SAI 2024: 55mila persone accolte in tutta Italia
867 progetti attivi nel 2024: il sistema pubblico di accoglienza cresce del 44% in dieci anni.
SAI 2024: 55 ألف شخص في منظومة الاستقبال الإيطالية
867 مشروعاً نشطاً في 2024: منظومة الاستقبال العامة تنمو بنسبة 44% في عشر سنوات.
Se sei arrivato in Italia come richiedente asilo o rifugiato, o conosci qualcuno in questa situazione, il nome SAI — Sistema di Accoglienza e Integrazione — è qualcosa che vale la pena conoscere bene. I dati appena pubblicati della XXIV edizione del Rapporto SAI raccontano una rete che continua a crescere: nel 2024 sono stati attivi 867 progetti su tutto il territorio nazionale, con oltre 55mila persone accolte.
Il dato più significativo, però, è quello di lungo periodo: in poco più di dieci anni i progetti attivi sono cresciuti del 44,3%. Non è un numero astratto — significa che sempre più comuni italiani hanno scelto di partecipare a questo sistema, ospitando persone in attesa di risposta sulla loro domanda di protezione o già riconosciute come rifugiate. Il SAI non è un campo profughi né un centro di prima accoglienza: è un sistema di accoglienza diffusa, dove le persone vengono inserite in appartamenti o piccole strutture, con accesso a servizi di orientamento, supporto legale, formazione linguistica e inserimento lavorativo. È, insomma, un modello pensato per favorire davvero l'integrazione, non solo per gestire l'emergenza.
Per chi viene da paesi arabi — Siria, Iraq, Sudan, Yemen, solo per citarne alcuni tra i più rappresentati nelle richieste di asilo in Italia — il SAI può essere il punto di contatto con una rete di servizi concreti: dall'imparare l'italiano al trovare casa, fino all'avvio di un percorso lavorativo. La crescita costante della rete negli ultimi anni è un segnale positivo, anche se il sistema non riesce ancora a coprire tutti coloro che ne avrebbero bisogno, data la pressione migratoria che l'Italia continua ad affrontare.
Info pratica: per sapere se nel tuo comune esiste un progetto SAI attivo, puoi consultare il sito ufficiale del Ministero dell'Interno o contattare direttamente lo sportello UNHCR più vicino, che può orientarti verso i servizi disponibili nella tua zona.