Assegno unico: basta aspettare due anni. Ora puoi richiederlo subito con il permesso di soggiorno
La legge rimuove l'ostacolo della residenza. Una chance concreta per le famiglie straniere, arabe e nordafricane incluse
Se hai figli a carico e un permesso di soggiorno in corso di validità, c'è una notizia che non puoi perderti. La legge L. 50/2026 ha cambiato le regole per l'Assegno unico universale, il sussidio mensile che lo Stato italiano riconosce alle famiglie per ogni figlio.
La novità più importante riguarda chi viene da fuori l'Unione Europea. Prima, bisognava provare due anni di residenza in Italia per accedere al contributo. Un muro che bloccava molte famiglie appena arrivate o con documenti in fase di rinnovamento. Adesso quel requisito non esiste più: con un permesso valido puoi fare domanda senza aspettare. Per le famiglie arabe e nordafricane in Italia significa avere accesso immediato a un sostegno economico concreto.
Seconda novità: l'assegno si estende anche ai figli che vivono in un altro Paese UE. Prima era riconosciuto solo per i minori in Italia, ora vale anche per chi risiede in qualunque Stato membro dell'Unione.
Come fare: presenta domanda all'INPS con ISEE aggiornato. Il sussidio dipende dal reddito e dal numero di figli. Puoi richiedere sul sito INPS o attraverso un patronato, che ti assiste gratis. Per informazioni, contatta le associazioni di tutela dei diritti degli stranieri nella tua zona.
النص غير متوفر.