La visita del presidente libanese in Italia rilancia la diplomazia mediterranea. Tra Unifil, accordi con Israele e il volo di Gallagher a Mosca, la Santa Sede torna protagonista su più fronti.
Il presidente libanese Joseph Aoun in visita in Italia: incontro col Papa, colloqui su Unifil e accordo con Israele. Mentre la Santa Sede esprime preoccupazione sull'applicazione del cessate il fuoco, Gallagher vola a Mosca. Roma cerca il suo ruolo in un Mediterraneo che non può permettersi altre crisi irrisolte.
Mentre la Siria condanna Assad a morte in contumacia, il Libano abolisce la pena capitale. Due notizie opposte che raccontano un mondo arabo in trasformazione profonda e contraddittoria.
La condanna a morte di Assad in Siria e l'abolizione della pena capitale in Libano: due eventi opposti che, letti insieme, rivelano le contraddizioni e le trasformazioni in corso nel mondo arabo. Un'analisi di Arabita News.
220 morti, una città devastata e zero condannati: Aoun chiede di incriminare i responsabili.
Nessun imputato a sei anni dall'esplosione al porto di Beirut: il presidente Aoun chiede le incriminazioni. 220 morti.
Mentre i diplomatici si riuniscono all'ambasciata americana nella capitale italiana, le organizzazioni per i diritti umani smontano pezzo per pezzo l'accordo di Washington
Il 14-15 luglio Roma ospita i negoziati Libano-Israele all'ambasciata americana. Ma l'accordo già firmato a Washington il 26 giugno contiene, secondo Amnesty International e altre organizzazioni, una clausola di impunità per le violazioni commesse durante il conflitto. Arabita analizza il cortocircuito tra diplomazia e diritti umani.
L'accordo tra Israele e Libano è un passo avanti, ma Hezbollah non lo riconosce e il ruolo dell'Italia resta tutto da costruire
L'accordo tra Israele e Libano siglato a Washington è accolto con entusiasmo da Roma e Parigi, che progettano una missione post-UNIFIL con i Paesi del Golfo. Ma Hezbollah non riconosce l'intesa e minaccia la guerra civile. Un'analisi di cosa c'è davvero sul tavolo.
Raid israeliani, piazze divise e filmmaker che filmano le macerie: il Libano affronta la guerra con corpi e identità spezzati
Raid israeliani nel sud del Libano, almeno dodici morti in un giorno. A Beirut la piazza sciita si mobilita, ma il resto del Paese tace. Una filmmaker documenta le macerie per non dimenticare. Tre segnali di un Paese che si frammenta mentre brucia.
L'IDF supera il Litani, Netanyahu ordina l'espansione delle operazioni e la diplomazia internazionale si riunisce — ma intanto Tiro si svuota e uno scrittore dice quello che i governi non vogliono sentire
Israele espande le operazioni terrestri in Libano, supera il Litani e ordina raid su Beirut. La Francia convoca il Consiglio ONU, l'Iran pone condizioni, Rubio promette un cessate il fuoco imminente. Ma lo scrittore Majdalani ricorda che il Paese rischia di implodere — e che trent'anni di storia sembrano cancellati in pochi giorni.
Mentre i negoziati si trascinano, i raid israeliani colpiscono minori e siti Unesco. L'Occidente osserva, gli organismi internazionali protestano — ma il conto continua a salire.
Settantasette bambini uccisi o feriti in una settimana, siti Unesco sotto attacco, colloqui di pace che avanzano mentre i soldati israeliani si avvicinano a Beirut. Il Libano paga un prezzo altissimo nel silenzio dell'Occidente.
Leone guida il rosario per la pace e chiede di ascoltare il grido degli innocenti
Papa Leone guida un rosario per la pace con un appello diretto: 'basta bombe'. La preghiera ha unito fedeli dal Libano all'Ucraina, con il Pontefice che chiede di ascoltare il grido degli innocenti. Un gesto che risuona in particolare per le comunità con legami nelle zone di conflitto del mondo arabo.
Israele avanza via terra, i villaggi scompaiono, i morti superano tremila. E il cessate il fuoco è ancora «formalmente» in vigore.
Le forze israeliane operano via terra in Libano oltre la linea gialla, 19 villaggi evacuati, oltre 3.000 morti dall'inizio delle operazioni. Il cessate il fuoco è «formalmente» in vigore. Un'analisi di cosa significano questi fatti — e perché il silenzio internazionale è parte del problema.
Israele intensifica gli attacchi con il via libera americano, Oxfam denuncia un disegno di annessione. Ma il Libano ha una storia che merita di essere letta senza semplificazioni
Israele intensifica i bombardamenti in Libano con il sostegno americano, mentre Oxfam denuncia un possibile disegno di annessione e chiede una tregua permanente. Arabita analizza le dinamiche politiche e umanitarie di un conflitto che rischia di essere normalizzato prima ancora di essere compreso.
