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La NASpI: il sussidio di disoccupazione, chi lo prende, quanto vale e come non perderlo

La NASpI: il sussidio di disoccupazione, chi lo prende, quanto vale e come non perderlo

Se perdi il lavoro senza averlo scelto, l'INPS ti paga un assegno mensile, ma la domanda va fatta entro 68 giorni.

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La NASpI spetta a chi perde il lavoro senza volerlo e ha 13 settimane di contributi. Domanda entro 68 giorni; nel 2026 arriva a 1.584,70 euro lordi.

Il contratto di Karim, magazziniere in un centro logistico vicino a Piacenza, scadeva il 30 settembre e nessuno gliel'ha rinnovato. L'ultimo giorno il capo reparto gli ha stretto la mano: «Fai la disoccupazione, intanto». Karim annuisce, ma non sa che cosa sia, dove si chieda, né quanto tempo abbia per farlo. Soprattutto non sa che ogni giorno di attesa, in questa storia, può costargli soldi.

Cos'è

La «disoccupazione» di cui si parla al bar ha un nome ufficiale: NASpI, Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego. È un assegno mensile che l'INPS paga a chi lavorava come dipendente e ha perso il lavoro senza volerlo. Non è un regalo né un aiuto per i poveri: è un'assicurazione, pagata con i contributi che tu e il tuo datore di lavoro avete versato mentre lavoravi. Per questo spetta anche agli stranieri, alle stesse condizioni degli italiani.

Riguarda la grande maggioranza dei dipendenti del settore privato: contratti a tempo indeterminato e a termine, apprendisti, soci lavoratori di cooperativa, colf e badanti. Restano fuori i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli, che hanno una disoccupazione agricola con regole proprie.

Chi ne ha diritto: le due condizioni

La prima condizione è aver perso il lavoro in modo involontario. Vale se ti hanno licenziato, anche per motivi disciplinari, o se il tuo contratto a termine è scaduto. Vale anche se ti sei dimesso per giusta causa, cioè per colpa del datore di lavoro: il caso più comune è lo stipendio che non arriva. E vale in alcuni casi particolari. Per esempio le dimissioni durante il periodo tutelato della maternità, o l'accordo con il datore per chiudere il rapporto firmato in una sede di conciliazione. Oppure il rifiuto di un trasferimento a più di 50 chilometri da casa.

Non vale se ti dimetti di tua volontà. E dal 2025 c'è una trappola nuova, da conoscere bene. Se smetti di presentarti al lavoro senza giustificazione per più di quindici giorni (o per il periodo previsto dal tuo contratto collettivo), il datore di lavoro può comunicarlo all'Ispettorato del lavoro. A quel punto il rapporto si considera chiuso per «dimissioni per fatti concludenti». Per l'INPS sono dimissioni volontarie, quindi niente NASpI. Se hai un problema con il lavoro, sparire non è mai la soluzione: parlane con un sindacato o un patronato prima.

La seconda condizione riguarda i contributi: servono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni prima della perdita del lavoro. In pratica, circa tre mesi di lavoro regolare. Il lavoro in nero non conta, perché nessuno ha versato niente.

C'è poi una regola aggiunta dalla legge di bilancio 2025. Se nei dodici mesi prima hai lasciato di tua volontà un contratto a tempo indeterminato e poi hai perso il lavoro successivo, le 13 settimane devi averle maturate nel nuovo lavoro. Serve a impedire il giro «mi dimetto, trovo un lavoretto breve, prendo la disoccupazione».

E il permesso di soggiorno?

Perdere il lavoro non significa perdere il permesso. Chi ha un permesso per lavoro e resta disoccupato può ottenere un permesso per attesa occupazione, che dura almeno un anno, oppure per tutto il periodo della NASpI, se è più lungo. Durante la NASpI l'INPS ti accredita anche i contributi figurativi: nessuno li versa, ma contano per la pensione come quelli veri. Come funziona il permesso, tipo per tipo, lo trovi in questa guida.

Quanto vale

Il calcolo parte dalla tua retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, lorda. Fino a 1.456,72 euro (la soglia per il 2026) la NASpI vale il 75% di quella cifra. Sopra la soglia si aggiunge il 25% della parte che la supera. In ogni caso non si va oltre 1.584,70 euro al mese, il massimo fissato per il 2026.

Un esempio. Se guadagnavi in media 1.400 euro lordi al mese, la NASpI parte da 1.050 euro lordi. Lordi, perché sulla NASpI si pagano le tasse come su uno stipendio: quello che arriva sul conto è un po' meno.

