Tunisi crocevia del Mediterraneo: media e turismo cercano nuove rotte
Due eventi a Tunisi segnalano una Tunisia che vuole riposizionarsi come hub regionale, tra sfide digitali e mercati di prossimità
تونس مفترق طرق المتوسط: الإعلام والسياحة يبحثان عن مسارات جديدة
حدثان في تونس يُشيران إلى بلد يسعى لإعادة تموضعه بوصفه مركزاً إقليمياً، بين تحديات رقمية وأسواق قريبة
Tunisi si è trasformata in pochi giorni in un laboratorio di idee sul futuro del Mediterraneo. Due appuntamenti distinti — la conferenza annuale della Copeam dedicata alle trasformazioni del settore mediatico e il primo Travel Market tunisino focalizzato sul turismo — raccontano, insieme, qualcosa di più di quanto i singoli eventi suggerirebbero. Raccontano un paese che cerca, con una certa urgenza, di ridefinire il proprio ruolo nella regione.
Il primo segnale viene dalla Copeam, la rete euro-mediterranea delle radiotelevisioni pubbliche. La conferenza, aperta fino al 9 maggio, mette al centro le profonde trasformazioni del settore dei media: crisi della fiducia, frammentazione delle audience, impatto dell'intelligenza artificiale, pressioni politiche sulle redazioni. Non è un tema astratto per il contesto tunisino, dove lo spazio di libertà di stampa si è ristretto in modo preoccupante negli ultimi anni. Che si discuta di sfide future in un paese dove il presente giornalistico è già sotto tensione è una contraddizione che vale la pena nominare, senza nasconderla dietro il format del convegno.
Il secondo segnale è economico e più immediato: il Travel Market tunisino nasce con uno sguardo pragmatico ai mercati di prossimità geografica e culturale — quello interno, l'Algeria e la Libia — che insieme rappresentano oltre la metà dell'attività turistica. È una scelta strategica che dice molto. Invece di inseguire i grandi flussi europei, sempre più volatili e condizionati da percezioni di sicurezza, la Tunisia scommette su chi è vicino: i vicini di casa, letteralmente. L'Algeria è un mercato in forte espansione, la Libia è un territorio complesso ma con una classe media che vuole muoversi. Puntare su questi flussi significa costruire un turismo meno esposto alle oscillazioni mediatiche occidentali.
Letti insieme, i due eventi disegnano una Tunisia che vuole essere punto di connessione — tra sponde del Mediterraneo, tra sistemi mediali, tra economie nordafricane. La domanda aperta è se questa vocazione regionale possa svilupparsi in modo sostenibile, in un contesto politico interno che non sempre favorisce apertura e pluralismo. Il potenziale c'è. Le contraddizioni, anche.
تحولت تونس خلال أيام قليلة إلى مختبر أفكار حول مستقبل البحر المتوسط. حدثان منفصلان — المؤتمر السنوي لشبكة كوبيام الأورومتوسطية للإذاعات والتلفزيونات العامة المخصص لتحولات قطاع الإعلام والسوق السياحية التونسية الأول الموجه نحو السياحة الإقليمية — يرويان معاً شيئاً أكثر مما قد توحي به الأحداث الفردية. يرويان قصة بلد يسعى بنوع من الاستعجالية إلى إعادة تعريف دوره في المنطقة.
الإشارة الأولى تأتي من كوبيام، شبكة الإذاعات والتلفزيونات العامة الأورومتوسطية. ينصب المؤتمر، الذي يستمر حتى التاسع من مايو، على التحولات العميقة في قطاع الإعلام: أزمة الثقة، تجزئة الجماهير، تأثير الذكاء الاصطناعي، الضغوط السياسية على غرف الأخبار. هذا ليس موضوعاً مجرداً في السياق التونسي، حيث انكمشت هامش حرية الصحافة بطريقة مثيرة للقلق على مدى السنوات الماضية. الحديث عن التحديات المستقبلية في بلد حيث الحاضر الصحفي يعاني بالفعل من توتر هو تناقض يستحق أن نسميه، دون إخفاؤه خلف شكل المؤتمر.
الإشارة الثانية اقتصادية وأكثر إلحاحاً: السوق السياحية التونسية تنشأ برؤية براغماتية نحو الأسواق القريبة جغرافياً وثقافياً — السوق الداخلية والجزائر وليبيا — التي تمثل معاً أكثر من نصف النشاط السياحي. إنها خيارات استراتيجية تقول الكثير. بدلاً من مطاردة التدفقات الأوروبية الكبرى، التي أصبحت متقلبة بشكل متزايد ومشروطة بمدركات الأمان، تراهن تونس على من هم قريبون: الجيران حرفياً. الجزائر هي سوق تشهد توسعاً قوياً، وليبيا هي إقليم معقد لكن به طبقة وسطى تريد التحرك. التركيز على هذه التدفقات يعني بناء سياحة أقل عرضة لتقلبات الخطاب الإعلامي الغربي.
وعندما نقرأ الحدثين معاً، ترسم الصورة تونس تريد أن تكون نقطة ربط — بين ضفاف البحر المتوسط، وبين الأنظمة الإعلامية، وبين الاقتصادات المغاربية. السؤال المفتوح هو ما إذا كان يمكن لهذه الرسالة الإقليمية أن تتطور بطريقة مستدامة، في سياق سياسي داخلي لا يفضل دائماً الانفتاح والتعددية. الإمكانات موجودة. التناقضات أيضاً.