Protezione speciale via PEC: il Tribunale di Firenze dà ragione al richiedente
La Questura non può rifiutare una domanda di protezione speciale inviata via PEC dal difensore. Lo ha stabilito un giudice fiorentino a favore di un cittadino del Bangladesh.
الحماية الخاصة عبر البريد الإلكتروني المعتمد: محكمة فلورنسا تنصف المتقدم
لا يحق لمكتب الشرطة رفض طلب الحماية الخاصة المُرسَل عبر البريد الإلكتروني المعتمد من قِبل المحامي. هذا ما قرّرته محكمة فلورنسا لصالح مواطن بنغلاديشي.
Buona notizia per chi si trova in Italia in una situazione complicata dal punto di vista del permesso di soggiorno: il Tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto alla protezione speciale a un cittadino del Bangladesh, e lo ha fatto dopo che la Questura aveva rifiutato di prendere in considerazione la sua domanda. Il motivo del rifiuto? La domanda era stata presentata via PEC — posta elettronica certificata — dal suo avvocato, e secondo la Questura non era un canale ammissibile. Il giudice ha detto l'esatto contrario.
Il richiedente aveva già alle spalle una storia di protezione internazionale: era un ex richiedente asilo. Il suo difensore aveva inviato la domanda di protezione speciale ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del Testo Unico sull'Immigrazione direttamente alla Questura competente tramite PEC, il 19 aprile 2025. La Questura aveva rigettato l'istanza, considerandola inammissibile per via del canale usato. Il Tribunale di Firenze ha invece accertato che quella domanda era del tutto legittima e ha riconosciuto al cittadino bangladese il diritto alla protezione speciale che chiedeva. In sostanza: non puoi buttare fuori una domanda valida solo perché è arrivata via PEC.
Questa decisione è importante non solo per il singolo caso, ma per chiunque si trovi in una situazione simile. Molte persone — tra cui tanti cittadini di paesi arabi e africani presenti in Italia — si scontrano con ostacoli burocratici quando cercano di regolarizzare la propria posizione. Sapere che un tribunale ha riconosciuto la validità di una domanda inviata via PEC da un avvocato apre una strada concreta: non bisogna necessariamente passare per lo sportello fisico della Questura se si ha un difensore che agisce per conto proprio.
Info pratica: se ti trovi in Italia senza un permesso di soggiorno valido e pensi di avere i requisiti per la protezione speciale, rivolgiti a un avvocato o a un'associazione specializzata in diritto dell'immigrazione. La domanda può essere presentata anche tramite PEC dal tuo difensore direttamente alla Questura competente, come confermato da questa sentenza del Tribunale di Firenze. Per approfondire, consulta la scheda di Melting Pot dedicata alla protezione speciale.