La visita del presidente libanese in Italia rilancia la diplomazia mediterranea. Tra Unifil, accordi con Israele e il volo di Gallagher a Mosca, la Santa Sede torna protagonista su più fronti.
Il presidente libanese Joseph Aoun in visita in Italia: incontro col Papa, colloqui su Unifil e accordo con Israele. Mentre la Santa Sede esprime preoccupazione sull'applicazione del cessate il fuoco, Gallagher vola a Mosca. Roma cerca il suo ruolo in un Mediterraneo che non può permettersi altre crisi irrisolte.
Mentre i diplomatici si riuniscono all'ambasciata americana nella capitale italiana, le organizzazioni per i diritti umani smontano pezzo per pezzo l'accordo di Washington
Il 14-15 luglio Roma ospita i negoziati Libano-Israele all'ambasciata americana. Ma l'accordo già firmato a Washington il 26 giugno contiene, secondo Amnesty International e altre organizzazioni, una clausola di impunità per le violazioni commesse durante il conflitto. Arabita analizza il cortocircuito tra diplomazia e diritti umani.
L'accordo tra Israele e Libano è un passo avanti, ma Hezbollah non lo riconosce e il ruolo dell'Italia resta tutto da costruire
L'accordo tra Israele e Libano siglato a Washington è accolto con entusiasmo da Roma e Parigi, che progettano una missione post-UNIFIL con i Paesi del Golfo. Ma Hezbollah non riconosce l'intesa e minaccia la guerra civile. Un'analisi di cosa c'è davvero sul tavolo.
L'IDF supera il Litani, Netanyahu ordina l'espansione delle operazioni e la diplomazia internazionale si riunisce — ma intanto Tiro si svuota e uno scrittore dice quello che i governi non vogliono sentire
Israele espande le operazioni terrestri in Libano, supera il Litani e ordina raid su Beirut. La Francia convoca il Consiglio ONU, l'Iran pone condizioni, Rubio promette un cessate il fuoco imminente. Ma lo scrittore Majdalani ricorda che il Paese rischia di implodere — e che trent'anni di storia sembrano cancellati in pochi giorni.
Una lettera congiunta denuncia le pratiche illegali dei coloni e chiede al governo israeliano di rispettare la legge. L'Olanda blocca le importazioni dagli insediamenti, e la commissaria Kallas apre alla possibilità di sanzioni contro Ben-Gvir
Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno inviato una lettera congiunta a Israele chiedendo di fermare l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania e di perseguire gli abusi dei coloni e dei soldati israeliani. La commissaria europea Kallas si dice aperta a sanzioni contro il ministro Ben-Gvir, mentre l'Olanda blocca le importazioni dagli insediamenti. Segnali di una posizione europea sempre più compatta e orientata all'azione concreta.
Abu Dhabi accelera sull'infrastruttura energetica per aggirare Hormuz e annuncia il restauro della Grande Moschea di Damasco. Due mosse diverse, una sola strategia.
Abu Dhabi accelera sul gasdotto West-East per ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz e annuncia il restauro della Moschea degli Omayyadi a Damasco. Due iniziative lontane in apparenza, ma parte di una stessa strategia di proiezione regionale che merita uno sguardo critico.
La visita del ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi rivela quanto Beirut punti sull'Italia — ma anche quanto la diplomazia da sola non basti
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi a Roma chiede tregua, disarmo di Hezbollah e un ruolo italiano da ponte verso l'UE. Tra UNIFIL e Ordine di Malta, l'Italia ha credibilità sul campo — ma trasformarla in strategia è un'altra storia.
Tre notizie apparentemente separate — Tunisia, Algeria-Francia, Algeria-Turchia — raccontano in realtà un solo grande riassestamento geopolitico sulle due sponde del mare
Tunisia, Algeria, Turchia, Francia: tre notizie in pochi giorni che, lette insieme, rivelano un Mediterraneo in pieno riassestamento geopolitico. Arabita News analizza i movimenti diplomatici e commerciali che ridisegnano i rapporti di forza tra le due sponde.
L'UE riallaccia i rapporti con Damasco e apre al ritorno dei profughi. Ma tra diplomazia e realtà sul campo, la distanza resta enorme.
Il Consiglio UE ripristina l'accordo di cooperazione con la Siria mentre Damasco ringrazia l'Europa per l'accoglienza ai rifugiati. Arabita analizza cosa significa questo cambio di rotta per chi vive ancora in sospeso tra due paesi.
