Il medico di base: come si sceglie, come si cambia e cosa fa (e non fa) per te
È il primo sportello della sanità pubblica: è gratuito, si sceglie in ASL e si può cambiare quando vuoi.
طبيب الأسرة: كيف تختاره، كيف تغيره وماذا يفعل (ولا يفعل) لك
هو أول نافذة في الخدمات الصحية العامة: مجاني، تختاره من الـ ASL وتستطيع تغييره متى شئت
Giovedì sera, il tuo bambino ha 39 di febbre. Oppure sei tu, con una tosse che va avanti da tre settimane e un datore di lavoro che vuole un certificato. Chiedi in giro e tutti rispondono uguale: «Chiama il medico». Quale? Non ne hai mai scelto uno. In Italia il medico che ti segue tutti i giorni, di solito, lo scegli tu, e la prima volta bisogna sapere come.
Cos'è, e perché tutto passa da lì
Il medico di base si chiama anche medico di famiglia o medico di medicina generale: sono tre nomi per la stessa persona. È un medico che lavora per il Servizio Sanitario Nazionale in convenzione, cioè con un accordo con la sanità pubblica, e per questo le sue visite sono gratuite per chi è iscritto al servizio. Per i bambini c'è il pediatra di libera scelta, con le stesse regole.
Il suo lavoro è essere il primo contatto. Ti visita in studio e, quando serve, a casa. Fa la diagnosi, prescrive farmaci, esami e visite specialistiche, segue le malattie di lunga durata come il diabete o la pressione alta, ti manda dallo specialista quando la cosa va oltre le sue competenze. E ti fa i certificati: quello di malattia, per esempio, lo scrive e lo invia lui direttamente all'INPS in via telematica. Ti dà un numero di protocollo e, se il datore di lavoro lo chiede, glielo comunichi tu. Sulle regole della malattia retribuita c'è una guida dedicata. Attenzione però: i certificati che non servono per legge o per il lavoro, come quello per iscriversi in palestra, il medico può fartli pagare. Chiedi prima.
Senza un medico di base non sei fuori dal sistema, ma sei più lento. Molte prescrizioni passano da lui, e senza la sua impegnativa (la richiesta scritta per esami e visite) in genere il servizio pubblico non ti prenota uno specialista. Il pronto soccorso funziona con un'altra logica, quella delle urgenze: ne parliamo qui.
Chi ne ha diritto
Ha diritto a un medico di base chi è iscritto al Servizio Sanitario Nazionale nella ASL, l'azienda sanitaria locale, dove ha la residenza o il domicilio. Se hai un permesso di soggiorno che prevede l'iscrizione, sei dentro: come funziona e quale permesso conta lo spieghiamo qui. La scelta si può fare nello stesso momento dell'iscrizione, allo stesso sportello.
Chi non ha un permesso di soggiorno regolare non può iscriversi, ma ha diritto alle cure urgenti ed essenziali con il tesserino STP. Non è un medico di famiglia, è un accesso alle cure.
Per i figli vale un'altra regola, e conviene conoscerla bene. I minorenni stranieri senza permesso di soggiorno vanno iscritti al Servizio Sanitario Nazionale alle stesse condizioni dei bambini italiani, pediatra compreso: lo prevede il decreto sui livelli essenziali di assistenza del 2017 (articolo 63), dopo un accordo tra Stato e Regioni del 2012. Per anni molte ASL non l'hanno applicato, anche perché senza permesso non si otteneva il codice fiscale. Nel 2022 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il codice fiscale va dato ai minori anche senza permesso. L'applicazione resta diversa da Regione a Regione. Se allo sportello ti rispondono di no, chiedi il rifiuto per iscritto e rivolgiti all'ASGI, l'associazione di giuristi che segue proprio questi casi.
Per i bambini valgono soglie di età. Il pediatra segue di norma fino a 14 anni; in alcuni casi (malattia cronica, disabilità, situazioni documentate di disagio) si può chiedere di restare dal pediatra fino ai 16. Dai 6 anni i genitori possono chiedere di passare al medico di base. A 14 anni (o a 16, nei casi previsti) bisogna sceglierne uno.
Come si sceglie
Si va alla ASL, allo sportello che si chiama «scelta e revoca». Servono un documento d'identità, il codice fiscale o la tessera sanitaria e un'autocertificazione di residenza o domicilio, cioè una dichiarazione firmata in cui scrivi dove abiti. Se ti stai iscrivendo per la prima volta al servizio sanitario, porti anche il permesso di soggiorno o la ricevuta della domanda. In molte ASL lo sportello si prenota. Per cambiare medico, in diverse Regioni basta il Fascicolo Sanitario Elettronico con SPID (nel Lazio, per esempio); in alcune si può fare anche in farmacia. Sul sito della tua ASL, cerca «scelta e revoca del medico».
