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Il permesso di soggiorno: cos'è, quante tipologie esistono e come si ottiene la prima volta

Il permesso di soggiorno: cos'è, quante tipologie esistono e come si ottiene la prima volta

Tutto quello che devi sapere per presentare la domanda di permesso di soggiorno senza errori e nei tempi giusti.

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Arrivare in Italia con il visto non è abbastanza: entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso bisogna avviare la richiesta del permesso di soggiorno, che si ottiene tramite il kit postale e un appuntamento in Questura. Questa guida spiega le tipologie principali, i costi e i passi da seguire, dall'ufficio postale fino al ritiro della card elettronica.

Tra visto, kit postale e appuntamento in Questura: la guida per chi deve fare la prima richiesta e non sa da dove iniziare

Sei appena arrivato in Italia. Hai il visto sul passaporto, magari un contratto di lavoro o un ricongiungimento con un familiare già qui, e adesso? Il visto ti ha fatto entrare, ma da solo non ti autorizza a restare. Il documento che conta da questo momento in poi è un altro: il permesso di soggiorno. Ed è qui che molti si incastrano, perché nessuno spiega davvero come funziona, quali moduli servono, quanto costa e — soprattutto — quanto tempo hai per muoverti prima che la tua posizione diventi irregolare.

Visto e permesso di soggiorno non sono la stessa cosa

Il visto lo rilascia l'ambasciata o il consolato italiano nel tuo paese d'origine, prima che tu parta. Serve solo per entrare. Il permesso di soggiorno lo rilascia invece la Questura italiana, ed è quello che ti autorizza a restare sul territorio per il periodo e per il motivo indicato — lavoro, famiglia, studio, protezione. Senza visto, nella maggior parte dei casi non puoi nemmeno chiedere il permesso, salvo eccezioni come la protezione internazionale. Ma avere il visto non basta: la richiesta del permesso va fatta entro 8 giorni lavorativi dal tuo ingresso in Italia. Se non lo fai in tempo, rischi il rigetto della domanda.

Le tipologie principali (e quanto durano)

Non esiste "un" permesso di soggiorno uguale per tutti. La tipologia che richiedi determina la durata, cosa puoi fare e come puoi eventualmente convertirlo in futuro.

Il permesso per lavoro subordinato richiede il nulla osta della Prefettura tramite il Decreto Flussi e dura fino a 2 anni. Quello per lavoro autonomo, pensato per imprenditori e liberi professionisti con requisiti di reddito, ha anch'esso una durata massima di 2 anni. Il permesso per motivi familiari, legato al ricongiungimento con un familiare già regolarmente presente in Italia, arriva anch'esso fino a 2 anni — a patto di avere alloggio idoneo e reddito sufficiente.

Chi arriva per studio — università o corsi di formazione — riceve un permesso legato alla durata del corso, rinnovabile anno per anno se il percorso è pluriennale. Chi invece perde il lavoro può chiedere il permesso per attesa occupazione, valido almeno un anno o per la durata residua della NASpI.

Poi ci sono le protezioni: asilo (status di rifugiato) e protezione sussidiaria durano 5 anni e sono rinnovabili; la protezione speciale è una forma complementare per chi non rientra nei criteri della protezione internazionale ma rischierebbe comunque qualcosa tornando nel paese d'origine. Esiste infine il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, a tempo illimitato, ma è un discorso a parte: ne trovi la guida completa in un altro articolo di Arabita, perché richiede almeno 5 anni di residenza, un test di italiano A2 e requisiti di reddito specifici.

Il kit postale: dove si ritira e come si compila

La richiesta — sia il primo rilascio che il rinnovo — passa quasi sempre dagli uffici postali con il logo Sportello Amico. Lì ritiri gratuitamente il kit postale, la busta gialla che contiene i moduli: il Modello 1 per chi chiede il permesso per la prima volta, il Modello 2 per chi rinnova. Vanno compilati con attenzione e accompagnati dalla documentazione richiesta per il motivo di soggiorno specifico — i documenti cambiano parecchio a seconda che si tratti di lavoro, famiglia o studio, quindi conviene controllare con precisione cosa serve per il tuo caso prima di andare allo sportello.

Una volta consegnato il kit compilato, ricevi una ricevuta con l'assicurata postale. Conservala con cura, insieme al visto d'ingresso: è la prova che hai presentato la domanda nei termini, e da questo momento hai già diritto a fare (quasi) tutto quello che farebbe chi ha il permesso vero e proprio — puoi lavorare, iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale, chiedere il ricongiungimento familiare. Quello che non puoi ancora fare è viaggiare fuori dall'Italia con la sola ricevuta.

Poi arriva la Questura

Al momento stesso in cui spedisci il kit, ti viene già comunicata data e ora dell'appuntamento in cui dovrai presentarti all'Ufficio Immigrazione della Questura per i rilievi fotodattiloscopici — foto e impronte digitali. Porta un documento d'identità valido e le fotografie richieste. Alcune Questure permettono di prenotare l'appuntamento anche online tramite sistemi come Prenota Facile.

Dal 2006 il permesso viene rilasciato in formato elettronico: una card in policarbonato con microchip, simile a una carta d'identità, che contiene i tuoi dati biometrici e le informazioni sul soggiorno. Quando è pronto, ricevi un SMS con l'invito a ritirarlo di persona in Questura. Nel 2026 il problema più comune non è più la fantomatica "proroga automatica" di cui si parla spesso online, ma i tempi di lavorazione: tra convocazione, foto-segnalamento e produzione della card possono passare mesi. Proprio per questo, tieni sempre a portata di mano la ricevuta e verifica lo stato della pratica sui canali ufficiali della Polizia di Stato.

Quanto costa

Il conto è fatto di pezzi diversi. C'è la marca da bollo da 16 euro (da comprare in tabaccheria), le spese postali per la spedizione del kit — 30 euro — e il bollettino per la produzione della card elettronica, 30,46 euro. A questo si aggiunge un contributo variabile in base alla durata del permesso: circa 70,46 euro per permessi tra 3 mesi e 1 anno, circa 80,46 euro per permessi tra 1 e 2 anni. Il totale finale oscilla quindi tra i 116 e i 176 euro circa, a seconda del tipo e della durata.

Non tutti pagano lo stesso: sono esenti dal contributo variabile i minori di 18 anni, chi è in Italia per cure mediche e i suoi accompagnatori, chi chiede asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari, e chi richiede solo un duplicato o una conversione di un permesso già valido.

Cosa fare, passo per passo

Vai in un ufficio postale con Sportello Amico e ritira il kit gratuito — fallo entro 8 giorni lavorativi dal tuo ingresso in Italia. Compila il Modello 1 con cura, allegando i documenti specifici per il tuo motivo di soggiorno: se hai dubbi su cosa serve esattamente per il tuo caso, meglio verificarlo prima di consegnare, un errore qui rallenta tutto. Prepara marca da bollo, bollettino e contributo dovuto in base alla durata del permesso che richiedi. Consegna il kit allo sportello e conserva la ricevuta insieme al visto: da questo momento puoi già lavorare e accedere alla sanità. Rispetta la data dell'appuntamento in Questura per foto e impronte, portando un documento d'identità valido. Aspetta l'SMS di convocazione per il ritiro della card elettronica, e nel frattempo tieni sotto controllo lo stato della pratica sui canali della Polizia di Stato o tramite il Portale Immigrazione, così arrivi preparato anche se i tempi si allungano.

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