Case popolari: anche Venezia dice basta alla discriminazione sui permessi di soggiorno
Dopo Bologna e Milano, il Tribunale veneto boccia la norma che esclude i lavoratori stranieri con permessi brevi dalle graduatorie ERP
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Un'altra vittoria importante per chi vive e lavora in Italia senza avere ancora un permesso di soggiorno di lunga durata. Il Tribunale di Venezia, con una sentenza del 18 febbraio 2026, ha stabilito che escludere una lavoratrice straniera dalla graduatoria per le case popolari del Comune di Treviso è discriminatorio. Il motivo dell'esclusione? Non aveva un permesso di soggiorno abbastanza lungo. Una regola che, secondo i giudici, non regge.
La questione ruota attorno all'articolo 40, comma 6, del Testo Unico sull'Immigrazione. Questa norma, in pratica, impedisce a chi ha permessi di soggiorno di breve durata di accedere all'edilizia residenziale pubblica, le famose case popolari. Il problema è evidente: una persona può lavorare regolarmente, pagare le tasse, contribuire alla comunità, ma trovarsi comunque esclusa da un diritto fondamentale come quello alla casa. Venezia segue così l'esempio di Bologna e Milano, dove altri tribunali avevano già dichiarato discriminatoria questa stessa norma. Si sta creando un orientamento giurisprudenziale chiaro, e questo è un segnale importante per tutta la comunità straniera in Italia.
Per chi viene dal mondo arabo e vive nel nostro Paese, questa sentenza ha un impatto molto concreto. Molti lavoratori e lavoratrici arrivano con contratti stagionali o permessi rinnovabili anno per anno, e si trovano in un limbo: contribuiscono alla società italiana, ma non possono accedere agli stessi servizi degli altri residenti. Ora, con queste sentenze che si moltiplicano, c'è una base legale più solida per contestare le esclusioni ingiuste. Non significa che il problema sia risolto, ma che esiste una strada percorribile per far valere i propri diritti.
Cosa puoi fare concretamente? Se ti trovi in una situazione simile, se sei stato escluso da una graduatoria per le case popolari a causa della durata del tuo permesso di soggiorno, sappi che puoi agire. Rivolgiti a un'associazione come l'ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) o a un avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione. Porta con te tutta la documentazione: il bando, la comunicazione di esclusione, il tuo permesso di soggiorno e i documenti che dimostrano il tuo lavoro e la tua residenza. Queste sentenze dimostrano che i tribunali italiani stanno ascoltando, e che la legge può essere dalla tua parte.