Un letto a 500 euro: la giungla degli affitti in Italia
A Milano 60 metri quadrati costano il 76% di uno stipendio medio netto
سرير بـ500 يورو: غابة الإيجارات في إيطاليا
في ميلانو، تكلّف شقة بمساحة 60 مترًا مربعًا 76% من متوسط الراتب الصافي
Trovare casa in Italia sta diventando una corsa a ostacoli. A Torino una singola costa in media 479 euro al mese, a Milano 704, a Roma 615: sono i prezzi richiesti sui portali a agosto 2026, secondo Immobiliare.it Insights, non contratti conclusi. Tra marzo 2020 e marzo 2026 i rincari sono del 45% a Torino, del 40% a Roma e del 31% a Milano. Il quadro non è uniforme: a livello nazionale le singole segnano un calo annuo del 6,2%. Nel rapporto 2026 sull'Italia la Commissione europea riprende una stima di Cassa Depositi e Prestiti: a Milano il canone di 60 metri quadrati vale il 76% della retribuzione netta media dei dipendenti privati non agricoli, dirigenti esclusi. E gli sfratti sono tanti: nel 2024, secondo il Viminale, 40.158 provvedimenti, 30.041 dei quali per morosità o altra causa.
Per capire cosa significa, basta guardare gli annunci. A Torino, in via della Rocca, si offrono due letti su un soppalco in una mansarda di 40 metri quadrati: 400 euro ciascuno, più 60 a persona per condominio e riscaldamento, con luce e gas esclusi. Simone, vent'anni, vive in dodici metri quadrati e paga 400 euro, spese incluse: «Ho il lavandino attaccato al letto». Ha accettato subito, perché c'era la coda. Sofia, vent'anni, guadagna mille euro al mese con un part-time e ne paga 600 per un bilocale: il 60% della paga. Senza la garanzia dei genitori non ce l'avrebbe fatta. Un agente immobiliare torinese spiega che ai proprietari conviene affittare un letto a uno studente piuttosto che un appartamento a una famiglia, perché ci guadagnano di più.
Occhio anche alle trappole: ci sono servizi che chiedono 270 euro una tantum per dare accesso a contatti di proprietari. Secondo un agente, a volte emergono spese aggiuntive o proprietari inesistenti. È una denuncia che richiede riscontri nei singoli casi. Per chi viene da fuori dall'Unione europea gli ostacoli si moltiplicano: tra quelli segnalati ci sono le resistenze al trasferimento della residenza e la difficoltà di trovare un contratto quattro più quattro. Federcasa stima 250-280 mila domande in lista d'attesa per le case popolari e circa 24 mila alloggi occupati abusivamente, e chiede di investire nell'edilizia residenziale sociale per chi è troppo ricco per le graduatorie e troppo povero per il mercato. Molti agenti indicano anche gli alloggi lasciati vuoti da proprietari molto anziani: rimetterli sul mercato aiuterebbe a contenere i prezzi.