Confindustria: con la guerra in Medio Oriente crescita a zero
Il Centro Studi stima +0,6% per il prossimo anno: pesano caro energia e tassi alti
كونفيندوستريا: مع حرب الشرق الأوسط سيتوقف النمو عند الصفر
يقدّر مركز الدراسات نموًا بنسبة 0,6% في العام المقبل: غلاء الطاقة وارتفاع الفائدة يثقلان الاقتصاد
L'economia italiana rallenta, e Confindustria lancia l'allarme. Il Centro Studi degli industriali ha rivisto al rialzo le stime per quest'anno, ma per il prossimo la crescita si ferma a +0,6%. Non è una frenata da poco. E c'è un avvertimento chiaro: se in Medio Oriente non torna la pace, la crescita può azzerarsi.
Il punto è che la guerra non resta lontana: passa dalle bollette. Il caro energia e i tassi alti frenano consumi e investimenti, cioè proprio i due motori che dovrebbero tenere in piedi l'economia. Quando le famiglie spendono meno e le imprese rinviano gli investimenti, il rallentamento diventa un fatto concreto. Gli industriali puntano il dito anche contro l'Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, definito «un macigno per le imprese».
E per chi vive in Italia da immigrato, che cosa cambia? Molto, anche se non si vede subito. Le comunità immigrate lavorano spesso in settori sensibili alla congiuntura: industria, edilizia, logistica, servizi. Quando le imprese rallentano, i primi a pagare sono di solito i contratti più fragili. Prendiamo una persona con un permesso di soggiorno per lavoro in scadenza: se l'azienda non rinnova il contratto, rinnovare il permesso diventa più difficile. Anche l'affitto e le bollette pesano di più sulle famiglie immigrate, che in genere hanno meno margine di risparmio. E per chi manda soldi ai familiari all'estero, un reddito più incerto significa rimesse più piccole.
Il messaggio, insomma, è questo: la crescita dell'Italia dipende anche da quello che succede nel Mediterraneo allargato. Chi guarda al mondo arabo non può considerarlo un dossier separato dall'economia di casa nostra.
Info pratica: se il tuo contratto sta per scadere e hai un permesso di soggiorno per lavoro, parlane per tempo con un patronato o con un sindacato. Conserva buste paga e contratti: ti serviranno per il rinnovo.