Israele in Iraq: il fronte che nessuno racconta
Mentre l'attenzione internazionale — e quella italiana in particolare — resta inchiodata su Gaza e sul Libano, c'è un altro teatro di guerra che scorre quasi in silenzio: l'Iraq. Ne parla con lucidità Ayyoub Saad su Daraj Media, testata libanese indipendente tra le più coraggiose del giornalismo arabo contemporaneo.
Il punto di partenza è una contraddizione difficile da ignorare: il governo iracheno continua a proclamare la propria sovranità e la propria distanza dal conflitto israelo-palestinese, ma sul territorio iracheno — o in zone direttamente collegate alle sue reti di influenza — si moltiplicano operazioni militari attribuibili a Israele. Attacchi a depositi di armi, droni che colpiscono milizie filo-iraniane, movimenti sospetti che le autorità di Baghdad faticano — o non vogliono — spiegare.
Saad non si limita a elencare gli episodi: decostruisce la narrativa ufficiale. Da un lato smonta la retorica del governo iracheno, che tende a minimizzare o a negare la presenza israeliana per non dover rispondere a una domanda scomoda: come è possibile che uno Stato che formalmente non riconosce Israele diventi teatro delle sue operazioni? Dall'altro, punta il dito contro il silenzio compiacente dei grandi media arabi, quelli vicini ai governi del Golfo o ad altri attori regionali, che preferiscono non disturbare certi equilibri.
Il quadro che emerge è quello di un Iraq intrappolato tra due fuochi: la penetrazione militare e informativa israeliana da una parte, e la presenza pervasiva delle milizie legate all'Iran dall'altra. Un paese in cui la sovranità è diventata una parola vuota, e in cui la popolazione civile paga il prezzo di conflitti che le élite locali continuano a negare o a gestire nell'ombra.
Per il lettore italiano, questo articolo è una boccata d'aria diversa. Non la solita analisi geopolitica prodotta da think tank occidentali, ma una voce irachena e araba che critica apertamente le proprie classi dirigenti. È il tipo di giornalismo investigativo che Daraj Media pratica con costanza — e che merita molto più spazio nel dibattito pubblico europeo.
L'articolo completo è disponibile (in inglese) su Daraj Media.