Accoglienza negata: il TAR Lazio dà ragione ai rifugiati afghani
La Prefettura di Viterbo esclude due afghani dal sistema: il tribunale sospende tutto.
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Se sei un richiedente asilo e ti dicono che non hai diritto all'accoglienza perché sei entrato in Italia da un altro paese europeo, sappi che quella risposta potrebbe essere illegittima. È esattamente quello che è successo a due cittadini afghani arrivati in Italia nel marzo 2025, e la vicenda merita attenzione perché riguarda un meccanismo che si applica spesso anche a persone provenienti dal mondo arabo.
I due afghani si presentano alla Questura di Viterbo per manifestare la volontà di chiedere protezione internazionale. Sono senza casa e senza soldi, e chiedono di essere inseriti nel sistema di accoglienza. La Prefettura di Viterbo nega loro l'accesso, applicando la logica del cosiddetto "territorio di primo ingresso": in sostanza, siccome i due sarebbero entrati in Europa attraverso un altro paese, l'Italia non si considera responsabile della loro accoglienza. Un'applicazione rigida — e contestata — del Regolamento di Dublino. I due non si arrendono e ricorrono al TAR Lazio, il tribunale amministrativo regionale competente. Il TAR sospende i provvedimenti della Prefettura in via cautelare: significa che, almeno per ora, i due afghani hanno diritto a essere accolti mentre si aspetta la decisione definitiva del tribunale.
Perché questa storia è importante per chi segue le questioni legate all'immigrazione in Italia? Perché il meccanismo del "primo ingresso" viene usato spesso per escludere le persone dall'accoglienza, anche quando si trovano in una situazione di vulnerabilità concreta — senza tetto e senza risorse. Il fatto che il TAR abbia sospeso quei provvedimenti manda un segnale chiaro: quella logica non è automaticamente applicabile per negare l'accoglienza a chi ne ha bisogno. È una vittoria piccola, ma concreta, e potrebbe aprire la strada a casi simili.
Info pratica: Se ti trovi in una situazione simile — hai manifestato la volontà di chiedere asilo e ti è stato negato l'accesso all'accoglienza con la motivazione del "primo ingresso" — puoi rivolgerti a un'associazione legale specializzata in diritto dell'immigrazione o contattare un patronato. Il ricorso al TAR è uno strumento reale, come dimostra questo caso. Organizzazioni come Melting Pot offrono informazioni aggiornate su questi diritti.