Italia e tortura: i diritti restano sulla carta
Un rapporto del 21 maggio 2025 mostra che le vittime non ricevono riabilitazione adeguata
إيطاليا والتعذيب: الحقوق تبقى حبراً على ورق
تقرير صادر في 21 مايو 2025 يكشف أن الضحايا لا يحصلون على إعادة التأهيل اللازمة.
Se sei arrivato in Italia dopo aver subito torture nel tuo paese — e molte persone fuggite da Siria, Sudan, Libia, Somalia o altri paesi del mondo arabo si trovano esattamente in questa situazione — sappi che il sistema italiano di supporto alle vittime esiste sulla carta, ma nella realtà funziona molto meno di quanto dovrebbe. Questo, in sostanza, è ciò che dice un rapporto appena pubblicato.
Il 21 maggio 2025, la Rete Italiana per il Supporto alle Persone Sopravvissute a Tortura (ReSST), insieme ad Action Aid, ha pubblicato il rapporto «L'Italia e la riabilitazione delle vittime di tortura». Il documento analizza quanto l'Italia rispetti gli obblighi assunti firmando la Convenzione ONU contro la tortura. La risposta, in breve, è: poco. Nonostante dichiarazioni e raccomandazioni non vincolanti, l'Italia non ha costruito un sistema solido e accessibile per chi ha vissuto esperienze di tortura. Mancano percorsi di riabilitazione garantiti, manca un accesso uniforme ai servizi su tutto il territorio italiano, e spesso manca anche il riconoscimento formale del trauma psicologico durante le procedure di asilo o di accoglienza.
Perché questo ti riguarda, se sei un arabo in Italia o segui le vicende della comunità? Perché una fascia ampia di chi arriva sulle coste italiane o attraverso altri percorsi migratori proviene da contesti segnati da conflitti, detenzione arbitraria e violenza sistematica. Siria, Sudan, Yemen, Libia: paesi in cui la tortura è documentata come pratica diffusa. Queste persone hanno diritto, in base al diritto internazionale, a ricevere un supporto psicologico, medico e legale adeguato. E quando lo Stato italiano non garantisce questo supporto, le conseguenze ricadono direttamente sulle persone più vulnerabili.
Cosa fare se sei vittima di tortura o conosci qualcuno che lo è? La ReSST conta centri specializzati in tutta Italia che offrono supporto ai sopravvissuti alla tortura. Puoi trovare i contatti sul sito ufficiale della rete, oppure rivolgerti a uno degli uffici di Action Aid nella tua città. E se stai affrontando una procedura di asilo, chiedi esplicitamente al tuo avvocato o all'ufficio dei servizi sociali di segnalare eventuali traumi o violazioni subiti: questo può fare una differenza reale nella valutazione della tua domanda.