Come ottieni asilo in Italia per orientamento sessuale?
Il decreto legge 158/2024 cambia le regole: ecco cosa sapere per chi chiede protezione internazionale.
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المرسوم 158/2024 يغيّر القواعد: إليك ما يجب معرفته لمن يطلب الحماية الدولية.
Se sei una persona LGBTQ+ che ha lasciato il proprio paese per sfuggire a persecuzioni legate al tuo orientamento sessuale o alla tua identità di genere, l'Italia può offrirti protezione internazionale. Ma come funziona concretamente? Una tesi di laurea magistrale in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Bologna — pubblicata da Melting Pot nella rubrica Papers — ricostruisce il quadro giuridico aggiornato, includendo le novità introdotte dal decreto legge n. 158/2024.
Il punto di partenza è semplice: nei paesi da cui provengono molti richiedenti asilo — tra cui diversi paesi del mondo arabo — l'omosessualità è ancora criminalizzata o pesantemente stigmatizzata. Chi fugge da questa realtà può richiedere lo status di rifugiato oppure, in alternativa, la protezione sussidiaria. La differenza non è solo terminologica: cambia il tipo di permesso di soggiorno rilasciato, la sua durata e i diritti che ne derivano. La valutazione delle autorità italiane deve tenere conto non solo delle leggi del paese d'origine, ma anche dell'applicazione concreta di quelle leggi e del contesto sociale in cui vive il richiedente.
Qui entra in gioco il decreto legge n. 158/2024, che ha modificato alcune procedure legate all'esame delle domande di protezione internazionale. Lo studio analizza come questi cambiamenti impattino in modo specifico sui richiedenti asilo LGBTQ+, un gruppo particolarmente vulnerabile anche all'interno dei centri di accoglienza. Uno dei nodi critici riguarda le modalità con cui le commissioni territoriali valutano la credibilità del richiedente: dimostrare il proprio orientamento sessuale in sede di audizione è un processo delicato, che rischia di esporre le persone a domande invasive o umilianti se non gestito correttamente.
Info pratica: se sei in questa situazione o conosci qualcuno che lo è, il primo passo è presentare domanda di protezione internazionale alla Questura appena possibile dopo l'ingresso in Italia. È fortemente consigliato rivolgersi a uno sportello legale specializzato o a un'associazione LGBTQ+ con esperienza nel diritto d'asilo. La tesi completa è disponibile su Melting Pot nella sezione Papers: è uno strumento utile sia per chi si trova in questa situazione sia per operatori legali e sociali che lavorano con queste comunità.