'L'Italia agli italiani': slogan razzista o storico?
Nato nel Risorgimento contro l'Austria, oggi usato contro migranti e arabi.
'إيطاليا للإيطاليين': شعار عنصري أم تاريخي؟
وُلد في عصر الوحدة الإيطالية ضد النمسا، واليوم يُستخدم ضد المهاجرين والعرب.
Ogni tanto su internet e sui social rispunta lo slogan 'L'Italia agli italiani'. Sembra una cosa ovvia, quasi innocua. Ma vale la pena chiedersi: da dove viene, e perché continua a girare?
Lo slogan nasce nel contesto del Risorgimento italiano, il movimento ottocentesco che portò all'unificazione della penisola. Lo usò Carlo Pisacane in occasione della spedizione di Sapri del 1857: era una parola d'ordine contro l'occupazione straniera, quella austriaca. In quel momento storico aveva un senso preciso: c'era davvero uno straniero che opprimeva militarmente il territorio. Il motto indicava liberazione nazionale, non esclusione etnica. Pisacane, tra l'altro, era un socialista utopista che sognava un'Italia libera e giusta, non una fortezza chiusa.
Il problema è che oggi quello stesso slogan viene ripreso in un contesto completamente diverso. Non c'è nessuna potenza straniera che occupa militarmente l'Italia. Chi lo usa adesso lo fa per dire altro: che i migranti, gli arabi, i musulmani, i lavoratori stranieri sarebbero una sorta di «occupazione» da respingere. È un salto logico enorme, e abbastanza disonesto storicamente. Prendere le parole di un rivoluzionario ottocentesco che combatteva i soldati austriaci e usarle contro un ragazzo marocchino che raccoglie pomodori in Puglia — o contro una famiglia siriana rifugiata a Milano — è una forzatura bella e buona. Il bersaglio cambia, il senso originale svanisce, resta solo il suono duro dello slogan.
Per chi vive in Italia con origini arabe o è semplicemente straniero, sentirsi dire «questo paese non è tuo» ha un peso reale, quotidiano. Non è solo una questione di dibattito storico da accademia. Incide su come ci si sente al lavoro, a scuola, in strada. Vale la pena conoscere la storia di queste parole, proprio per non lasciare che vengano usate senza risposta. Quando qualcuno tira fuori Pisacane per giustificare l'ostilità verso i migranti, ora sai cosa rispondergli: il problema di Pisacane erano i cannoni austriaci, non i vicini di casa tunisini.