Iscrivere i figli a scuola in Italia: quando, come, con quali documenti, anche a metà anno
Le prime classi si iscrivono online a gennaio, la scuola dell'infanzia con un modulo di carta, e chi arriva a novembre può entrare in classe subito, anche senza documenti in regola.
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Rania è arrivata a Padova a metà novembre, con il figlio di nove anni e la figlia di quattro. Il marito lavora in Italia da tre anni e li ha raggiunti con il ricongiungimento familiare. Il permesso di soggiorno di Rania è ancora in lavorazione in Questura, e i bambini non hanno ancora il codice fiscale. Un vicino le dice che deve aspettare settembre, perché «le iscrizioni si fanno a gennaio». Rania va comunque alla scuola elementare del quartiere. In segreteria le danno un modulo, e il lunedì dopo il figlio è in classe.
Il vicino aveva confuso due cose diverse: le iscrizioni ordinarie, che hanno un calendario, e il diritto di andare a scuola, che non ne ha.
Il diritto viene prima dei documenti
In Italia tutti i minori hanno il diritto e l'obbligo di andare a scuola, anche se i genitori non hanno il permesso di soggiorno. Lo dice una norma precisa, l'articolo 45 del regolamento sull'immigrazione (DPR 394 del 1999): i minori stranieri si iscrivono «in qualunque periodo dell'anno scolastico», e chi non ha documenti o li ha incompleti viene iscritto «con riserva», cioè in attesa di regolarizzare i documenti. Le linee guida del Ministero dell'Istruzione lo ripetono: la posizione irregolare della famiglia non impedisce l'iscrizione, e mentre si aspetta il permesso basta la ricevuta della Questura.
L'obbligo di istruzione dura dieci anni, a partire dalla prima elementare: in pratica dai 6 ai 16 anni. Come è organizzata la scuola italiana, dalla materna alla maturità, lo spieghiamo in questa guida. Qui ci occupiamo di come si entra.
Le iscrizioni ordinarie: gennaio, online
Per le prime classi della scuola primaria (elementare), della secondaria di primo grado (media) e della secondaria di secondo grado (superiore) statali, le iscrizioni si fanno online ogni inverno. Per l'anno scolastico 2026-2027 si potevano presentare dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026, con una proroga al 21 febbraio. Il calendario per il 2027-2028 lo fissa il Ministero con una circolare che di solito esce a dicembre: controlla le date appena pubblicate.
Le domande si fanno sulla Piattaforma Unica del Ministero (unica.istruzione.gov.it), nella sezione dedicata all'orientamento. Le circolari più recenti indicano questa piattaforma, e non più il vecchio indirizzo «Iscrizioni online». Si entra con SPID, CIE, CNS o con l'identità digitale europea eIDAS (se non li hai, c'è la guida su SPID e CIE). Lo stato della domanda arriva per email e sull'app IO.
Se un genitore straniero non ha il codice fiscale, la piattaforma crea un codice provvisorio, che la scuola poi sostituisce. E se non riesci a fare la domanda online, puoi andare direttamente in segreteria e fare l'iscrizione di persona.
Due eccezioni importanti. La scuola dell'infanzia (la materna, dai 3 ai 6 anni) non si iscrive online: si presenta un modulo di carta alla scuola scelta, nello stesso periodo di gennaio e febbraio. E per gli anni successivi al primo non serve nessuna nuova iscrizione: si passa da una classe all'altra in automatico. Per cambiare scuola, invece, bisogna parlare con la segreteria.
L'età giusta
Alla scuola dell'infanzia si iscrivono i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre dell'anno scolastico. Si possono iscrivere anche quelli che li compiono entro il 30 aprile dell'anno dopo, se la scuola ha posto. Alla primaria devono iscriversi i bambini che compiono 6 anni entro il 31 dicembre; possono farlo anche quelli che li compiono entro il 30 aprile successivo.
Arrivare a metà anno
Chi arriva in Italia durante l'anno scolastico, come Rania, si rivolge direttamente alla segreteria della scuola più vicina, o a quella che preferisce. La scuola deve accogliere la domanda. Se non ha posto, l'Ufficio scolastico territoriale aiuta a trovarne un'altra.
In quale classe va il bambino? Di regola in quella che corrisponde alla sua età. Il collegio dei docenti può decidere diversamente, tenendo conto degli studi fatti nel paese d'origine e di quello che il bambino sa: per esempio una classe sotto o una classe sopra. Per questo conviene portare le pagelle e i certificati della scuola precedente. La scuola può chiederli per capire il percorso fatto, e può anche contattare il consolato italiano per sapere se la scuola estera era riconosciuta. Tradurli è utile, ma non è detto che sia obbligatorio: chiedi alla segreteria.
Per l'italiano, le linee guida del Ministero consigliano corsi intensivi nei primi mesi, ma non è un diritto con un numero di ore garantito. Dal 2025-2026 nelle classi in cui almeno un alunno su cinque è straniero, appena arrivato e con un italiano di livello molto basso, la scuola può avere un docente dedicato all'insegnamento dell'italiano: nel primo anno ne sono stati assegnati 937 in tutta Italia. I ragazzi sopra i 16 anni che non hanno finito la scuola media possono recuperarla nei centri per l'istruzione degli adulti, i CPIA.
