Migranti isolati: da Trieste alla Sardegna
Un report denuncia trasferimenti forzati e CAS in condizioni critiche lontani da tutto.
مهاجرون معزولون: من تريستي إلى سردينيا
تقرير يكشف عمليات نقل قسري ومراكز إيواء في ظروف صعبة بعيدة عن كل شيء.
No Name Kitchen e il Consorzio Italiano di Solidarietà hanno pubblicato un report che non passa inosservato: si chiama *Fuori rotta* e mette sotto la lente il sistema con cui lo Stato italiano gestisce — o meglio, scarica — una parte dei richiedenti asilo che arrivano a Trieste. La città, al confine tra Italia e Slovenia, è uno degli ingressi principali della cosiddetta rotta balcanica, quella che attraversano in tanti — siriani, afghani, egiziani, nordafricani — dopo mesi o anni di cammino.
Il meccanismo denunciato nel report è abbastanza semplice nella sua brutalità: chi arriva a Trieste non resta lì. Viene trasferito, spesso senza spiegazioni chiare, verso centri di accoglienza straordinaria (CAS) in Sardegna, un'isola geograficamente isolata dal resto del paese. Non si tratta di un'accoglienza pensata per favorire l'integrazione — lavoro, scuola, connessioni sociali — ma di una sistemazione lontana dai servizi, dai legali, dalle reti di supporto. Il report analizza le condizioni di alcuni di questi CAS nel territorio sardo e il quadro che emerge è quello di strutture che funzionano più come contenitori che come luoghi di transizione verso una vita normale. Isolamento fisico, difficoltà ad accedere all'assistenza legale, scarsa connessione con il territorio: ingredienti perfetti per bloccare qualsiasi percorso di autonomia.
Perché questa storia riguarda chi segue Arabita? Perché una fetta consistente di chi percorre la rotta balcanica e arriva a Trieste viene da paesi arabi o a maggioranza musulmana. Finire in un CAS in un comune isolato della Sardegna — senza supporto linguistico, senza avvocato raggiungibile, senza comunità di riferimento — non è un dettaglio secondario: può significare perdere il diritto a un esame serio della propria domanda d'asilo, o semplicemente restare bloccati in un limbo per mesi. Il report di No Name Kitchen e del Consorzio ICS serve esattamente a questo: a rendere visibile un sistema che funziona nell'invisibilità.
Info pratica: Se conosci qualcuno che si trova in un CAS in Sardegna o ha subito un trasferimento forzato da Trieste, può cercare supporto attraverso No Name Kitchen o contattare il Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), che offre orientamento legale e assistenza ai richiedenti asilo.