Gaza: 150 milioni Ue bruciati dai raid israeliani
Un'inchiesta di EuObserver calcola il costo dei doppi standard europei su Israele.
غزة: 150 مليون يورو أوروبية أحرقتها الغارات الإسرائيلية
تحقيق EuObserver يحسب تكلفة الازدواجية الأوروبية في التعامل مع إسرائيل.
Hai mai pensato dove finiscono i soldi che l'Unione Europea versa ogni anno in cooperazione e sviluppo? Una risposta, almeno parziale, arriva da un'inchiesta di EuObserver: almeno 150 milioni di euro di infrastrutture finanziate con fondi europei a Gaza sono state letteralmente rase al suolo dai bombardamenti a tappeto dell'esercito israeliano. Scuole, ospedali, impianti idrici, strutture sanitarie — costruiti con i soldi dei contribuenti europei, italiani compresi — ridotti in macerie.
Il problema non è solo il danno materiale, per quanto enorme. Il nodo vero è politico: nessun rappresentante istituzionale dell'Ue sembra avere la volontà di chiedere conto a Israele per questa distruzione. Eppure le regole ci sarebbero: gli accordi di associazione tra l'Ue e Israele prevedono clausole sui diritti umani che, se violate, potrebbero portare alla sospensione delle relazioni commerciali privilegiate di cui Tel Aviv gode con Bruxelles. Ma quelle clausole restano lettera morta. È quello che si chiama doppio standard: un metro per alcuni, un altro metro per altri. E i cittadini europei, arabi e non, pagano — letteralmente — il conto.
Per chi vive in Italia con radici nel mondo arabo, questa vicenda ha un peso specifico doppio. Da un lato c'è il legame emotivo e culturale con la Palestina e con Gaza in particolare. Dall'altro c'è la consapevolezza che le tasse versate ogni mese contribuiscono al bilancio europeo, parte del quale finisce in progetti di sviluppo poi distrutti senza che nessuno risponda di nulla. Non è retorica: è una questione concreta di responsabilità democratica. Chi decide come vengono spesi quei fondi? Chi valuta se i partner commerciali dell'Ue rispettano i patti? E soprattutto: chi paga quando questi meccanismi di controllo vengono ignorati?
Cosa puoi fare? Se vuoi approfondire, l'inchiesta completa è disponibile su EuObserver. Puoi anche contattare il tuo europarlamentare — italiano o del tuo paese d'origine — per chiedere spiegazioni sull'uso dei fondi europei a Gaza e sull'applicazione delle clausole sui diritti umani negli accordi con Israele. Non è poco: la pressione dei cittadini, anche quella dei cittadini di origine araba residenti in Europa, conta.