Gaza al 98% di alfabetizzazione: più degli USA
Lo storico Kamel a Lugano: i palestinesi hanno dati da paese sviluppato, ma vengono disumanizzati.
غزة بنسبة 98% في محو الأمية: أعلى من الولايات المتحدة
المؤرخ كامل في لوغانو: الفلسطينيون يمتلكون مؤشرات دول متقدمة، لكنهم يُجرَّدون من إنسانيتهم.
Al Festival Echi di Storia di Lugano, Lorenzo Kamel — professore ordinario di Storia Globale e del Medio Oriente all'Università di Torino — ha detto una cosa che vale la pena fermarsi a sentire: nel 2022, Gaza aveva un tasso di alfabetizzazione del 98%. Gli Stati Uniti, nello stesso anno, si fermavano al 79%. Non è un dettaglio: è un dato che smonta in un colpo solo la narrazione che vuole i palestinesi come una popolazione arretrata o incapace di autodeterminarsi.
Kamel non è andato a Lugano per fare propaganda. È uno storico di professione, e il suo intervento al festival ha provato a offrire quello che manca quasi sempre nel dibattito pubblico italiano sul conflitto israelo-palestinese: contesto storico serio, dati concreti, e la volontà di scardinate le letture estemporanee che dominano i talk show e i social. Il punto che ha sollevato è scomodo per tutti: come si concilia il livello di istruzione e sviluppo umano di Gaza con il modo in cui i palestinesi vengono trattati — e spesso descritti — da chi giustifica o minimizza quello che accade nella Striscia? La risposta implicita è che non si concilia affatto, e che la disumanizzazione non ha nulla a che fare con i dati reali.
Per chi vive tra le due sponde — arabi in Italia, italiani con legami col mondo arabo, chiunque cerchi di capire davvero cosa sta succedendo — interventi come quello di Kamel sono rari e preziosi. Non perché diano risposte facili, ma perché impongono di fare i conti con la complessità: Gaza non è uno sfondo, è un luogo con una storia, una popolazione istruita, una cultura. Ignorarlo non è neutralità, è una scelta politica.
L'intervento di Lorenzo Kamel al Festival Echi di Storia è disponibile sul sito del festival. Se ti interessa approfondire il suo lavoro, ha pubblicato diversi saggi sul Medio Oriente ed è tra le voci accademiche italiane più seguite sul tema. Vale la pena cercarlo.