Decreto flussi: il TAR dà ragione al lavoratore contro la Prefettura
Sentenza del TAR Lazio: il reddito del datore si valuta in prospettiva, la richiesta di certificazione alloggiativa è sufficiente
Se stai seguendo una pratica per il decreto flussi in attesa del nulla osta, una recente sentenza del TAR Lazio è importante. La Sezione Prima Ter del Tribunale Amministrativo Regionale si è pronunciata su un caso concreto: la Prefettura di Roma aveva revocato il nulla osta contestando la capacità economica del datore di lavoro e l'idoneità alloggiativa dell'abitazione proposta.
Il tribunale ha bocciato entrambe le contestazioni. Sul reddito del datore, il TAR ha stabilito che la valutazione non deve fermarsi al momento della domanda, ma considerare anche le prospettive economiche dell'azienda. Non basta il bilancio dell'ultimo anno: bisogna guardare la solidità complessiva dell'impresa, soprattutto per le piccole aziende che attraversano periodi difficili.
Sull'idoneità alloggiativa, la sentenza è ancora più chiara: è sufficiente che il datore abbia presentato la *richiesta* di certificazione. L'assenza del certificato definitivo non può essere motivo di rigetto.
Questa sentenza rappresenta una buona notizia per chi naviga il decreto flussi. Le prefetture hanno spesso adottato criteri molto restrittivi, bloccando pratiche per motivi formali. Il TAR ricorda che la procedura deve essere valutata in modo ragionevole, non meccanico. Se la tua pratica è stata rigettata per motivi simili, consulta un legale specializzato in diritto dell'immigrazione.
Info pratica: Se hai ricevuto diniego per reddito del datore o alloggio, puoi fare ricorso al TAR. Questa sentenza può essere usata come precedente a tuo favore. Rivolgiti a un patronato o sportello legale specializzato per valutare la tua situazione.
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