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25 aprile a Milano: la Brigata Ebraica contestata dai manifestanti pro-Palestina
Mehmet Akif Acar · Pexels
Il Fatto Quotidiano · Fonte ↗ · 26 aprile 2026٢٦ أبريل ٢٠٢٦

25 aprile a Milano: la Brigata Ebraica contestata dai manifestanti pro-Palestina

Al corteo nazionale fischi e urla contro lo spezzone della Brigata Ebraica. La tensione che divide la piazza italiana riflette una frattura sempre più profonda sul conflitto a Gaza

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Al corteo nazionale del 25 aprile a Milano, lo spezzone della Brigata Ebraica è stato accolto da fischi e urla da parte di un gruppo di manifestanti pro-Palestina, che hanno scandito slogan come 'vergogna' e 'fuori i sionisti dal corteo'. L'episodio ha scatenato un dibattito immediato sul significato dell'antifascismo oggi e sui confini della piazza unitaria. La tensione riflette una frattura sempre più visibile nella società italiana sul conflitto a Gaza, con ricadute concrete anche sulle comunità arabe e mediorientali presenti nel paese.

Il 25 aprile a Milano quest'anno non è stato solo la festa della Liberazione. È diventato anche il teatro di una tensione che racconta molto di come il conflitto a Gaza stia cambiando le dinamiche dentro la società italiana, e non solo. Al corteo nazionale, quando è arrivato lo spezzone della Brigata Ebraica, un gruppo di attivisti solidali con la Palestina ha cominciato a fischiare e urlare 'vergogna, vergogna' e 'fuori i sionisti dal corteo'. Una scena che ha fatto rumore, ripresa e condivisa ovunque, e che ha subito aperto un dibattito acceso su cosa significhi oggi antifascismo e chi ha diritto di stare in piazza il 25 aprile.

Per chi segue da vicino le comunità arabe in Italia, questa scena non è una sorpresa. Da quando è iniziata l'offensiva israeliana su Gaza nell'ottobre 2023, la sensibilità sul tema è altissima. Molte persone di origine araba o mediorientale che vivono in Italia — e che magari hanno parenti in Palestina, in Libano, in Siria — guardano a certi simboli con un dolore che non è ideologico, è concreto, quotidiano. E vedere la Brigata Ebraica sfilare in un corteo antifascista, per una parte di quella piazza, è diventato insopportabile, indipendentemente da come la si pensi sul merito storico e politico della questione.

Il punto è che questa frattura non riguarda solo Milano o la sinistra italiana. Riguarda un momento in cui le piazze europee stanno ridefinendo i loro confini simbolici, e chi ci sta dentro e chi no. Per gli arabi in Italia e per tutti coloro che seguono con attenzione la questione palestinese, quello che è successo al corteo del 25 aprile è uno specchio: la guerra a Gaza ha cambiato qualcosa nelle relazioni sociali e politiche anche qui, in mezzo alle strade di Milano. La domanda che resta aperta — e che probabilmente tornerà il prossimo anno — è se ci sia ancora uno spazio comune dove stare insieme, pur con le differenze, o se la piazza si stia spaccando in modo definitivo.

Storia La Brigata Ebraica era un'unità militare di circa 5.000 volontari ebrei dalla Palestina mandataria, incorporata nell'VIII Armata britannica. Combatté sul fronte italiano tra il 1944 e il 1945 contro nazisti e fascisti. La sua creazione fu il risultato di anni di pressioni della leadership sionista (Ben-Gurion in testa) sul governo britannico, che a lungo aveva resistito all'idea di riconoscere una forza militare ebraica autonoma. Il via libera arrivò solo nel settembre 1944. Oltre al combattimento, la Brigata si distinse per il sostegno ai sopravvissuti dell'Olocausto.

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