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Ceuta, il confine che si sposta a seconda di chi conviene
Ray Raimundo · Pexels

Ceuta, il confine che si sposta a seconda di chi conviene

Tra lacrimogeni, arresti e incriminazioni, Fnideq torna al centro di una crisi che non è mai finita — e che l'Europa preferisce gestire in outsourcing

سبتة، الحدود التي تتحرك حسب المصلحة

بين الغازات المسيلة للدموع والاعتقالات والمحاكمات، فنيديق تعود إلى مركز أزمة لم تنتهِ أبداً — والأوروبيون يفضلون إدارتها بالتفويض للآخرين

Lacrimogeni a Fnideq, 111 arresti e 25 incriminati per traffico di migranti: Ceuta torna al centro della crisi. Un'analisi del modello europeo di esternalizzazione dei confini e delle sue contraddizioni strutturali.
غازات مسيلة للدموع في فنيديق، 111 اعتقالاً و25 متهماً بتهريب المهاجرين: سبتة تعود إلى قلب الأزمة. تحليل لنموذج أوروبي في تخارج حدوده وتناقضاته البنيوية.

C'è una città marocchina che si chiama Fnideq e che la maggior parte degli europei non conosce. Eppure è lì, a pochi chilometri da Ceuta, che si decide — spesso nel sangue — chi ha il diritto di spostarsi nel Mediterraneo e chi no. Negli ultimi giorni le forze di sicurezza marocchine hanno disperso con gas lacrimogeni centinaia di migranti che tentavano di raggiungere l'enclave spagnola, arrestando e espellendo oltre 110 persone. Nel frattempo, la Procura di Tetouan ha avviato un procedimento penale contro 25 persone accusate di traffico di esseri umani. Due operazioni, una militare e una giudiziaria, che raccontano la stessa storia da angolazioni diverse.

Il contesto non è nuovo, ma è utile ricordarlo. Nell'estate del 2021, decine di migliaia di persone attraversarono la frontiera in pochi giorni — alcune a nuoto, alcune disperse nelle acque dello stretto — in quello che molti analisti interpretarono come una risposta marocchina alla crisi diplomatica con Madrid. Almeno 142 persone morirono nel tentativo. Oggi la situazione appare più controllata, ma la struttura di fondo non è cambiata: il Marocco sorveglia i confini europei per conto dell'Unione Europea, ricevendo in cambio fondi, accordi commerciali e una certa tolleranza politica. È il modello che Bruxelles chiama «cooperazione», e che chi vive a Fnideq chiama con nomi diversi.

Quel che colpisce, leggendo le cronache di questi giorni, è la normalizzazione del meccanismo. Le notizie durano il tempo di un lancio d'agenzia: lacrimogeni, arresti, espulsioni, poi silenzio. Il dispositivo di sicurezza resta schierato ai confini, la «calma tesa» viene descritta come un risultato positivo. Ma dietro ogni cifra — 111 arrestati, 25 incriminati, centinaia bloccati in un'area montuosa — ci sono persone con nomi, famiglie, ragioni per muoversi. Persone che l'Europa non vuole vedere arrivare, e che il Marocco ha interesse a fermare — almeno quando fa comodo.

La domanda che nessun comunicato ufficiale pone è semplice: quanto a lungo regge un modello di sicurezza che criminalizza la mobilità invece di gestirla? Fnideq non è solo un punto sulla mappa. È il luogo dove le contraddizioni della politica migratoria europea diventano visibili, concrete, umane. E dove, puntualmente, si torna a fare finta di non vederle.

توجد مدينة مغربية تسمى الفنيدق، والمعظم الأوروبيين لا يعرفونها. إلا أنها هناك، على بعد كيلومترات قليلة من سبتة، حيث يُقرّر — في الأغلب بـالدم — من له الحق في الحركة عبر المتوسط ومن ليس له ذلك. في الأيام الأخيرة، بددّت قوات الأمن المغربية مئات المهاجرين الذين حاولوا الوصول إلى الجيب الإسباني باستخدام الغاز المسيل للدموع، واعتقلت وأطردت أكثر من 110 أشخاص. في الوقت نفسه، فتحت النيابة العامة بتطوان إجراء جنائياً ضد 25 شخصاً بتهمة الاتجار بالبشر. عمليتان — واحدة عسكرية وأخرى قضائية — تحكيان نفس القصة من زوايا مختلفة.

السياق ليس جديداً، لكن من المفيد استحضاره. في صيف 2021، عبرت عشرات الآلاف من الأشخاص الحدود في أيام قليلة — البعض سباحةً، والبعض الآخر تاهوا في مياه المضيق — في ما فسّره كثير من المحللين كردّ مغربي على الأزمة الدبلوماسية مع مدريد. لقي 142 شخصاً على الأقل حتفهم في المحاولة. اليوم يبدو الوضع أكثر تحكماً، لكن البنية الأساسية لم تتغيّر: المغرب يراقب الحدود الأوروبية بالنيابة عن الاتحاد الأوروبي، وفي المقابل يتلقى تمويلات واتفاقات تجارية وقدراً من التسامح السياسي. إنه النموذج الذي تسميه بروكسل «تعاوناً»، والذين يعيشون في الفنيدق يسمّونه بأسماء أخرى.

ما يُثير الانتباه، عند قراءة أخبار هذه الأيام، هو تطبيع هذه الآلية. الأخبار تمرّ سريعة كبيان وكالة أنباء: غازات مسيلة للدموع، اعتقالات، ترحيلات، ثم صمت. الجهاز الأمني يبقى متمركزاً على الحدود، و«الهدوء المتوتر» يُوصف باعتباره نتيجة إيجابية. لكن خلف كل رقم — 111 موقوفاً، 25 موضوعاً تحت الملاحقة القضائية، مئات محاصرين في منطقة جبلية — توجد أشخاص لهم أسماء وعائلات وأسباب للتحرك. أشخاص لا تريد أوروبا أن تراهم يصلون، والمغرب له مصلحة في إيقافهم — على الأقل عندما يكون ذلك مناسباً له.

السؤال الذي لا يطرحه أي بيان رسمي هو بسيط جداً: إلى متى يصمد نموذج أمني يجرّم الحركة بدل أن يديرها؟ فنيدق ليست مجرد نقطة على الخريطة. إنها المكان الذي تصبح فيه تناقضات السياسة الهجرة الأوروبية مرئية وملموسة وإنسانية. والمكان الذي يعود المرء فيه، بانتظام، للتظاهر بأنه لا يراها.

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