La visita del ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi rivela quanto Beirut punti sull'Italia — ma anche quanto la diplomazia da sola non basti
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi a Roma chiede tregua, disarmo di Hezbollah e un ruolo italiano da ponte verso l'UE. Tra UNIFIL e Ordine di Malta, l'Italia ha credibilità sul campo — ma trasformarla in strategia è un'altra storia.
Israele colpisce soccorritori, distrugge tunnel e tratta con Beirut. Il paradosso di una guerra che non si ferma mentre si siede al tavolo.
Mentre si annuncia un terzo round di negoziati tra Israele e Libano, i raid continuano: un soccorritore della Protezione Civile libanese ucciso, un'ambulanza colpita con tecnica del doppio strike, otto tunnel distrutti a Gaza. L'analisi di un conflitto che tratta e bombarda.
Mentre le borse festeggiano e i diplomatici trattano, il Libano brucia ancora. Un cortocircuito che racconta tutto.
Mentre le borse europee salgono ai massimi storici scommettendo su un accordo nucleare con l'Iran, il Libano subisce raid, saccheggi e oltraggi ai simboli religiosi. Un'analisi del cortocircuito tra diplomazia, mercati e realtà sul campo.
Tra l'espansione militare nella Striscia, i raid nel sud del Libano e l'abbordaggio di barche umanitarie, emerge un quadro di escalation sistematica che le istituzioni faticano a contenere
Tra l'avanzata militare a Gaza oltre il 59% del territorio, i nuovi attacchi nel sud del Libano e l'indagine della Procura di Roma sull'abbordaggio della Flotilla, emerge una strategia di pressione multidirezionale che mette alla prova la risposta delle istituzioni europee e italiane.
Capire perché Israele non riesce — o non vuole — uscire dal ciclo dei conflitti significa guardare alle contraddizioni interne di un progetto politico che scricchiola
Un'analisi di Middle East Eye sostiene che la politica israeliana di guerra continua non sia solo una scelta strategica, ma il riflesso di una crisi profonda del sionismo come progetto politico. Le contraddizioni interne della società israeliana — religiose, etniche, culturali — renderebbero il conflitto permanente uno strumento di coesione identitaria più che una necessità militare. Una chiave di lettura utile per comprendere le dinamiche del Medio Oriente al di là della cronaca quotidiana.
Il patriarca latino di Gerusalemme scrive alla sua diocesi e non usa mezze parole: la guerra è diventata un idolo, e gli algoritmi decidono chi deve morire
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha scritto una lettera aperta alla sua diocesi denunciando che la guerra è diventata un "culto idolatra" e che i civili non sono più considerati vittime collaterali. Pizzaballa distingue nettamente tra chi occupa e chi è occupato, rifiutando la falsa equivalenza tra le parti. Denuncia anche l'uso di algoritmi per decidere chi colpire e segnala il peggioramento della situazione in Cisgiordania, con aggressioni e insediamenti in aumento.
Ogni anno Amnesty International pubblica il suo rapporto globale sui diritti umani. Quest'anno i numeri dall'area araba fanno ancora più male del solito
Il nuovo Rapporto Annuale di Amnesty International fotografa un anno particolarmente buio per Medio Oriente e Nord Africa, dove i grandi conflitti come quelli a Gaza, Sudan e Yemen hanno finito per oscurare altre gravi violazioni dei diritti umani. Il documento, pubblicato ogni anno e disponibile gratuitamente online, rappresenta uno strumento di riferimento per chiunque voglia seguire con attenzione la situazione in quell'area del mondo, al di là della copertura mediatica contingente.
Il ministero della Salute di Beirut aggiorna il bilancio: quasi 8.000 feriti dall'inizio delle offensive
Il ministero della Salute di Beirut ha reso noto che dall'inizio dei raid israeliani sul Libano, il 2 marzo, le vittime accertate hanno superato quota 2.500. I feriti sono 7.755. I bombardamenti continuano a colpire il paese, mettendo sotto pressione un sistema sanitario già in crisi, in un contesto umanitario che si aggrava di giorno in giorno.
I caschi blu lasciano a dicembre, ma le Nazioni Unite provano a mantenere una presenza sul campo
L'ONU sta lavorando per mantenere una qualche forma di presenza in Libano anche dopo la fine della missione Unifil, prevista per dicembre. La missione dei caschi blu, attiva nel paese dal 1978, si avvia alla scadenza del mandato. Le modalità di una eventuale presenza residua delle Nazioni Unite non sono ancora state rese note pubblicamente.
Dopo settimane di tensioni, la premier riallaccia i rapporti con gli alleati europei e si dice pronta a inviare navi, ma solo con il via libera del Parlamento
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che l'Italia è pronta a fare la propria parte insieme agli alleati europei, in particolare riguardo alla crisi in Libano. Ha aperto alla possibilità di inviare navi italiane nella regione, subordinando però la decisione al voto delle Camere. Meloni ha anche ringraziato gli Stati Uniti per il contributo alla tregua in Libano, segnalando un disgelo nei rapporti dopo una fase di tensioni con i partner occidentali.