Libano, oltre 2.500 morti nei raid israeliani: i numeri di una strage che non si ferma
Il ministero della Salute di Beirut aggiorna il bilancio: quasi 8.000 feriti dall'inizio delle offensive
لبنان: أكثر من 2500 قتيل في الغارات الإسرائيلية: أرقام مذبحة لا تتوقف
وزارة الصحة في بيروت تحدّث الحصيلة: قرابة 8000 جريح منذ بدء العمليات العسكرية
I numeri parlano chiaro, e fanno male. Dal 2 marzo, i raid israeliani sul Libano hanno ucciso più di 2.500 persone. Lo dice il ministero della Salute di Beirut, che ha diffuso un bilancio aggiornato che lascia poco spazio all'interpretazione: 2.500 morti e 7.755 feriti. Cifre che crescono giorno dopo giorno, e che raccontano una crisi umanitaria sempre più fuori controllo.
Per chi ha radici in Libano o conosce qualcuno là, questi dati non sono statistiche astratte. Sono vicini, cugini, amici d'infanzia, quartieri che si conoscevano a memoria. La comunità libanese in Italia è numerosa e radicata, soprattutto in alcune città del Nord, e da mesi vive con il telefono in mano, aspettando notizie, facendo rimesse, cercando di capire se e come aiutare chi è rimasto. Ogni aggiornamento dal ministero della Salute di Beirut è un colpo allo stomaco.
Il dato del 2 marzo come data d'inizio è importante: segna un'escalation precisa, un momento in cui l'intensità dei bombardamenti ha cambiato marcia. Da allora, la media giornaliera di vittime è stata costante e drammatica. Il sistema sanitario libanese, già provato da anni di crisi economica e dal disastro del porto del 2020, si trova a gestire un'emergenza che va ben oltre le sue capacità. Oltre 7.700 feriti da assistere, con ospedali che lavorano in condizioni estreme.
Se hai familiari o amici in Libano e hai bisogno di informazioni su come fare rimesse, richieste di visto o pratiche consolari urgenti, il punto di riferimento principale in Italia è l'Ambasciata del Libano a Roma (tel. 06 3608071). Per emergenze umanitarie, l'UNHCR Italia e la Croce Rossa Italiana hanno sportelli attivi per chi cerca supporto o vuole contribuire agli aiuti.
الأرقام واضحة، وهي مؤلمة. منذ 2 مارس/آذار، قتلت الغارات الإسرائيلية على لبنان أكثر من 2500 شخص. هذا ما قالته وزارة الصحة في بيروت، التي نشرت حصيلة محدثة لا تترك مجالاً كبيراً للتفسير: 2500 قتيل و7755 جريح. أرقام تتزايد يوماً بعد يوم، وتحكي عن أزمة إنسانية تخرج عن السيطرة بشكل متزايد.
بالنسبة لمن لهم جذور في لبنان أو يعرفون أحداً هناك، هذه البيانات ليست إحصائيات مجردة. إنهم أقارب وأبناء عم وأصدقاء الطفولة وأحياء كانوا يعرفونها عن ظهر قلب. الجالية اللبنانية في إيطاليا عديدة وراسخة، خاصة في بعض المدن الشمالية، وتعيش منذ شهور والهاتف في يدها، في انتظار الأخبار، وترسل التحويلات، وتحاول فهم ما إذا كانت هناك طريقة لمساعدة من بقي هناك وكيف. كل تحديث من وزارة الصحة في بيروت هو ضربة في المعدة.
تاريخ 2 مارس/آذار كنقطة بداية مهم: فهو يحدد تصعيداً دقيقاً، لحظة غيرت فيها شدة القصف وتيرتها. منذ ذلك الحين، كان متوسط الضحايا اليومي ثابتاً ومأساوياً. يواجه النظام الصحي اللبناني، الذي أنهكته بالفعل سنوات من الأزمة الاقتصادية وكارثة ميناء 2020، حالة طوارئ تتجاوز قدراته بكثير. أكثر من 7700 جريح يحتاجون إلى الرعاية، والمستشفيات تعمل في ظروف قاسية.
إذا كان لديك أقارب أو أصدقاء في لبنان واحتجت إلى معلومات حول كيفية تحويل الأموال أو طلبات التأشيرات أو الإجراءات领事الاستعجالية، فإن نقطة الاتصال الرئيسية في إيطاليا هي سفارة لبنان في روما (هاتف: 06 3608071). بالنسبة للحالات الطارئة الإنسانية، يتمتع مفوضية الأمم المتحدة لشؤون اللاجئين إيطاليا والصليب الأحمر الإيطالي بنوافذ نشطة لمن يبحث عن الدعم أو يريد المساهمة في المساعدات.