Chi deve farla, chi conviene che la faccia comunque, cosa si può ancora sistemare in autunno e perché da quest'anno i figli che vivono nel paese d'origine non danno più detrazioni.
Chi deve fare il 730, come funziona la precompilata, cosa si corregge entro ottobre e perché i familiari all'estero non danno più detrazioni ai non UE.
Alcuni arrivano da soli, altri vanno chiesti entro una scadenza precisa, e quasi tutti passano dall'ISEE: cosa esiste nel 2026, chi lo può avere e come non cadere nelle truffe.
La mappa dei bonus 2026: nuovi nati, nido, carta Dedicata a te, bonus mamme, bollette, psicologo, libri. Chi li può avere, scadenze e truffe da evitare.
Sono due sportelli diversi, spesso nello stesso ufficio: uno segue tasse e ISEE, l'altro pensioni, sussidi e pratiche di soggiorno.
Il CAF segue tasse, ISEE e 730; il patronato pensioni, disoccupazione e permessi. L'ISEE e le pratiche INPS sono gratis, il 730 di solito no.
Da aprile 2026 non servono più due anni di residenza in Italia: basta il permesso giusto, un ISEE aggiornato e una domanda all'INPS, che poi si rinnova da sola.
Assegno unico 2026: da 58,30 a 203,80 euro al mese per figlio, e da aprile niente più due anni di residenza. Chi ha diritto, permessi, domanda, rinnovo.
Dall'avviso al datore al ricorso INAIL: ogni passo, anche per chi lavora in nero.
Avvisa subito il datore e dichiara «infortunio sul lavoro» al medico: due mosse che attivano i tuoi diritti INAIL, validi anche senza permesso di soggiorno.
Pensioni, Assegno unico e Assegno di inclusione: ecco quando arrivano i soldi
Le pensioni INPS di luglio partono dal 1°. Assegno unico e Assegno di inclusione attesi tra il 15 e il 27.
Reddito sotto 11.746 euro: hai diritto al gratuito patrocinio, ma pochi lo sanno.
Se guadagni meno di 11.746 euro l'anno, lo stato italiano ti paga un avvocato. Vale anche per gli stranieri, con o senza permesso di soggiorno.
Con 20 anni di contributi hai diritto alla pensione italiana, anche dall'estero.
I contributi versati all'INPS non si perdono se lasci l'Italia. Ecco come funziona la totalizzazione e chi ha un accordo bilaterale.
Oltre 180.000 posti disponibili, ma la domanda la fa solo il datore di lavoro.
Il decreto flussi non si richiede da soli: è il datore di lavoro italiano a fare domanda. Ecco come funziona davvero e perché chi chiede soldi per un contratto è quasi sempre un truffatore.
La Cassazione lo chiarisce una volta per tutte: la data della domanda conta, e tanto
Con l'ordinanza n. 10542 del 21 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha chiarito che chi presenta tardi la domanda di pensione di vecchiaia non ha diritto agli arretrati per il periodo precedente alla richiesta. La regola si applica a tutti i lavoratori in Italia, compresi quelli di origine straniera che spesso faticano a orientarsi nel sistema previdenziale. L'unica tutela concreta è presentare la domanda all'INPS nel momento giusto, eventualmente con l'aiuto gratuito di un patronato.
Si avvicina luglio e con lui il pagamento della somma aggiuntiva alla pensione. Ecco tutto quello che c'è da sapere: requisiti, importi e se bisogna fare domanda
A luglio l'INPS eroga automaticamente la quattordicesima ai pensionati che rispettano determinati requisiti di età, reddito e anni di contributi. L'importo varia tra 336 e 655 euro e non richiede, nella maggior parte dei casi, alcuna domanda. Un'informazione utile anche per la comunità araba in Italia, che può rivolgersi ai patronati per verificare la propria posizione.
L'INPS ha fissato la scadenza per chi svolge mansioni gravose e vuole uscire prima dal lavoro. Una finestra importante anche per tanti lavoratori stranieri in Italia
L'INPS ha fissato al 1° maggio 2026 la scadenza per presentare la domanda di pensione anticipata riservata a chi svolge lavori gravosi. Con il messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, l'istituto ha chiarito le modalità operative per accedere a questa misura previdenziale. Una scadenza che riguarda da vicino anche molti lavoratori stranieri, tra cui numerosi cittadini di origine araba e nordafricana impiegati in settori fisicamente impegnativi come edilizia, agricoltura e assistenza.
Se sei in fuga da persecuzioni o da una guerra, l'Italia ha l'obbligo di ascoltarti. Ecco come funziona davvero il sistema e quali diritti hai fin dal primo giorno.
L'Italia riconosce il diritto di asilo a chi fugge da persecuzioni e conflitti armati, in base alla Costituzione e al diritto internazionale. Il sistema prevede diverse forme di protezione — status di rifugiato, protezione sussidiaria e protezione speciale — ognuna con diritti e condizioni specifiche. La procedura inizia con la manifestazione della volontà di chiedere asilo alle autorità competenti e prevede un colloquio davanti alla Commissione Territoriale. Per orientarsi, è consigliabile rivolgersi fin da subito a patronati o sportelli di assistenza legale gratuita.
La Costituzione parla chiaro: pari dignità per tutti. Ma cosa significa nella pratica per chi vive in Italia?
La Costituzione italiana garantisce pari dignità e diritti a tutte le persone presenti sul territorio, non solo ai cittadini. Un principio fondamentale che riguarda da vicino le comunità arabe in Italia, spesso ignare dei diritti concreti di cui godono indipendentemente dallo status di cittadinanza. Conoscere la differenza tra diritti della persona e diritti del cittadino è il primo passo per navigare il sistema italiano con maggiore consapevolezza.
L'INPS ha dato il via ufficiale alle richieste per il contributo una tantum destinato alle famiglie con figli nati, adottati o in affidamento preadottivo quest'anno
Buone notizie per chi ha avuto un figlio nel 2026 o sta per averlo: il Bonus nuovi nati è ufficialmente partito e si possono già presentare le domande. L'INPS ha comunicato con un messaggio del 14 aprile che la procedura è aperta, quindi se sei in attesa o hai già accolto un bimbo in famiglia, è il momento di muoversi. Di cosa si tratta esattamente? È un contributo economico una tantum da 1.000 e
Tfr e Tfs: i tempi di attesa restano lunghi, soprattutto nel pubblico. Ecco cosa sapere se lavori in Italia
Lasci il lavoro e pensi: ok, almeno adesso arriva la liquidazione. E invece no, non è così semplice. Se lavori in Italia — che tu sia italiano, arabo o di qualsiasi altra nazionalità — sapere quando e come riceverai il Tfr (trattamento di fine rapporto, nel privato) o il Tfs (trattamento di fine servizio, nel pubblico) è fondamentale per pianificare il tuo futuro. E fidati, le sorprese non mancano