Il medico va scelto nel tuo ambito territoriale, di solito il comune dove risiedi, e tra i medici che hanno ancora posto. Ogni medico ha un tetto di pazienti, il massimale, fissato dall'accordo nazionale a 1.500. Le Regioni possono alzarlo fino a 1.800. Per i familiari c'è un'eccezione: se un medico ha già raggiunto il tetto, i parenti di un suo paziente possono comunque sceglierlo.
Qui sta il problema che tutti conoscono. I medici di famiglia sono sempre di meno: secondo il rapporto GIMBE di marzo 2026 ne mancano oltre 5.700, con carenze in 18 Regioni, e in media ognuno ha 1.383 pazienti. In certe zone trovare un medico con posto libero richiede pazienza, e la carenza riguarda tutti, italiani e stranieri. Se nella tua zona nessuno ha posto, chiedi allo sportello l'elenco dei medici disponibili e cosa prevede la tua Regione in questi casi.
Come scegliere, tra quelli disponibili? Per prima cosa la distanza da casa: con la febbre non vuoi attraversare mezza città. Poi gli orari: chiedi quando riceve lo studio, se serve appuntamento, se dà un contatto per le richieste di ricette. Se ti trovi meglio con qualcuno che parla la tua lingua, nulla te lo vieta: dallo sportello puoi chiedere se l'elenco lo indica. Non c'è obbligo di motivare la scelta.
Come si cambia
Si cambia quando vuoi, senza dare spiegazioni. Vale lo stesso percorso: sportello ASL, portale regionale, in alcuni casi farmacia. Il cambio ha effetto subito o il giorno lavorativo dopo. Se ti trasferisci in un altro comune o in un'altra ASL, devi sceglierne uno nuovo. Se ti sposti per un periodo (da tre a dodici mesi, per lavoro, studio o salute), puoi chiedere una scelta temporanea nel posto dove stai.
Può succedere anche il contrario: il medico può chiedere di non seguirti più, ma soltanto per giustificati motivi. In quel caso la ASL ti scrive e ti chiede di sceglierne un altro. E la scelta segue l'iscrizione al servizio sanitario: se la tua scade con il permesso, sistema prima quella.
Cosa aspettarti da lui, e cosa no
Lo studio ha orari fissi e li deve rispettare. Se il medico è in ferie o malato, deve indicare un sostituto che fa le stesse cose. Non ti visita a ogni ora e non è un servizio d'urgenza: se tuo figlio non respira bene, se hai un dolore forte al petto o perdi conoscenza, chiami il 112 o il 118, o vai al pronto soccorso.
Tra queste due situazioni c'è un buco che spaventa: è sera, lo studio è chiuso, non è un'emergenza ma non riesci ad aspettare domattina. Per quello esiste la continuità assistenziale, la vecchia guardia medica. È gratuita: risponde un operatore, ti dà un consiglio o manda un medico. In molte zone il numero è il 116117, il numero europeo per le cure non urgenti, ma l'attivazione va avanti a macchia di leopardo: in alcune province è arrivato solo nel 2026, e dove non c'è ancora la guardia medica ha un numero locale. Anche gli orari cambiano da Regione a Regione: in Lombardia, per esempio, il servizio risponde dalle 20 alle 8 nei giorni feriali e tutto il giorno nei festivi e prefestivi, con un interprete al telefono; nel Lazio l'orario è diverso. Cerca sul sito della tua ASL numero e orari della tua zona e segnali nel telefono, prima di averne bisogno.
Un'ultima cosa sul certificato di malattia. Chi lavora deve restare reperibile all'indirizzo indicato nel certificato, nelle fasce previste per i controlli (per il settore privato di solito 10-12 e 17-19), salvo eccezioni. Chiedi al medico se nel tuo caso ne valgono.
Cosa fare, passo per passo
1. Controlla di essere iscritto al Servizio Sanitario Nazionale. Se non lo sei, inizia da questa guida.
2. Sul sito della tua ASL o della tua Regione cerca «scelta e revoca del medico». Guarda se puoi fare tutto online o se serve un appuntamento.
3. Prepara i documenti: documento d'identità, codice fiscale o tessera sanitaria, autocertificazione di residenza o domicilio. Se è la tua prima iscrizione, anche il permesso di soggiorno o la ricevuta della domanda.
4. Scegli il medico dall'elenco: vicino a casa, con orari compatibili con il tuo lavoro, con posto libero. Se non ce ne sono, chiedi cosa prevede la tua Regione.
5. Per i bambini, scegli il pediatra: lo fai nello stesso momento, con le stesse carte. Vale anche se tuo figlio non ha ancora il permesso di soggiorno.
6. Salva sul telefono l'indirizzo dello studio, gli orari e il numero della guardia medica della tua zona (116117 o il numero locale).
7. Se non ti trovi bene, cambia: si può fare in qualsiasi momento, senza motivare.
Dove andare: allo sportello «scelta e revoca» della ASL di residenza o domicilio; per il cambio, in molte Regioni anche online con SPID. Costi: nessuno, né per la scelta né per le visite. Tempi: cambiano da ASL a ASL, chiedi al momento della prenotazione; il cambio di medico, una volta fatto, ha effetto subito o entro il giorno lavorativo successivo.