CPR di Trento: i documenti sono segreto di Stato
Due associazioni chiedono gli atti sul progetto a Maso Visintainer e si sentono dire no.
مركز احتجاز ترينتو: الوثائق سرّ دولة
جمعيتان تطلبان وثائق مشروع ماسو فيزينتاينر فتُرفض طلبهما.
Se pensi che chiunque possa chiedere informazioni su come viene costruito un CPR — un Centro di Permanenza per il Rimpatrio — e ottenere risposta, la storia di Trento ti farà ricredere. Cittadinanzattiva e l'Assemblea Antirazzista Trentina hanno presentato una richiesta di accesso civico generalizzato per mettere le mani sui documenti relativi alla progettazione del nuovo CPR a Maso Visintainer. La risposta? No. Tutto segreto.
Il motivo ufficiale è che i CPR rientrano nella categoria delle "opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale". In pratica, costruire un centro dove vengono trattenute persone in attesa di espulsione viene equiparato, dal punto di vista della trasparenza, a una base militare o a un'installazione strategica dello Stato. Questo significa che nessun cittadino — e nessuna associazione — può accedere agli atti che riguardano la progettazione, i costi o le modalità di realizzazione di queste strutture, nemmeno usando gli strumenti che la legge italiana mette a disposizione per garantire la trasparenza amministrativa.
Per chi vive in Italia con un permesso di soggiorno, per chi ha familiari che potrebbero finire in uno di questi centri, o semplicemente per chi vuole capire come funziona il sistema dei rimpatri, questa vicenda dice una cosa molto chiara: i CPR sono una zona grigia, sottratta al controllo pubblico. Non si sa come vengono progettati, quanto costano, chi li gestisce davvero. E ora si aggiunge anche un precedente formale: chiedere non basta, perché la risposta può essere un muro.
Cosa sapere: Se sei straniero in Italia e hai paura di finire in un CPR, l'unica strada concreta è affidarsi a un'associazione legale specializzata o a uno sportello immigrazione del territorio. Organizzazioni come ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) offrono supporto gratuito e possono aiutarti a capire i tuoi diritti in caso di fermo o trattenimento. Non aspettare che la situazione precipiti: informati prima.