Come rinnovare il permesso di soggiorno in Italia nel 2026?
Dal costo (30-130 euro) alle scadenze: la guida completa passo dopo passo.
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من التكلفة (30-130 يورو) إلى المواعيد: الدليل الكامل خطوة بخطوة.
Il permesso di soggiorno non è eterno, e rinnovarlo in tempo è una delle cose più importanti per chi vive e lavora in Italia da straniero. Farlo tardi — o peggio, non farlo — significa rischiare di diventare irregolari, con tutto quello che ne consegue: dal blocco dei servizi fino all'espulsione. Ecco come funziona nel 2026, passo dopo passo.
Quando fare domanda
La regola base è chiara: la richiesta di rinnovo va presentata almeno 60 giorni prima della scadenza del permesso. Se si supera questa data non tutto è perduto — si può ancora fare domanda nei 60 giorni successivi alla scadenza, ma solo se il ritardo è stato causato da circostanze indipendenti dalla propria volontà. Oltre questo limite, la situazione si complica e serve un'istanza tardiva con spiegazioni.
Come si rinnova: tre strade
Ci sono tre modi per fare la richiesta. Il primo è la piattaforma online Prenota Facile del Ministero dell'Interno, che permette di fissare un appuntamento direttamente in Questura — ma attenzione, non è attiva ovunque in Italia. Il secondo è il classico kit postale, che si ritira e si spedisce tramite gli uffici postali abilitati. Il terzo è presentarsi direttamente in Questura, opzione disponibile per alcune tipologie di permesso.
Quanto costa
Il costo varia in base alla durata del permesso. Per i minori di 14 anni si pagano 30,46 euro. Per un permesso da 3 mesi a 1 anno si sale a 70,46 euro. Da 1 a 2 anni si arriva a 80,46 euro. Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo costa 130,46 euro. A tutto questo si aggiungono 30 euro per le spese postali del kit. Sono invece esenti dal pagamento chi richiede il permesso per cure mediche e chi è in attesa di protezione internazionale o asilo.
Il reddito richiesto
Per rinnovare, bisogna dimostrare di avere mezzi economici sufficienti. Il parametro di riferimento è l'assegno sociale INPS: nel 2026 corrisponde a circa 611,85 euro al mese, pari a circa 7.954 euro l'anno. Tuttavia la giurisprudenza è chiara: la Questura non dovrebbe guardare solo il reddito dell'ultimo anno, ma valutare la storia lavorativa complessiva e le prospettive future. Contano anche i redditi degli altri familiari conviventi, e in alcuni casi anche il reddito in nero può essere considerato. Chi è rimasto senza lavoro per malattia o infortunio ha una tutela specifica: non può essere respinta la domanda per questo motivo, grazie a una convenzione internazionale del lavoro del 1949.
Dove presentare la domanda
La richiesta va fatta alla Questura della provincia dove si abita, non dove si lavora. Il criterio è la dimora — cioè il posto dove si vive concretamente ogni giorno — che di solito coincide con la residenza anagrafica, ma non è detto. Chi vive in un Comune diverso da quello di residenza deve rivolgersi alla Questura del luogo dove si trova davvero.
Rinnovo per lavoro: cosa serve
Per rinnovare il permesso per motivi di lavoro serve avere un contratto attivo (a tempo determinato, indeterminato o stagionale), dimostrare una capacità economica sufficiente e avere un datore di lavoro in regola con contributi e norme sul lavoro. I documenti da portare includono la fotocopia del permesso in scadenza, del passaporto, del codice fiscale, della documentazione sul reddito (buste paga, CUD, UNICO), della residenza o contratto d'affitto, e della comunicazione Unilav inviata dall'azienda all'INPS. Per chi lavora come colf o badante, servono anche le ricevute dei versamenti contributivi.
Rinnovo per motivi familiari: cosa serve
Chi rinnova per motivi familiari deve dimostrare che il legame familiare esiste ancora e che è documentabile — tramite certificato di matrimonio, di nascita o altri atti. Servono anche una copertura sanitaria valida e mezzi economici adeguati. I documenti richiesti includono passaporto e permesso di soggiorno propri e del familiare, il codice fiscale di entrambi, e una dichiarazione del familiare che si impegna a provvedere al mantenimento.
E se la Questura fa aspettare troppo?
I tempi possono essere lunghi. Se il permesso non viene rilasciato entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, si può inviare un sollecito ufficiale all'ufficio immigrazione. Se neanche questo basta, è possibile fare ricorso al TAR. Il tempo massimo per avere il permesso dopo le impronte digitali è 180 giorni. Nel frattempo, la ricevuta della domanda consente di restare in Italia regolarmente, ma non di viaggiare all'estero — se non per rientrare nel proprio paese con voli diretti dall'Italia.