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Il Comune: che cosa fa, quali servizi ti dà e come usarli
Joshua Brown · Pexels

Il Comune: che cosa fa, quali servizi ti dà e come usarli

Residenza, carta d'identità, certificati, matrimonio, asili e mense, assistenti sociali, la tassa sui rifiuti: quasi tutto passa dal Comune. Una guida per orientarsi tra gli sportelli, con le novità 2026.

البلدية: ماذا تفعل، أي خدمات تقدّم لك وكيف تستخدمها

الإقامة، بطاقة الهوية، الشهادات، الزواج، الحضانات والمطاعم، الأخصائيون الاجتماعيون، ضريبة القمامة: تقريباً كل شيء يمر عبر البلدية. دليل للتعامل مع الشبابيك، مع المستجدات في 2026.

Residenza, carta d'identità, certificati, asili, servizi sociali, TARI: cosa fa il Comune e come usarne i servizi. Con le novità 2026 sulla carta cartacea.

Youssef si è trasferito da Agrigento a Parma per un nuovo lavoro. Nella prima settimana ha scoperto che il Comune era dappertutto: per cambiare residenza, per avere la carta d'identità nuova, per iscrivere la figlia all'asilo, per chiedere la mensa scolastica. Il mese dopo gli è arrivata anche la bolletta della TARI, la tassa sui rifiuti, con il logo del Comune. «In Marocco», racconta, «il comune era un ufficio dove andavi una volta ogni dieci anni. Qui ci vado una volta al mese».

Il Comune è l'istituzione più vicina a chi vive in Italia, italiano o straniero. Conoscerlo fa risparmiare tempo, soldi e file.

Che cos'è il Comune

In Italia i Comuni sono 7.894, secondo l'ISTAT, dal più grande, Roma, ai paesi di poche decine di abitanti. Ognuno ha un sindaco, una giunta, cioè gli assessori scelti dal sindaco, e un consiglio comunale, eletto dai cittadini. Le città più grandi sono divise in parti con propri uffici: Milano ha 9 Municipi, Roma 15.

Il Comune si occupa dei servizi alla persona e del territorio: anagrafe, scuole dell'infanzia, servizi sociali, strade, rifiuti, polizia locale, urbanistica. Per molti servizi esiste un URP, l'ufficio relazioni con il pubblico, che spiega a quale sportello andare.

Anagrafe e residenza

La residenza è la porta d'ingresso a quasi tutto: carta d'identità, medico di base, assegni, graduatorie per la casa. Si chiede all'anagrafe del Comune in cui vivi davvero, entro 20 giorni dal trasloco. Si può fare online, sul portale dell'anagrafe nazionale ANPR con SPID o carta d'identità elettronica, oppure via email, posta o allo sportello. È gratis. Gli stranieri extra UE presentano il passaporto e il permesso di soggiorno, o la ricevuta del rinnovo.

L'ufficio registra la domanda entro due giorni lavorativi, poi la polizia locale può passare a verificare che abiti davvero a quell'indirizzo, e la pratica si chiude entro 45 giorni. Chi te la può negare e chi no, e come funziona la residenza per chi non ha una casa, lo spieghiamo nella guida all'iscrizione anagrafica.

C'è una regola che molti stranieri non conoscono. Ogni volta che rinnovi il permesso di soggiorno, entro 60 giorni devi tornare all'anagrafe, o mandare il nuovo permesso, per confermare che abiti ancora lì: è il rinnovo della dichiarazione di dimora abituale (articolo 7 del regolamento anagrafico). Se non lo fai, dopo un anno dalla scadenza del vecchio permesso il Comune può cancellarti, dopo averti avvisato e averti dato 30 giorni per rimediare. Perdere la residenza può creare problemi seri, per esempio quando si contano gli anni per la cittadinanza.

Una volta residente, molti certificati si scaricano gratis da ANPR, con SPID o CIE; resta la marca da bollo quando la legge la prevede. Ricorda però che con gli uffici pubblici i certificati non servono: basta un'autocertificazione.

La carta d'identità

Chi è residente, anche straniero, può chiedere la carta d'identità elettronica, la CIE. Si prenota sull'agenda online del Ministero dell'Interno o direttamente in Comune, e costa circa 22 euro, una cifra che può cambiare di poco da Comune a Comune. Per gli stranieri la carta riporta la scritta «non valida per l'espatrio»: per viaggiare serve sempre il passaporto. La CIE è utile soprattutto per un'altra ragione: con la CIE si accede ai servizi online, come spieghiamo nella guida a SPID e CIE.

