pensione, invalidità o disoccupazione, chiedi a che titolo. Quelle prestazioni sono pagate da un fondo pubblico. Un altro patronato ti confermerà se è normale, e i patronati sono vigilati dal Ministero del Lavoro. Esistono anche agenzie di pratiche private, del tutto legittime, che però non sono né CAF né patronati e lavorano a pagamento: se ti presentano un preventivo, sai con chi hai a che fare.
Come sceglierne uno e prepararti
Le grandi reti hanno sportelli in quasi tutte le città e sul sito di ciascuna cerchi la sede più vicina: INCA (CGIL), INAS (CISL), ITAL (UIL), ACLI, e i CAF collegati. In molte sedi serve un appuntamento, quindi prenota per telefono o online, e non aspettare l'ultimo giorno se hai una scadenza. Le regole sono le stesse in tutta Italia, ma orari, tempi di attesa e prezzi dei servizi a pagamento cambiano da un ufficio all'altro: quello che vale per una sede di Milano può non valere a Bari, e per saperlo basta una telefonata.
Se preferisci farti seguire in arabo, chiedilo quando prenoti. Non tutte le sedi hanno operatori che lo parlano, ma alcune sì, e meglio saperlo prima di presentarsi.
E poi i documenti. Portane sempre un set base: documento d'identità, permesso di soggiorno (o la ricevuta della domanda di rinnovo), codice fiscale. Per l'ISEE servono i dati di tutti i componenti della famiglia, il contratto d'affitto registrato e saldo e giacenza media dei conti bancari e postali (il CAF ti dice di quale anno). Per il 730, la Certificazione Unica (il foglio con cui il datore di lavoro o l'INPS certifica i tuoi redditi dell'anno) e le ricevute delle spese da detrarre. Per una pratica di pensione o invalidità, cosa serve lo dirà l'operatore al telefono: chiedilo, vale una visita in meno.
Una cosa che quasi tutti scoprono tardi: prima di firmare, rileggi. Nome, data di nascita, codice fiscale, importi. Un errore di battitura in una DSU o in un 730 si corregge, ma richiede un altro appuntamento e a volte fa slittare un bonus.
Cosa fare, passo per passo
1. Capisci di cosa hai bisogno. Tasse, ISEE, 730: CAF. Pensione, disoccupazione, invalidità, permesso di soggiorno: patronato.
2. Cerca la sede più vicina sul sito di una grande rete (INCA, INAS, ITAL, ACLI) oppure chiedi al tuo Comune, e prenota.
3. Al telefono chiedi tre cose: cosa portare, quanto costa, se c'è qualcuno che parla arabo.
4. Prepara i documenti: documento d'identità, permesso di soggiorno o ricevuta, codice fiscale, più quelli specifici della pratica (contratto d'affitto e saldi dei conti per l'ISEE, Certificazione Unica e spese per il 730).
5. Prima di firmare controlla che i dati personali e gli importi siano giusti.
6. Fatti dare una copia di ciò che è stato inviato, con la ricevuta o il numero di protocollo, e conservala.
7. Se ti chiedono soldi per un servizio che dovrebbe essere gratuito, non pagare subito: chiedi a che titolo e, nel dubbio, rivolgiti a un'altra sede.
Dove andare: sedi di CAF e patronati di sindacati e associazioni, presenti nella maggior parte delle città. Costi: gratis l'ISEE al CAF, i modelli RED e le pratiche di patronato finanziate dal fondo pubblico (pensioni, disoccupazione, invalidità, infortuni); a pagamento il 730 e gli altri servizi del CAF, con prezzi diversi da sede a sede; per le pratiche di soggiorno, chiedi alla sede. Tempi: dipendono dalla sede e dal periodo dell'anno, chiedi la prima data libera al momento della prenotazione.