Cercare casa in Italia: contratti, registrazione, discriminazioni e case popolari
Il contratto non registrato è nullo, il deposito non supera tre mensilità, l'annuncio «no stranieri» è illegale. E per le case popolari due sentenze hanno cambiato le regole per gli stranieri.
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العقد غير المسجَّل باطل، والوديعة لا تتجاوز ثلاثة أشهر، وإعلان «لا للأجانب» غير قانوني. وفي السكن الشعبي غيّر حكمان قضائيان القواعد بالنسبة إلى الأجانب.
«Affittasi bilocale, no stranieri.» Annunci così esistono ancora, anche se sono illegali. Chi è arrivato in Italia da fuori dall'Unione europea lo sa: cercare casa è spesso la parte più dura. Il proprietario chiede garanzie che nessuno ha, il contratto «si fa dopo», la residenza «non si può». Questa guida spiega i tuoi diritti, i tipi di contratto e come funzionano le case popolari.
I tipi di contratto
In Italia i contratti di affitto per abitare sono soprattutto questi:
- 4+4 (canone libero): dura quattro anni e si rinnova automaticamente per altri quattro. L'affitto lo decidono le parti.
- 3+2 (canone concordato): dura tre anni più due. L'affitto segue tabelle decise dal Comune con i sindacati degli inquilini e dei proprietari, ed è in genere più basso. Per il proprietario ci sono vantaggi fiscali, quindi puoi proporlo tu.
- Transitorio: da uno a diciotto mesi, solo per esigenze temporanee scritte nel contratto (per esempio un lavoro a termine).
- Per studenti universitari: da sei mesi a tre anni.
L'inquilino può lasciare la casa prima della scadenza per gravi motivi, con un preavviso di sei mesi, se il contratto non dice diversamente.
La registrazione: la regola più importante
Il contratto deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma. Di solito lo fa il proprietario, ma è nell'interesse di tutti e due. Chiedi sempre la ricevuta di registrazione.
Perché è così importante:
- un contratto non registrato è nullo;
- senza contratto registrato è difficile ottenere la residenza, e senza residenza è difficile avere la carta d'identità, il medico di base, l'iscrizione all'anagrafe dei figli;
- per il ricongiungimento familiare e per alcuni rinnovi del permesso serve dimostrare di avere un alloggio, con un contratto in regola e il certificato di idoneità alloggiativa del Comune.
Se il proprietario ti propone l'affitto «in nero», con un canone più basso, sappi che in quel momento risparmia lui, non tu.
Il deposito e le spese
Il deposito cauzionale, cioè la somma che dai all'inizio come garanzia, non può superare tre mensilità di affitto. Ti va restituito alla fine, con gli interessi, se la casa è in buono stato. Le spese di condominio per i servizi (pulizia, luce delle scale, riscaldamento centralizzato) sono di solito a carico dell'inquilino; i grandi lavori, come il rifacimento del tetto, sono del proprietario. Fai sempre delle foto della casa il giorno in cui entri.
Prima di firmare: cinque controlli
1. Chi ti affitta la casa è davvero il proprietario? Chiedi un documento e, se hai dubbi, una visura catastale.
2. Il contratto è scritto, con il tuo nome, la durata, l'importo e chi paga cosa?
3. C'è l'impegno a registrarlo entro 30 giorni?
4. Non pagare mai soldi in contanti senza ricevuta, e diffida di chi chiede un anticipo per «bloccare» la casa prima di fartela vedere.
5. Leggi tutto, anche le clausole piccole. Se non capisci, fatti aiutare da qualcuno che legge bene l'italiano o da un sindacato degli inquilini.
Rifiutare un inquilino perché straniero è discriminazione
Il Testo unico sull'immigrazione considera discriminatorio rifiutare a una persona l'accesso all'alloggio per la sua origine, nazionalità o religione. Un annuncio con «no stranieri» è illegale, e lo è anche l'agenzia che lo pubblica. Puoi segnalarlo all'UNAR, l'ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali, o a un'associazione che si occupa di discriminazioni. Fai uno screenshot dell'annuncio prima che venga cancellato.
Le case popolari
Le case popolari, che la legge chiama edilizia residenziale pubblica (ERP), sono alloggi del Comune o delle aziende regionali per la casa, con un affitto basso legato al reddito. Le regole cambiano da Regione a Regione, ma alcuni punti valgono ovunque.
Possono fare domanda gli stranieri con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure con un permesso di almeno due anni e un lavoro regolare. Servono poi un reddito e un ISEE sotto la soglia della Regione, e non avere altre case adatte.
Due sentenze hanno cambiato molto le cose per gli stranieri:
- nel 2020 la Corte costituzionale (sentenza 44) ha cancellato la regola lombarda che chiedeva almeno cinque anni di residenza o di lavoro nella Regione per fare domanda;
- nello stesso anno il Tribunale di Milano ha giudicato discriminatoria la richiesta, solo agli stranieri, di documenti del paese d'origine per dimostrare di non avere case all'estero. Spesso quei documenti sono impossibili da ottenere. Anche altre Regioni hanno dovuto cambiare le regole.
Resta l'obbligo, per tutti, di dichiarare le proprietà all'estero nell'ISEE.
Le domande si fanno quando il Comune o la Regione aprono un bando, quasi sempre online. Le liste d'attesa sono lunghe, a volte anni: conviene fare domanda appena possibile e rinnovarla.
Aiuti per l'affitto
Esistono contributi per chi ha un reddito basso e paga un affitto troppo alto, ma dipendono dai bandi della Regione e del Comune, che cambiano ogni anno. Controlla il sito del tuo Comune o chiedi a un CAF. C'è anche una detrazione nella dichiarazione dei redditi per gli inquilini con reddito basso e per i giovani sotto i 31 anni che affittano la loro abitazione principale.
Se non riesci più a pagare per una causa che non dipende da te, per esempio perché hai perso il lavoro, alcuni Comuni hanno un fondo per la «morosità incolpevole». Chiedi ai servizi sociali prima che arrivi lo sfratto.
Dove chiedere aiuto
I sindacati degli inquilini (come SUNIA, SICET e Unione Inquilini) controllano i contratti, aiutano con il canone concordato e seguono gli sfratti. Il Comune, con i servizi sociali, può aiutarti nei casi di emergenza. E sulle cose da fare in Comune, dalla residenza alla carta d'identità, abbiamo una guida: https://arabita.news/it/articolo/578.
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