Meloni torna in linea con l'Europa: 'L'Italia farà la sua parte sul Libano'
Dopo settimane di tensioni, la premier riallaccia i rapporti con gli alleati europei e si dice pronta a inviare navi, ma solo con il via libera del Parlamento
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Se nelle ultime settimane si respirava un certo gelo tra Roma e i partner europei, ora qualcosa si è spostato. Giorgia Meloni ha deciso di rimettere l'Italia nel gioco diplomatico europeo e lo ha fatto in modo abbastanza diretto: 'L'Italia farà la sua parte'. Parole che suonano come un cambio di marcia, dopo una fase in cui il governo sembrava muoversi un po' per conto suo su diversi dossier internazionali.
Il punto concreto è il Libano. Sul tavolo c'è la possibilità di inviare navi italiane nell'ambito delle operazioni di stabilizzazione nell'area. Meloni non ha detto né sì né no in modo definitivo: ha precisato che l'Italia è 'pronta', ma che qualsiasi impegno militare o navale deve passare per il Parlamento. È una precisazione importante, non solo formale — significa che ci sarà un dibattito, che le forze politiche dovranno esprimersi, e che la decisione finale non spetta solo a Palazzo Chigi. Per chi segue la situazione in Libano, e sono tanti nella comunità araba in Italia, è un segnale che Roma vuole esserci, ma con i piedi per terra.
C'è poi un altro passaggio che vale la pena notare: Meloni ha ringraziato gli Stati Uniti per il ruolo avuto nel raggiungimento della tregua in Libano. Un gesto diplomatico, certo, ma anche un modo per ribadire che l'Italia guarda all'asse transatlantico come punto di riferimento, pur cercando di non perdere il filo con Bruxelles. Per chi vive tra due mondi — quello italiano e quello arabo — la sensazione è che il Mediterraneo stia tornando al centro dell'agenda politica europea, e che l'Italia voglia recitare una parte da protagonista, non da comprimaria.
Cosa significa in pratica: se il Parlamento italiano darà il via libera, potrebbero esserci nuove missioni navali italiane nel Mediterraneo orientale. Niente di immediato, ma è un dossier da tenere d'occhio, soprattutto per chi ha legami familiari o interessi in Libano e nell'area.