Pensione INPS: cosa succede ai contributi se torni a casa?
Con 20 anni di contributi hai diritto alla pensione italiana, anche dall'estero.
معاش INPS: ماذا يحدث للاشتراكات إذا عدت إلى بلدك؟
بعد 20 سنة من الاشتراكات، يحق لك الحصول على المعاش الإيطالي حتى من الخارج.
Hai lavorato in Italia per anni, hai pagato i contributi ogni mese, e ora stai pensando di tornare a casa o di andare altrove. Quei soldi versati all'INPS — li perdi? La risposta è quasi sempre no. Ma devi sapere come funziona.
Come funziona la pensione in Italia
Ogni volta che lavori regolarmente in Italia, una parte del tuo stipendio — e una parte pagata dal datore di lavoro — va all'INPS come contributi previdenziali. Questi contributi costruiscono nel tempo il tuo diritto alla pensione.
Il sistema italiano oggi funziona quasi interamente con il metodo contributivo: la pensione che riceverai è proporzionale ai contributi che hai versato nel corso della vita lavorativa. Non esiste un minimo garantito indipendentemente da quanto hai versato — salvo alcune eccezioni per chi ha redditi molto bassi.
Per avere diritto alla pensione in Italia servono in genere 20 anni di contributi e un'età minima — oggi intorno ai 67 anni per la pensione di vecchiaia ordinaria. Chi non raggiunge questi requisiti da solo può usare strumenti specifici per non perdere quello che ha versato.
Se torni nel tuo paese — i contributi rimangono tuoi
Le Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale sono accordi internazionali con cui ciascuno Stato si impegna ad assicurare la parità di trattamento e la portabilità dei diritti ai cittadini migranti dell'altro Stato.
In parole semplici: se tra l'Italia e il tuo paese esiste un accordo bilaterale, i contributi che hai versato in Italia non spariscono quando te ne vai. Puoi usarli per costruire una pensione — italiana, del tuo paese, o una combinazione dei due.
La totalizzazione internazionale non prevede il trasferimento dei contributi da uno Stato all'altro, ma consente di utilizzare i contributi maturati all'estero per raggiungere il diritto alla pensione. Significa che se hai 8 anni di contributi in Italia e 12 nel tuo paese, puoi sommarli per raggiungere i 20 anni necessari. Ogni paese paga poi la sua quota proporzionale.
Paesi arabi con accordi bilaterali con l'Italia
Questo è il punto che interessa di più ai lettori di Arabita. Il sistema di totalizzazione si applica agli Stati extra-UE con cui l'Italia ha stipulato Convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale.
Tra i paesi arabi e nordafricani, la Tunisia ha un accordo bilaterale con l'Italia che include la totalizzazione dei contributi. La Tunisia rientra anche tra i paesi con cui è prevista la totalizzazione multipla.
Marocco, Egitto, Algeria, Libano, Siria, Iraq — non hanno accordi bilaterali di sicurezza sociale con l'Italia che prevedano la totalizzazione. Per chi viene da questi paesi la situazione è diversa: i contributi versati in Italia rimangono iscritti nella posizione INPS, ma non possono essere sommati ai contributi del paese d'origine per calcolare la pensione.
Questo non significa perdere tutto — significa che dovrai raggiungere i requisiti italiani autonomamente, oppure aspettare l'età pensionabile italiana per ricevere una pensione proporzionale agli anni versati.
Cosa fare se hai pochi anni di contributi in Italia
Se hai versato meno di 20 anni di contributi in Italia e non hai un accordo bilaterale con il tuo paese, hai alcune opzioni.
La prima è il versamento volontario — puoi continuare a versare contributi all'INPS anche dopo aver lasciato l'Italia, per raggiungere il minimo richiesto. Si chiede all'INPS l'autorizzazione e si paga una quota trimestrale.
La seconda è aspettare i 65-67 anni e verificare se hai diritto a una pensione ridotta proporzionale agli anni versati — in alcuni casi anche con pochi anni di contributi si può ricevere qualcosa, a condizione di avere almeno 5 anni di versamenti.
Come controllare la tua posizione contributiva
Sul sito dell'INPS con lo SPID puoi vedere in qualsiasi momento quanti anni e mesi di contributi hai accumulato, il tuo estratto conto previdenziale completo, e una simulazione di quanto prenderesti di pensione nelle diverse ipotesi. È gratuito e si fa in pochi minuti.
Se hai lavorato in nero per anni e i contributi non sono stati versati, quei periodi non esistono ai fini pensionistici. È uno dei danni concreti e duraturi del lavoro irregolare — non si vede subito, ma si sente quando si arriva all'età pensionabile con nulla in mano.
Dove chiedere
Per situazioni complesse — anni di lavoro in più paesi, accordi bilaterali da verificare, contributi da recuperare — il patronato INCA della CGIL è specializzato in pensioni internazionali e offre consulenza gratuita. È il posto giusto da cui partire prima di prendere qualsiasi decisione su rientro o trasferimento.