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Un relatore ONU avverte: l'Europa si sta «israelizzando»
Safi Erneste · Pexels

Un relatore ONU avverte: l'Europa si sta «israelizzando»

Secondo un esperto indipendente delle Nazioni Unite, le politiche di sorveglianza, repressione del dissenso e criminalizzazione della solidarietà con la Palestina stanno trasformando il volto delle democrazie europee

مقرر أممي يحذّر: أوروبا تسير نحو «الأسرلة»

وفق خبير مستقل تابع للأمم المتحدة، تتحول ملامح الديمقراطيات الأوروبية بفعل سياسات المراقبة وقمع المعارضة وتجريم التضامن مع فلسطين

Un relatore speciale delle Nazioni Unite ha lanciato un avvertimento sull'«israelizzazione dell'Europa», denunciando una tendenza sistemica in alcuni paesi europei a criminalizzare la solidarietà con la Palestina, reprimere il dissenso e sorvegliare comunità arabe e musulmane. Il fenomeno tocca anche l'Italia, dove negli ultimi mesi si sono registrati casi di manifestanti fermati ed eventi universitari cancellati legati alla guerra a Gaza. L'allarme arriva in un momento in cui il dibattito sulle libertà di espressione e di assemblea è sempre più acceso in tutto il continente.
أطلق مقرر خاص تابع للأمم المتحدة تحذيراً بشأن ما وصفه بـ«أسرلة أوروبا»، مستنكراً نزعة منهجية لدى بعض الدول الأوروبية تتمثل في تجريم التضامن مع فلسطين وقمع المعارضة ومراقبة الجاليات العربية والمسلمة. وتطال هذه الظاهرة إيطاليا أيضاً، إذ سُجّلت في الأشهر الأخيرة حالات لموقوفين في مظاهرات وفعاليات جامعية أُلغيت على خلفية الحرب على غزة. ويأتي هذا الإنذار في وقت يتصاعد فيه الجدل حول حرية التعبير وحق التجمع في أرجاء القارة.
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Se hai partecipato a una manifestazione pro-Palestina negli ultimi mesi, o hai semplicemente condiviso un post sui social, forse hai già avuto la sensazione che qualcosa stia cambiando nell'aria europea. Ora c'è anche una voce ufficiale che lo dice ad alta voce: un relatore speciale delle Nazioni Unite ha lanciato un avvertimento preciso, usando un'espressione che fa discutere — «israelizzazione dell'Europa».

L'idea di fondo è questa: alcuni governi europei starebbero adottando metodi e logiche che richiamano le politiche israeliane di controllo, sorveglianza e repressione del dissenso. Il relatore punta il dito su fenomeni concreti — la criminalizzazione di chi esprime solidarietà con la Palestina, le restrizioni alle manifestazioni, la pressione su università e organizzazioni della società civile, la sorveglianza di attivisti e comunità arabe e musulmane. Non si tratta, secondo lui, di misure isolate, ma di una tendenza sistemica che sta erodendo diritti e libertà fondamentali in diversi paesi del continente. Un'Europa che si dice paladina dei diritti umani ma che, nei fatti, si sta dotando di strumenti sempre più simili a quelli che critica altrove.

Per chi vive in Italia con radici nel mondo arabo, o semplicemente segue da vicino le vicende del Medio Oriente, questo allarme non è astratto. Negli ultimi mesi anche in Italia ci sono stati casi di manifestanti fermati, eventi universitari cancellati, docenti e studenti sotto pressione per le posizioni espresse sulla guerra a Gaza. Il dibattito su cosa si possa dire e cosa no — in piazza, in aula, online — è aperto e spesso teso. L'avvertimento del relatore ONU arriva quindi in un momento in cui molte persone si stanno già facendo queste domande nella vita di tutti i giorni.

Se vuoi seguire da vicino questo tema, il lavoro dei relatori speciali ONU è pubblico e consultabile sul sito ufficiale dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR). I loro rapporti sono spesso il punto di partenza per capire verso dove si stanno muovendo le politiche europee — e per ragionare su come rispondere, come cittadini o come comunità.

إن كنتَ قد شاركتَ في مظاهرة مؤيدة لفلسطين خلال الأشهر الأخيرة، أو اكتفيتَ بنشر تغريدة على وسائل التواصل الاجتماعي، فربما أحسستَ بالفعل أن ثمة شيئاً يتغير في الأجواء الأوروبية. والآن ثمة صوت رسمي يجهر بذلك: أطلق مقرر خاص تابع للأمم المتحدة تحذيراً صريحاً، مستخدماً عبارة تستدعي النقاش«أسرلة أوروبا».

الفكرة الجوهرية هي أن بعض الحكومات الأوروبية باتت تعتمد أساليب ومنطقاً يستحضران السياسات الإسرائيلية في الرقابة والسيطرة وقمع المعارضة. ويشير المقرر إلى وقائع ملموسة: تجريم التضامن مع فلسطين، وفرض قيود على التظاهرات، والضغط على الجامعات ومنظمات المجتمع المدني، ومراقبة الناشطين والجاليات العربية والمسلمة. وبحسب رأيه، لا يتعلق الأمر بإجراءات معزولة، بل بنزعة منهجية تنخر الحقوق والحريات الأساسية في عدد من دول القارة. أوروبا التي تُعلن نفسها حامية لحقوق الإنسان، تتسلح في الواقع بأدوات تشبه تلك التي تنتقدها في مكان آخر.

بالنسبة لمن يعيش في إيطاليا بجذور في العالم العربي، أو يتابع عن كثب أحداث الشرق الأوسط، فهذا الإنذار ليس مجرد كلام نظري. ففي الأشهر الأخيرة شهدت إيطاليا أيضاً حالات لمتظاهرين أُوقفوا، وفعاليات جامعية أُلغيت، وأساتذة وطلاب تعرضوا لضغوط بسبب مواقفهم من الحرب على غزة. والنقاش حول ما يمكن قوله وما لا يمكن — في الشارع أو في قاعة الدرس أو على الإنترنت — لا يزال مفتوحاً ومشحوناً في الغالب. ولهذا يأتي تحذير المقرر الأممي في لحظة يطرح فيها كثيرون هذه التساؤلات في حياتهم اليومية.

إن أردتَ متابعة هذا الملف عن قرب، فعمل المقررين الخاصين الأمميين متاح للعموم على الموقع الرسمي لـالمفوضية السامية لحقوق الإنسان (OHCHR). وكثيراً ما تكون تقاريرهم نقطة الانطلاق لفهم المسار الذي تسلكه السياسات الأوروبية — والتفكير في كيفية الاستجابة، سواء بوصفنا مواطنين أو بوصفنا مجتمعات.

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