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Gaza, l'estate che brucia: perché nessuno è sceso in piazza contro Hamas
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Mada Masr · Fonte ↗ · 4 luglio 2026٤ يوليو ٢٠٢٦

Gaza, l'estate che brucia: perché nessuno è sceso in piazza contro Hamas

La popolazione di Gaza stretta in una morsa.

غزة، الصيف الذي يحترق: لماذا لم ينزل أحد إلى الشارع احتجاجاً على حماس

سكان غزة في قبضة الكماشة

Gli appelli sui social per manifestare contro Hamas a Gaza sono rimasti senza risposta. Nessuna piazza, nessun raduno. Ma il silenzio non è consenso: racconta una società spezzata tra il desiderio di protestare, la paura delle conseguenze e un caldo estivo che trasforma le tende in trappole mortali. Il commento di Arabita a partire dall'analisi di Mada Masr.
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C'è un silenzio che parla più di mille slogan. Nelle ultime settimane, giornalisti e attivisti palestinesi hanno lanciato appelli sui social per organizzare manifestazioni contro Hamas a Gaza. Il risultato? Piazze vuote, raduni mai nati, chiamate cadute nel nulla. Secondo Mada Masr, quella assenza racconta una storia molto più complessa di quanto sembri dalla lettura occidentale del conflitto.

La narrazione dominante in Europa tende a dividere il mondo gazawi in due blocchi netti: chi sostiene Hamas e chi lo combatte. La realtà che emerge dal reportage del media egiziano è tutt'altra. La popolazione di Gaza non ha disertato le piazze per paura soltanto, né per obbedienza cieca. Ha disertato perché vivere sotto le tende d'estate a Gaza significa sopravvivere letteralmente dentro un forno. Temperature insopportabili, nessuna acqua, nessuna energia. Il corpo umano, ridotto a questo, non manifesta: resiste.

Eppure la frattura esiste. C'è una parte della società civile gazawi — piccola, esausta, ma reale — che vorrebbe alzare la voce contro la gestione del potere da parte di Hamas, contro scelte politiche e militari che ricadono ogni giorno sulla pelle dei civili. Ma tra il volere e il potere fare c'è un abisso che si chiama paura delle conseguenze, e un altro che si chiama sopravvivenza quotidiana. Non è dissidenza repressa in senso classico: è dissidenza soffocata dalla catastrofe stessa.

Questa distinzione è fondamentale per chi vuole capire davvero Gaza, e non solo per chi la osserva da fuori con i propri schemi ideologici già pronti. L'angolo che Mada Masr offre è prezioso proprio perché non cerca di strumentalizzare il vuoto delle piazze né a favore di Hamas né contro. Descrive una società frantumata, non silenziosa per scelta.

Il punto che Arabita vuole sottolineare è questo: il silenzio politico di Gaza non è consenso. Ma non è nemmeno resistenza organizzata. È lo spazio impossibile in cui si trova una popolazione intrappolata tra la violenza della guerra, il controllo del territorio da parte di Hamas e l'indifferenza strutturale della comunità internazionale verso le sue condizioni materiali.

Leggere questa notizia solo come un fallimento del dissenso sarebbe un errore. Leggerla come la fotografia di una società che ancora esiste, che pensa, che vorrebbe agire — nonostante tutto — è più onesto, e molto più utile.

Rassegna a cura di Arabita · Fonte: Mada Masr · Articolo originale ↗
عرض صحفي من إعداد عربيطا · المصدر: Mada Masr · المقال الأصلي ↗
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