Il Servizio sanitario nazionale: come funziona, cosa è gratis e cosa si paga
Lo Stato decide cosa ti spetta, la Regione lo organizza, l'azienda sanitaria della tua zona te lo dà: capire questi tre livelli fa risparmiare file e soldi.
الخدمة الصحية الوطنية: كيف تعمل، ما هو مجاني وما يجب أن تدفعه
الدولة تقرر ما يخصك، الإقليم ينظمه، الشركة الصحية في منطقتك تقدمه لك: فهم هذه المستويات الثلاثة يوفر عليك الطوابير والمال
Youssef fa il fabbro a Bergamo. Da settimane ha un dolore alla spalla, il medico di base gli prescrive un'ecografia e sulla ricetta scrive una lettera, «D». Al telefono del centro prenotazioni gli offrono una data fra quattro mesi, in un ospedale a quaranta chilometri. Sua sorella, a Bologna, per lo stesso esame ha aspettato meno e ha pagato una cifra diversa. Youssef si chiede chi decide tutto questo, e se c'è un modo per non aspettare.
Un modo c'è, e per trovarlo bisogna sapere come è fatto il sistema.
Un servizio per tutti
Il Servizio sanitario nazionale, SSN, nasce con la legge 833 del 1978. Il primo articolo dice che serve a tutelare la salute fisica e psichica di tutta la popolazione «senza distinzione di condizioni individuali o sociali». Non è un'assicurazione privata: non paghi un premio in base all'età o alle malattie che hai, e il medico non ti chiede la carta di credito prima di visitarti. Si regge in gran parte sulle tasse, e quando paghi qualcosa di tasca tua si tratta di una quota, il ticket, non del costo pieno della prestazione.
Per chi arriva da un paese dove l'ospedale pubblico è un'ultima spiaggia, o dove ogni visita si paga in contanti, è una differenza grande. Ma il sistema ha regole precise, e chi non le conosce spesso finisce per pagare di più o aspettare di più.
Tre livelli: Stato, Regione, azienda sanitaria
Lo Stato decide cosa ti spetta. Lo fa con i LEA, i livelli essenziali di assistenza: l'elenco delle prestazioni che ogni Regione deve garantire, gratis o con il ticket. L'elenco in uso viene da un decreto del 2017. A inizio ottobre 2026, secondo la stampa specializzata, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'aggiornamento, con circa 800 prestazioni nuove o riviste, tra cui lo screening alla nascita per l'atrofia muscolare spinale; entra in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione.
Le Regioni organizzano il servizio. Decidono quanto costa il ticket, se aggiungere prestazioni oltre ai LEA, come si prenota. Per questo la sorella di Youssef ha pagato una cifra diversa: in sanità, «in Italia funziona così» vale solo fino a un certo punto, poi bisogna guardare la propria Regione.
L'azienda sanitaria della tua zona è lo sportello concreto. Nella maggior parte delle regioni si chiama ASL, azienda sanitaria locale; altrove ha sigle diverse, ma il lavoro è lo stesso: iscrizione al servizio, scelta del medico, esenzioni, consultori, vaccinazioni, ospedali e ambulatori.
Cosa è gratis e cosa paghi
Sono gratuiti il medico di base e il pediatra, il ricovero in ospedale e le cure urgenti al pronto soccorso. Si paga il ticket per le visite specialistiche, gli esami e il pronto soccorso quando il caso non era urgente: in Lombardia il codice bianco costa 25 euro, e come funziona il triage lo trovi in questa guida.
Il ticket su visite ed esami ha un tetto per ogni ricetta, e anche qui decide la Regione. In Lombardia il massimo è 36 euro, in Toscana si arriva a 38 euro, con al massimo otto prestazioni sulla stessa ricetta. Il vecchio «superticket» di 10 euro in più per ricetta è stato abolito nel settembre 2020. Per i farmaci valgono regole a parte, spiegate nella guida su ricette e farmacie.
C'è poi una novità di settembre. Le tariffe di visite ed esami sono state aggiornate con un decreto entrato in vigore il 21 settembre 2026, dopo che il TAR del Lazio aveva annullato quello precedente. Se un esame che fai ogni anno adesso costa qualcosa in più o in meno, la ragione può essere questa.
Esenzioni: quando il ticket non si paga
Le esenzioni sono di due tipi. Alcune dipendono dalla salute: malattie croniche, malattie rare, invalidità, gravidanza. Le riconosce l'azienda sanitaria con la documentazione medica, e valgono per le prestazioni legate a quella condizione.
Altre dipendono dal reddito, e hanno un codice:
E01 riguarda i bambini sotto i 6 anni e le persone sopra i 65, se il reddito della famiglia non supera 36.151,98 euro.
E02 riguarda i disoccupati e i familiari a loro carico, con un reddito familiare fino a 8.263,31 euro, che sale a 11.362,05 euro se c'è il coniuge e di altri 516,46 euro per ogni figlio a carico.
E03 riguarda chi riceve l'assegno sociale, E04 i pensionati al minimo con più di 60 anni, con le stesse soglie della E02.
Le esenzioni per reddito vanno di anno in anno: quella in corso vale fino al 31 marzo 2027. In molti casi il rinnovo avviene in automatico, ma conviene controllare. Le trovi nel Fascicolo sanitario elettronico; se non ci sono e pensi di averne diritto, puoi chiederle online o allo sportello della ASL con un'autocertificazione. Attenzione al reddito: è quello di tutta la famiglia fiscale, non solo il tuo.