Se hai ancora la vecchia carta d'identità di carta, cambiala. Dal 3 agosto 2026 non vale più per i viaggi all'estero, per una regola europea. Un decreto del governo di giugno 2026 permette di usarla ancora in Italia per un periodo limitato, fino al 31 gennaio 2027 per sanità, pensioni, uffici pubblici, banche e poste, ma con la sola carta di carta non si possono più aprire nuovi contratti, come un conto, un'utenza o lo SPID.

Nascite, matrimoni e lo stato civile

L'ufficio di stato civile registra nascite, matrimoni, unioni civili e morti. Il matrimonio civile si celebra in Comune. Lo straniero deve presentare il nulla osta del consolato del suo paese, ma non serve il permesso di soggiorno: lo ha stabilito la Corte costituzionale nel 2011. Anche la nascita di un figlio si dichiara in Comune, o direttamente in ospedale nei primi giorni.

Servizi sociali e scuola

Il Comune ha assistenti sociali che aiutano le famiglie in difficoltà: contributi economici, sostegno per la casa, aiuto per anziani e persone con disabilità, tutela dei minori. Per parlarci si va allo sportello del segretariato sociale o del Municipio. Alcune città hanno uffici dedicati agli stranieri: a Milano, per esempio, c'è un'unità per le politiche per l'inclusione e l'immigrazione in via Scaldasole 5.

Il Comune gestisce anche asili nido, scuole dell'infanzia comunali, mense e trasporto scolastico, con rette calcolate sull'ISEE. Le iscrizioni ai nidi si fanno di solito a inizio anno, online: a Milano, per l'anno 2026-2027, si sono chiuse il 25 febbraio. Come si iscrivono i figli alla scuola dell'obbligo lo spieghiamo qui.

Le tasse del Comune

La TARI è la tassa sui rifiuti: la paga chi occupa una casa, proprietario o inquilino. Arriva con un avviso del Comune o dell'azienda dei rifiuti, da pagare con F24 o pagoPA. C'è anche un bonus nazionale: nel 2026 chi ha un ISEE fino a 9.796 euro, o fino a 20.000 euro con almeno quattro figli a carico, ha uno sconto del 25% sulla TARI. È automatico: basta aver fatto l'ISEE (qui la guida al CAF).

L'IMU è la tassa sugli immobili: la prima casa è esente, salvo le case di lusso, e chi ha altre case paga entro il 16 giugno e il 16 dicembre. L'addizionale comunale IRPEF, fino allo 0,8% del reddito, per chi lavora viene trattenuta direttamente in busta paga.

Partecipare

Gli stranieri extra UE non votano alle elezioni comunali; i cittadini dell'Unione europea sì, come spieghiamo nella guida al voto. Alcuni Comuni hanno però creato consulte degli stranieri o un consigliere aggiunto. A Livorno, per esempio, il consigliere aggiunto è eletto dagli stranieri extra UE residenti da almeno tre anni: in consiglio comunale può parlare, ma non votare.

Youssef, alla fine, ha imparato a usare il portale online. La figlia è al nido, la residenza è a posto. «L'unica cosa che faccio ancora allo sportello», dice, «è il rinnovo della dimora quando cambio il permesso. Così vedo una faccia e mi danno la ricevuta».

Cosa fare, passo per passo

1. Appena ti trasferisci, chiedi la residenza entro 20 giorni, online su ANPR o all'anagrafe.

2. Dopo ogni rinnovo del permesso di soggiorno, entro 60 giorni rinnova la dichiarazione di dimora abituale.

3. Chiedi la carta d'identità elettronica e sostituisci quella di carta, se ce l'hai ancora.

4. Scarica i certificati da ANPR, o usa l'autocertificazione con gli uffici pubblici.

5. Fai l'ISEE: serve per rette, mense, sconti sulla TARI e molti servizi del Comune.

6. Segna le scadenze delle iscrizioni ai nidi e alle mense, che di solito cadono a inizio anno.

7. Se sei in difficoltà, chiedi un appuntamento con l'assistente sociale del tuo Municipio o del Comune.

Dove andare: anagrafe e stato civile, URP, servizi sociali e segretariato sociale, ufficio scuola, ufficio tributi del Comune; portale ANPR per residenza e certificati. Costi: residenza gratuita, carta d'identità elettronica circa 22 euro, certificati online gratuiti salvo il bollo. Tempi: 20 giorni per dichiarare il trasloco, 45 per chiudere la pratica di residenza, 60 giorni dopo ogni rinnovo del permesso per la dimora abituale.

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