L'importo poi scende. Dal sesto mese si riduce del 3% ogni mese; per chi ha compiuto 55 anni la riduzione parte dall'ottavo mese. Se fai i conti di casa sulla prima cifra, dopo qualche mese non tornano più.

Quanto dura

La NASpI dura la metà delle settimane di contributi degli ultimi quattro anni, fino a un massimo di 24 mesi. Hai lavorato un anno? Prendi sei mesi. Quattro anni pieni? Due anni di NASpI. Le settimane già usate per una disoccupazione precedente non si contano due volte.

Come si chiede, e perché conviene non aspettare

La domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla fine del lavoro. Oltre quel termine il diritto si perde. Ma aspettare anche dentro i 68 giorni costa: se fai domanda entro l'ottavo giorno, la NASpI parte dall'ottavo giorno dopo la fine del lavoro; se la fai più tardi, parte dal giorno dopo la domanda. I giorni in mezzo li perdi.

La domanda si fa solo online: da solo su MyINPS, l'area personale del sito dell'INPS, con SPID, CIE o CNS (le credenziali digitali, spiegate qui), oppure tramite un patronato, che la presenta per te gratuitamente. Se non hai lo SPID o l'italiano dei moduli ti mette in difficoltà, il patronato è la strada più semplice: come funziona lo spieghiamo qui.

Prepara prima alcune cose: documento d'identità e permesso di soggiorno (o ricevuta del rinnovo), codice fiscale, la lettera di licenziamento o il contratto scaduto, e soprattutto un IBAN intestato o cointestato a te. Senza un conto a tuo nome l'INPS non ti paga: se non ce l'hai, qui trovi come aprirlo.

Dopo la domanda: gli obblighi

Presentare la domanda vale anche come dichiarazione di disponibilità a lavorare. Da quel momento sei iscritto in automatico alla piattaforma pubblica per la ricerca di lavoro, il SIISL, e devi presentarti al Centro per l'impiego per firmare il patto di servizio, di norma entro quindici giorni. Da lì possono arrivare convocazioni, corsi, offerte. Se non ti presenti senza un motivo valido, la NASpI si riduce e, nei casi più gravi, si perde. Tieni d'occhio la posta, le email e l'area personale dell'INPS.

Se trovi un altro lavoro

Trovare un lavoro non è sempre una cattiva notizia per la NASpI. Se il nuovo contratto da dipendente dura al massimo sei mesi, la NASpI si sospende e riparte quando finisce. Se guadagni poco, può restare, ridotta. Anche con un lavoro autonomo o con partita IVA può continuare, ridotta dell'80% del reddito che prevedi di guadagnare.

In tutti i casi c'è una regola che non ammette distrazioni: devi comunicare all'INPS il nuovo lavoro e il reddito previsto entro 30 giorni. Se non lo fai, rischi di perdere la NASpI, oppure che l'INPS ti chieda indietro, mesi dopo, tutto quello che ti ha pagato nel frattempo.

E se vuoi aprire un'attività tua, puoi chiedere in anticipo la NASpI che ti resta, per usarla come capitale di partenza. Dal 2026 l'anticipo si paga in due rate: il 70% subito e il 30% dopo. Prima di scegliere questa strada fatti fare i conti da un patronato, perché le condizioni sono rigide.

Cosa fare, passo per passo

1. Appena finisce il lavoro, controlla il motivo: licenziamento, contratto scaduto o dimissioni per giusta causa danno diritto alla NASpI; le dimissioni volontarie no.

2. Verifica di avere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni. Puoi controllarle nell'estratto conto contributivo su MyINPS o con un patronato.

3. Prepara documento, permesso di soggiorno o ricevuta, codice fiscale, lettera di licenziamento o contratto, IBAN a tuo nome.

4. Presenta la domanda online su MyINPS o tramite patronato, se puoi entro 8 giorni e comunque entro 68 giorni dalla fine del lavoro.

5. Entro circa quindici giorni presentati al Centro per l'impiego per il patto di servizio, e rispondi a ogni convocazione.

6. Se il tuo permesso era per lavoro, chiedi il permesso per attesa occupazione prima che scada quello che hai.

7. Se trovi un lavoro, anche breve o piccolo, comunicalo all'INPS entro 30 giorni.

Dove andare: MyINPS online, oppure un patronato. Costi: nessuno, la domanda è gratuita anche tramite patronato. Tempi: domanda entro 68 giorni dalla fine del lavoro; importo e durata dipendono dai contributi degli ultimi quattro anni, con un massimo di 1.584,70 euro lordi al mese e 24 mesi.

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