La Corte UE dice no ai 10 anni: rifugiati e protetti hanno diritto alle prestazioni sociali
Chi ha protezione internazionale non può essere escluso dal Reddito di cittadinanza solo per il tempo di residenza
La Corte di Giustizia dell'Unione europea si pronuncia nettamente: il requisito dei dieci anni di residenza in Italia per il Reddito di cittadinanza è incompatibile con il diritto europeo per chi ha ottenuto la protezione internazionale. Un'altra critica ufficiale a una norma già contestata da anni.
Se sei rifugiato o hai protezione sussidiaria e vivi in Italia da meno di dieci anni, fino ad oggi veniva negato il Reddito di cittadinanza e le misure sostitutive come il Supporto per la formazione e il lavoro e l'Assegno di inclusione. La Corte stabilisce che questa esclusione discrimina le persone più vulnerabili, che non hanno scelto quando e dove arrivare. Il requisito temporale colpisce sproporzionatamente chi è fuggito da guerre o persecuzioni, spesso da paesi come Siria, Iraq, Somalia e Sudan.
L'associazione ASGI, che lavora da anni su diritti dei migranti, ha seguito il caso. La sentenza ha effetti concreti: i giudici italiani dovranno applicarla nei ricorsi simili, e chi è stato escluso da queste prestazioni ha nuove possibilità di tutela.
Cosa fare: se hai protezione internazionale e ti è stata negata una prestazione per il requisito dei dieci anni, contatta uno sportello ASGI o un patronato per valutare un ricorso. Consulta asgi.it per i contatti territoriali. Non rimandare: agire tempestivamente conviene.
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