La domenica e le feste in Italia: negozi, famiglia, musei, e il venerdì di chi è musulmano
In Italia il giorno di riposo è la domenica, i negozi possono restare aperti e le feste nazionali sono quasi tutte religiose o civili. Il calendario, i diritti di chi lavora e come conciliare la preghiera del venerdì e le feste islamiche.
الأحد والأعياد في إيطاليا: المحلات والعائلة والمتاحف ويوم الجمعة لمن هو مسلم
في إيطاليا يوم الراحة هو الأحد، والمحلات يمكن أن تبقى مفتوحة والأعياد الوطنية تقريباً كلها دينية أو مدنية. التقويم والحقوق لمن يعمل وكيف تجمع بين صلاة الجمعة والأعياد الإسلامية.
Karim è arrivato a Bergamo dal Cairo a settembre. In Egitto il fine settimana è il venerdì e il sabato: il venerdì si va alla moschea, si pranza con la famiglia, gli uffici sono chiusi. La prima domenica in Italia è uscito presto per fare la spesa e ha trovato il centro silenzioso, la panetteria chiusa, le campane che suonavano. Il supermercato fuori città, invece, era aperto e pieno. Il venerdì dopo, al lavoro, ha chiesto al capo se poteva uscire un'ora per la preghiera. Il capo lo ha guardato senza capire: «Ma oggi è un giorno normale».
Il calendario italiano è costruito sulla domenica e su feste nate in gran parte dalla tradizione cristiana o dalla storia del paese. Capirlo aiuta a organizzare il lavoro, la famiglia e anche la propria fede.
La domenica
La Costituzione, all'articolo 36, dice che il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e alle ferie retribuite, e non può rinunciarvi. Per la maggior parte dei lavoratori il giorno di riposo è la domenica, ma non per tutti: chi lavora nel commercio, nella ristorazione, negli ospedali, nei trasporti spesso lavora anche la domenica e riposa un altro giorno.
Dal 2012, con il decreto chiamato «Salva Italia», i negozi possono scegliere liberamente i propri orari e restare aperti la domenica e nei giorni festivi. Per questo i centri commerciali sono spesso aperti, mentre molti piccoli negozi dei centri storici chiudono. Chi lavora la domenica o nei festivi ha di solito diritto a una maggiorazione in busta paga o a un giorno di riposo compensativo, secondo il contratto collettivo del settore: conviene controllarlo con il sindacato (qui la nostra guida).
Per molte famiglie italiane la domenica resta il giorno del pranzo con i parenti, della passeggiata, della messa per chi è praticante, della partita di calcio. Secondo l'ISTAT, nel 2024 il 64,4% delle persone dai 6 anni in su ha partecipato ad almeno un'attività di svago fuori casa, e il 26,4% ha assistito ad almeno un evento sportivo dal vivo.
Un'occasione da conoscere: la prima domenica di ogni mese i musei e i parchi archeologici dello Stato sono gratuiti per tutti. L'iniziativa si chiama #domenicalmuseo e in alcuni luoghi richiede la prenotazione. Quella di oggi, 4 ottobre, è una di queste.
Le feste nazionali
Le feste nazionali in Italia sono stabilite per legge. Sono giorni festivi il 1° gennaio, il 6 gennaio (Epifania), la domenica e il lunedì di Pasqua, il 25 aprile (Festa della Liberazione), il 1° maggio (Festa dei lavoratori), il 2 giugno (Festa della Repubblica), il 15 agosto (Ferragosto), il 1° novembre (Ognissanti), l'8 dicembre (Immacolata), il 25 e il 26 dicembre (Natale e Santo Stefano). A questi si aggiunge la festa del patrono della propria città, che cambia da luogo a luogo: a Milano, per esempio, è il 7 dicembre, Sant'Ambrogio.
Dal 2026 è tornato festivo anche il 4 ottobre, San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, con una legge approvata nell'ottobre 2025. Quest'anno cade di domenica; nel 2027 cadrà di lunedì.
Nel 2027 la Pasqua è il 28 marzo e il lunedì dell'Angelo il 29. Quando una festa cade di martedì o di giovedì, molti italiani fanno il «ponte», prendendo un giorno di ferie per allungare il fine settimana. Ad agosto, intorno a Ferragosto, molte aziende chiudono per una o due settimane, e anche molti uffici pubblici rallentano.
Il venerdì e le feste islamiche
Il venerdì in Italia è un giorno lavorativo normale, e le feste islamiche non sono giorni festivi. La Costituzione, all'articolo 8, prevede che lo Stato regoli i rapporti con le confessioni religiose diverse da quella cattolica attraverso accordi chiamati «intese». Con alcune confessioni sono state firmate, e alcune prevedono il riconoscimento di festività religiose; con l'Islam un'intesa non è mai stata firmata.
Questo non vuol dire che non si possa conciliare la fede con il lavoro. Molti musulmani chiedono al datore di lavoro di organizzare la pausa pranzo del venerdì in modo da poter andare alla preghiera, oppure di cambiare turno. Per le feste di fine Ramadan e del Sacrificio si possono chiedere giorni di ferie o di permesso, possibilmente con anticipo. Sono accordi tra persone, non diritti scritti in una legge: funzionano meglio quando si chiedono presto e con chiarezza, e quando si offre qualcosa in cambio, come coprire un turno del collega a Natale.
A scuola, l'assenza per una festa religiosa si giustifica come le altre assenze, con una comunicazione della famiglia. Nel 2024 una scuola di Pioltello, vicino a Milano, decise di chiudere per un giorno in occasione della fine del Ramadan, perché molti alunni erano musulmani, e la scelta diventò un caso nazionale. Nella maggior parte delle scuole, però, la questione si risolve con il dialogo tra famiglie e insegnanti.
Karim, la settimana dopo, ha spiegato al capo che la preghiera del venerdì dura una mezz'ora a mezzogiorno. Il capo gli ha spostato la pausa pranzo. In cambio, a Natale, Karim ha lavorato al posto di un collega.
Cosa fare, passo per passo
1. Segna sul calendario le feste nazionali e quella del patrono della tua città.
2. Se lavori la domenica o nei festivi, controlla nel contratto collettivo la maggiorazione o il riposo compensativo, e chiedi al sindacato se hai dubbi.
3. Per la preghiera del venerdì, parla con il datore di lavoro di una pausa pranzo spostata o di un cambio turno.
4. Per l'Eid, chiedi ferie o permessi con qualche settimana di anticipo.
5. Se tuo figlio salta la scuola per una festa religiosa, avvisa gli insegnanti e giustifica l'assenza.
6. Approfitta della prima domenica del mese per visitare gratis un museo statale.
Dove andare: ufficio del personale o datore di lavoro per ferie e turni, sindacato per i dubbi sul contratto, segreteria della scuola per le assenze. Costi: nessuno. Tempi: per ferie e permessi, chiedi con almeno due o tre settimane di anticipo.
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