Leone incontra una delegazione del Senegal e lancia un messaggio chiaro: i discorsi d'odio avvelenano il tessuto sociale
Papa Leone ha incontrato in Vaticano una delegazione del Senegal e ha lanciato un appello congiunto a musulmani e cristiani: condannare insieme chi strumentalizza il nome di Dio. Il Papa ha sottolineato che i discorsi d'odio 'avvelenano il tessuto sociale', usando un linguaggio forte e diretto. L'incontro manda un segnale importante anche al dibattito pubblico italiano sul tema Islam e integrazione.
Mentre le borse festeggiano e i diplomatici trattano, il Libano brucia ancora. Un cortocircuito che racconta tutto.
Mentre le borse europee salgono ai massimi storici scommettendo su un accordo nucleare con l'Iran, il Libano subisce raid, saccheggi e oltraggi ai simboli religiosi. Un'analisi del cortocircuito tra diplomazia, mercati e realtà sul campo.
L'ambasciatore Alberini partecipa a un gruppo di lavoro ONU dedicato alla stabilità del paese nordafricano
L'ambasciatore italiano Alberini è a Bengasi per partecipare a una riunione del 'percorso di sicurezza' per la Libia, un gruppo di lavoro promosso dalle Nazioni Unite. La presenza italiana al tavolo riflette gli interessi strategici di Roma nella regione: dalle rotte migratorie ai contratti energetici, fino al più ampio quadro del Piano Mattei per l'Africa. Il meccanismo multilaterale punta ad avvicinare le fazioni libiche su temi pratici, come la riforma del settore della sicurezza.
Decenni di calcoli errati su Teheran stanno mostrando il loro conto salato. Un'analisi di quello che non ha funzionato nella grande strategia occidentale
Israele e gli Stati Uniti hanno puntato per decenni su una strategia di cambio di regime in Iran attraverso sanzioni, isolamento e pressione militare, ma i risultati sono stati opposti alle attese. Il regime iraniano ha mostrato una resilienza inaspettata, mentre le pressioni esterne hanno spesso rafforzato la narrativa del governo di Teheran e indebolito le forze riformiste interne. Un'analisi delle ragioni strutturali di questo fallimento strategico, con ricadute dirette sugli equilibri di tutto il Medio Oriente e del Mediterraneo.
Quattro paesi mediterranei chiedono all'Europa di coordinarsi prima che i flussi diventino ingestibili
Italia, Cipro, Malta e Grecia hanno lanciato un appello congiunto per un coordinamento europeo preventivo di fronte al rischio di nuovi flussi migratori dal Medio Oriente. I quattro paesi, tutti affacciati sul Mediterraneo, chiedono un approccio condiviso a livello UE per evitare che eventuali movimenti si trasformino in una crisi ingestibile. L'iniziativa punta sulla prevenzione piuttosto che sulla gestione dell'emergenza a cose fatte.
I caschi blu lasciano a dicembre, ma le Nazioni Unite provano a mantenere una presenza sul campo
L'ONU sta lavorando per mantenere una qualche forma di presenza in Libano anche dopo la fine della missione Unifil, prevista per dicembre. La missione dei caschi blu, attiva nel paese dal 1978, si avvia alla scadenza del mandato. Le modalità di una eventuale presenza residua delle Nazioni Unite non sono ancora state rese note pubblicamente.
La Farnesina: sì alle sanzioni, ma esistono esenzioni specifiche per le attività di addestramento
Il Ministero degli Esteri italiano ha fornito chiarimenti al panel di esperti delle Nazioni Unite, affermando che l'Italia rispetta il regime di sanzioni internazionali imposto sulla Libia. Roma ha specificato l'esistenza di esenzioni previste per le attività di addestramento, operando quindi all'interno dei margini consentiti dal quadro normativo ONU. La questione tocca da vicino i rapporti bilaterali Italia-Libia, con ricadute su commercio, migrazioni e cooperazione in materia di sicurezza nel Mediterraneo.
Dopo settimane di tensioni, la premier riallaccia i rapporti con gli alleati europei e si dice pronta a inviare navi, ma solo con il via libera del Parlamento
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l'Italia è pronta a fare la propria parte insieme agli alleati europei, in particolare riguardo alla crisi in Libano. Ha aperto alla possibilità di inviare navi italiane nella regione, subordinando però la decisione al voto delle Camere. Meloni ha anche ringraziato gli Stati Uniti per il contributo alla tregua in Libano, segnalando un disgelo nei rapporti dopo una fase di tensioni con i partner occidentali.