Mediterraneo centrale: già 821 morti o dispersi nel 2026
L'Oim aggiorna i numeri al 9 maggio: la rotta più letale del mondo non si ferma
المتوسط المركزي: 821 مهاجراً قتيلاً أو مفقوداً منذ بداية العام
المنظمة الدولية للهجرة تُحدّث أرقامها حتى 9 مايو: أخطر طريق هجرة في العالم لا يتوقف
Dall'inizio del 2026 al 9 maggio, almeno 821 migranti sono morti o risultano dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale. A dirlo è l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), nel suo ultimo aggiornamento diffuso dalla missione in Libia. Sono numeri che pesano: stiamo parlando di quasi sei persone al giorno, ogni giorno, per quattro mesi abbondanti.
Il Mediterraneo centrale — la tratta che collega soprattutto le coste nordafricane all'Italia, con partenze frequenti da Libia e Tunisia — resta la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Chi la percorre lo fa spesso a bordo di imbarcazioni di fortuna, in condizioni disumane, dopo viaggi estenuanti attraverso il deserto. Per moltissimi di loro — siriani, sudanesi, eritrei, somali, ma anche marocchini e tunisini — l'Italia è il primo approdo europeo, e spesso anche l'unico obiettivo raggiungibile. Per chi ha famiglia qui, o per chi sogna di costruirsela, ogni aggiornamento dell'Oim è una notizia che si legge con il fiato sospeso.
Questi dati arrivano in un momento in cui il dibattito sulle politiche migratorie in Italia e in Europa è tutt'altro che sopito. Accordi con i paesi di transito, pattugliamenti in mare, centri di accoglienza al collasso: le soluzioni sul tavolo sono tante, ma i morti continuano ad accumularsi. L'Oim li conta, li registra, li rende pubblici — un lavoro silenzioso ma fondamentale per non lasciare che questi numeri spariscano nell'indifferenza generale.
Se vuoi seguire gli aggiornamenti dell'Oim sulla situazione nel Mediterraneo, puoi consultare direttamente il sito della missione Oim in Libia oppure il portale Missing Migrants Project, dove i dati vengono aggiornati regolarmente con dettagli su rotte, nazionalità e circostanze dei naufragi.