Prenotare: ricetta, CUP e tempi massimi
Per una visita specialistica o un esame serve la ricetta del medico, quasi sempre elettronica. Sopra c'è una lettera che indica la classe di priorità, e ogni lettera corrisponde a un tempo massimo:
U, urgente: entro 72 ore.
B, breve: entro 10 giorni.
D, differibile: entro 30 giorni per le visite, 60 per gli esami.
P, programmata: entro 120 giorni.
Si prenota al CUP, il centro unico di prenotazione, per telefono, online o in farmacia. Una legge del 2024 ha previsto un CUP unico per ogni Regione che comprenda sia gli ospedali pubblici sia le strutture private accreditate, cioè convenzionate con il servizio pubblico.
E qui c'è la risposta alla domanda di Youssef. Se il CUP ti propone una data oltre il tempo massimo, non sei obbligato ad accettarla in silenzio. Puoi rivolgerti all'URP, l'ufficio relazioni con il pubblico della tua azienda sanitaria, o al responsabile aziendale dei tempi d'attesa, e chiedere la prestazione nei tempi previsti. Se il pubblico non ha posto, l'azienda deve garantirtela in libera professione dentro l'ospedale (si chiama intramoenia) o in una struttura privata accreditata, facendoti pagare solo il ticket. Un'avvertenza: se rifiuti l'alternativa che ti propongono, puoi perdere la priorità.
I dati dicono che il problema esiste ma si muove. Secondo l'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nel primo trimestre del 2026 il 78,7% delle prime visite è stato fatto nei tempi, contro il 76,1% di un anno prima. Quasi otto su dieci: meglio, ma Youssef potrebbe essere uno dei due rimasti fuori.
Il Fascicolo sanitario elettronico
È la cartella digitale della tua salute: referti, ricette, vaccinazioni, esenzioni, lettere di dimissione. Si riempie da solo, di solito entro pochi giorni da ogni prestazione. Ci entri con SPID, CIE o tessera sanitaria con il chip attivato (se non sai come ottenerli, c'è la guida su SPID e CIE). Se cambi città o medico, o vai al pronto soccorso in un'altra regione, avere tutto lì evita di ripetere esami e di cercare fogli nei cassetti. Medici e ospedali possono consultarlo solo con il tuo consenso.
Gli stranieri: chi è dentro, chi paga, chi ha comunque diritto
Chi ha un permesso per lavoro, per famiglia, per protezione internazionale, chi ha chiesto asilo e altre categorie ha l'iscrizione obbligatoria e gratuita al SSN, con gli stessi diritti di un cittadino italiano. Come funziona l'iscrizione, e cosa fare se la ASL ti dice di no, lo trovi nella guida sulla tessera sanitaria. Una sentenza della Corte costituzionale del 2026, la 97, ha chiarito un caso particolare: chi aveva un permesso per lavoro o famiglia, poi convertito per una pensione di inabilità, mantiene l'iscrizione gratuita. Ne abbiamo parlato qui.
Altri permessi, come quello per studio, prevedono invece l'iscrizione volontaria a pagamento. Secondo le tabelle 2026 delle ASL il minimo è 2.000 euro l'anno, ridotti a 700 per gli studenti e a 1.200 per chi lavora alla pari. L'iscrizione copre l'anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e non vale per il passato: se ti iscrivi a ottobre, chiedi alla ASL quanto paghi e fino a quando sei coperto. Chi è iscritto volontariamente, inoltre, non ha diritto alla TEAM, la tessera europea stampata sul retro della tessera sanitaria. E anche chi ce l'ha, se non è cittadino dell'Unione europea, non può usarla in Svizzera.
Chi non ha il permesso di soggiorno ha comunque diritto alle cure urgenti ed essenziali, anche continuative, alle cure in gravidanza e alle vaccinazioni. Si chiede alla ASL il codice STP, straniero temporaneamente presente: vale sei mesi ed è rinnovabile, e andare a curarsi non comporta segnalazioni alla polizia. I cittadini dell'Unione europea senza copertura sanitaria hanno un codice simile, l'ENI. I minori stranieri, anche senza permesso, si iscrivono al servizio sanitario alle stesse condizioni dei bambini italiani.
Cosa fare, passo per passo
1. Controlla di essere iscritto al SSN e che la tessera sanitaria sia valida. Se il permesso è in rinnovo, porta alla ASL la ricevuta.
2. Scegli il medico di base, o il pediatra per i figli: è la porta d'ingresso di quasi tutto il resto.
3. Attiva il Fascicolo sanitario elettronico con SPID, CIE o tessera sanitaria con chip.
4. Nel Fascicolo controlla le esenzioni. Se pensi di averne diritto e non compaiono, chiedile online o allo sportello della ASL.
5. Con la ricetta in mano, guarda la classe di priorità e prenota al CUP, per telefono, online o in farmacia.
6. Se la data proposta supera il tempo massimo, chiedi per iscritto all'URP della tua azienda sanitaria la prestazione nei tempi, con il solo ticket.
7. Se non puoi presentarti, disdici: liberi il posto per qualcun altro.
8. Se non hai il permesso di soggiorno, chiedi alla ASL il codice STP; se sei cittadino dell'Unione europea senza copertura, il codice ENI.
Dove andare: medico di base, ASL o azienda sanitaria della tua zona, CUP regionale, URP. Costi: medico di base, ricovero e urgenze gratis; visite ed esami con il ticket fissato dalla tua Regione, salvo esenzioni; iscrizione volontaria da 700 a 2.000 euro l'anno secondo i casi. Tempi: da 72 ore a 120 giorni secondo la classe di priorità scritta sulla ricetta.