I documenti da portare
Per l'iscrizione servono, se li hai: il documento d'identità del genitore, il codice fiscale del bambino e del genitore, il permesso di soggiorno o la ricevuta della domanda, le pagelle e i certificati della scuola precedente, il libretto delle vaccinazioni. Per i dati di nascita e di residenza la scuola accetta l'autocertificazione. Se mancano dei documenti, il bambino viene iscritto comunque, con riserva.
Le vaccinazioni
Per i minori da 0 a 16 anni, compresi quelli stranieri, in Italia ci sono dieci vaccinazioni obbligatorie: contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Il peso dell'obbligo cambia con l'età.
Per l'asilo nido e la scuola dell'infanzia le vaccinazioni sono un requisito per entrare: senza, il bambino non può frequentare, e l'iscrizione decade se la situazione non viene regolarizzata. Dalla primaria in poi, invece, la mancanza delle vaccinazioni non impedisce di andare a scuola: la scuola manda gli elenchi all'azienda sanitaria, che contatta la famiglia, e può arrivare una multa da 100 a 500 euro.
Se tuo figlio ha fatto i vaccini nel paese d'origine, porta il certificato all'azienda sanitaria: un medico verifica quali mancano. Chi ha già avuto una malattia, o non può vaccinarsi per motivi medici documentati, è esonerato da quella vaccinazione. Come funziona il servizio sanitario lo spieghiamo nella guida dedicata.
L'ora di religione
Al momento dell'iscrizione si sceglie se il figlio farà l'ora di religione cattolica. È facoltativa, e la scelta vale per tutto il ciclo, ma si può cambiare per l'anno successivo. Chi non la fa sceglie, tra maggio e giugno, sulla stessa piattaforma, un'alternativa: attività didattiche, studio con un insegnante, studio libero, oppure non essere presente a scuola in quell'ora.
Mensa, trasporto e libri: li gestisce il Comune
La scuola si occupa delle lezioni. Mensa, scuolabus, pre e post scuola dipendono invece dal Comune, che ha le sue iscrizioni e le sue scadenze, spesso diverse da quelle della scuola. Le tariffe dipendono quasi sempre dall'ISEE: chi non lo presenta paga la tariffa più alta. A Firenze, per l'anno 2026-2027, un pasto in mensa costa da 1 a 4,90 euro; a Roma lo scuolabus è gratis con un ISEE fino a 5.165 euro e arriva a 59 euro al mese. Libri gratis alla primaria, contributi per medie e superiori e le altre agevolazioni le trovi nella nostra mappa dei bonus.
Se la scuola dice di no
Se una scuola rifiuta l'iscrizione, o ti chiede il permesso di soggiorno come condizione per accettare il bambino, sta sbagliando. Chiedi la risposta per iscritto e rivolgiti all'Ufficio scolastico territoriale della tua provincia, che dipende dall'Ufficio scolastico regionale. Anche un patronato o un'associazione che si occupa di migranti può accompagnarti.
Non sei un caso raro. Secondo l'ultimo rapporto completo del Ministero, nell'anno 2022-2023 gli alunni con cittadinanza non italiana erano 914.860, l'11,2% del totale. In alcune regioni del Nord sono più di uno su sei: in Veneto, nel 2024-2025, il 17,3%, e quasi due su tre sono nati in Italia.
Cosa fare, passo per passo
1. Se arrivi durante l'anno, vai subito alla segreteria della scuola più vicina: l'iscrizione si fa in qualsiasi momento, anche senza documenti completi.
2. Per le prime classi di primaria, media e superiore, controlla a dicembre il calendario delle iscrizioni e fai la domanda su unica.istruzione.gov.it a gennaio, con SPID o CIE. Per la materna, porta il modulo di carta alla scuola.
3. Prepara documento, codici fiscali, permesso o ricevuta, pagelle della scuola precedente e libretto delle vaccinazioni.
4. Porta i certificati delle vaccinazioni fatte all'estero all'azienda sanitaria, soprattutto se il bambino va al nido o alla materna.
5. Al momento dell'iscrizione scegli se fare l'ora di religione cattolica; tra maggio e giugno, se non la fai, scegli l'alternativa.
6. Iscrivi tuo figlio a mensa e trasporto sul sito del Comune e presenta l'ISEE, altrimenti paghi il massimo.
7. Se la scuola rifiuta, chiedi la risposta per iscritto e rivolgiti all'Ufficio scolastico territoriale.
Dove andare: segreteria della scuola, piattaforma Unica del Ministero, Comune per i servizi, azienda sanitaria per le vaccinazioni. Costi: l'iscrizione alla scuola statale è gratuita; mensa e trasporto secondo l'ISEE. Tempi: iscrizioni ordinarie a gennaio e febbraio; durante l'anno, i tempi per entrare in classe dipendono dalla scuola.