Centri estivi: l'inclusione la pagano le famiglie
Comuni e strutture scaricano sui genitori i costi degli assistenti per i bambini disabili.
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البلديات والمراكز تُحمّل الأهل تكاليف المساعدين للأطفال ذوي الإعاقة.
L'estate per molti bambini con disabilità in Italia significa una sola cosa: restare a casa. Non perché non esistano centri estivi, ma perché partecipare ha un costo che la legge non dovrebbe far ricadere sulle famiglie — eppure succede, puntualmente, ogni anno. La storia si ripete: i genitori fanno la domanda di iscrizione, il centro risponde che senza un assistente dedicato o un educatore di supporto non può accettare il bambino, e il Comune — che dovrebbe garantire queste figure — si sfila, rimandando la palla alle famiglie stesse.
Il problema è strutturale. Le leggi italiane tutelano il diritto all'inclusione anche fuori dalla scuola, ma nella pratica i Comuni non sempre destinano risorse sufficienti per coprire i costi degli operatori nei centri estivi. Risultato: molte famiglie si trovano a dover pagare di tasca propria un assistente privato — spesso centinaia di euro al mese — oppure rinunciare. E quando rinunciano, sono i bambini a pagare il prezzo più alto: isolamento, mancanza di socializzazione, un'estate persa. Per le famiglie di origine araba o immigrate, che già navigano tra burocrazia, barriere linguistiche e redditi spesso più bassi, questo peso diventa ancora più schiacciante. Conoscere i propri diritti non basta se poi esercitarli costa.
Cosa si può fare concretamente? Prima di tutto, è utile sapere che il diritto all'inclusione nei centri estivi è riconosciuto e che i Comuni sono tenuti a garantire il supporto necessario. Se il Comune nega o non risponde, si può contattare associazioni come FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) o ANFFAS, che offrono supporto legale e orientamento. È possibile anche presentare un ricorso al TAR o una segnalazione al Difensore civico regionale. Non bisogna accettare il silenzio o il rimando come risposta definitiva.
Info pratica: Se tuo figlio ha una disabilità certificata e il centro estivo o il Comune ti chiede di pagare l'assistente, puoi contattare FISH Italia o ANFFAS per ricevere orientamento gratuito. Conserva sempre tutto per iscritto: le comunicazioni con il Comune e con il centro sono fondamentali in caso di ricorso.